Immagini delle illustrazioni di Gennaro Vallifuoco (qui il link).
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| Gennaro Vallifuoco, illustrazione a "Le Guaratelle", di Roberto De Simone |
Il
filosofo viene presentato a partire dal suo Tractatus logico-philosophicus
(1921), quindi dalla sua prima fondamentale opera sul funzionamento del
linguaggio, quella in cui la lingua viene considerata alla stregua di un
calcolo. In questa concezione le proposizioni sono simili ad operazioni
aritmetiche dal momento che le parole sono paragonate ai numeri e gli altri
simboli (le preposizioni, congiunzioni ecc.) sono assimilati ai segni che
permettono il calcolo (+; -; =; ✕; ecc). Tutti coloro che calcolano si intendono con
certezza se conoscono i meccanismi delle operazioni e i numeri cui sono
riconducibili tutte le possibili entità aritmetiche: “Forse uno può non avere
mai visto il numero 386.789,43. Ma le regole di formazione delle cifre arabe ci
consentono di capire al volo quanto vale questo numero perché tutti coloro che
conoscono l’aritmetica possiedono un numero ben delimitato di cifre (quelle che vanno dallo 0 al 9) che tutti conoscono e usano allo stesso modo”.² Se il parallelismo è valido questo dovrebbe
accadere anche nell’uso delle parole.




