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domenica 15 settembre 2013

Mounier: essere significa amare.




E. Mounier
Per Mounier ogni  persona è costitutivamente aperta al mondo ed agli altri, tanto che, al limite, essere significa amare e  la comunità  è propriamente “persona di persone”. La vita personale è raccoglimento di sé, intimità, conversione; ma insieme è  apertura al “tu”, impegno che  vive con realismo ed “ottimismo tragico” sia il polo profetico sia il polo politico. Solo la scelta fedele per qualcosa che valga la pena della vita  caratterizza la libertà di ognuno. La tensione della civiltà personalista e comunitaria è l’invenzione di un’avventura in cui ogni persona, sotto volti sempre inattesi, vive ed è compresa come unica ed insostituibile, in cui  esiste solo nella misura in cui esiste per gli altri: società di cui oggi  intravediamo appena i contorni.
 
Una persona non raggiunge la sua piena maturità se non nel momento in cui sceglie qualcosa cui restar fedele e che valga la pena della vita.


l'io e il tu

La prima esperienza della persona è l’esperienza della seconda persona: il tu, e quindi il noi, viene prima dell’io, o per lo meno l’accompagna.[…]  Si potrebbe quasi dire che io esisto soltanto nella misura in cui esisto per gli altri e, al limite, che essere significa amare. Queste verità sono tutto il personalismo, tanto che si usa un pleonasmo quando si definisce il tipo di civiltà cui esso tende come personalista e comunitaria. Esse affermano  che si possiede soltanto ciò che si dà o ciò a cui si dà, che non ci si può salvare da  soli né socialmente né spiritualmente.


Il rispetto dell'intimità
 
Ci si rende conto che la vita della persona è avvinta, per natura, a una sua intimità. Quanti sono totalmente al di fuori di sé, in una sorta di esibizionismo, non hanno intimità, né densità, né retroscena. Si possono leggere come un libro aperto, e presto si esauriscono. Costoro, non avendo l’esperienza di questa distanza profonda, non conoscono il ‘rispetto dell’intimità’, propria o altrui. Essi hanno un gusto volgare di raccontare, di raccontarsi e di far raccontare, di esibire e di indagare. Il riserbo nell’esprimersi, la discrezione è l’omaggio che la persona rende alla sua infinità interiore. Essa non può mai comunicare compiutamente attraverso la comunicazione diretta e preferisce talvolta ricorrere a mezzi indiretti. I ronia, humour, paradosso, mito, simbolo, finzione, ecc.
 

uomo che cammina:
simbolo della fedeltà


Si parla continuamente di impegnarsi come se ciò dipendesse da noi: ma noi siamo impegnati, imbarcati  nell’avventura, preoccupati. Perciò l’astensione è un’illusione. Lo scetticismo è ancora una filosofia: ma il non-intervento, fra il 1936 e il 1939, ha prodotto la guerra di Hitler, e chi non “fa politica” fa passivamente la politica del potere costituito.

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