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mercoledì 27 giugno 2018

Una versione del "sacro". Simone Weil.

Post di Rosario Grillo
Immagini delle illustrazioni di Pia Valentinis, in Guia Risari, Il taccuino di Simone Weil (qui il sito).

Pia Valentinis, 
Simone Weil
Difficile trovare la misura giusta per parlare di Simone Weil!
Si viene addirittura tentati di dire che lei stessa preparò  le occasioni per rendere ostica l’impresa.
Simone Weil scrisse molto, ma scartò per principio la sistematicità.
Soprattutto è vietato scindere il suo pensiero dalla vita vissuta.
Solo questa “trama“ contiene la chiave ermeneutica della sua opera, che infatti ha un titolo che spicca su tutti: i “Quaderni”, dimostrazione effettuale del pensiero-azione.
Penetrando nel suo stile, nel suo carattere, balza in primo piano l’istanza della autenticità, quasi sconfinante in una ipertrofia dell’io.
Proprio lei che osteggiò il primato del soggetto e si spese per l’affermazione dell’impersonale.
Colta questa piega, se ne evince la risicata consonanza con lo spirito del nostro presente, così tentato dall’individualismo.
Presente in tutti i cimenti significativi (e simbolici) della sua epoca, alla fine consunta dalla sua stessa sete di verità.

sabato 23 giugno 2018

L'arte di correre. Murakami.

Post di Rossana Rolando
Immagini delle illustrazioni di Pia Valentinis (qui il sito).

Pia Valentinis, 
Cavallo e cielo
“…le cose che meritano di essere fatte, vanno fatte con tutto il nostro ardore, anche a rischio di esagerare” (Murakami, L'arte di correre, Einaudi, 2007, Torino, p. 84).

🌟 Confesso di non aver mai letto nulla di Murakami e di aver acquistato il suo libro “L’arte di correre” attratta semplicemente dal titolo, dal momento che la corsa è stata una scoperta della mia vita adulta e una passione che ancora perdura. Per me, correre lungo il mare, nelle prime ore del mattino, in ogni stagione, ma specialmente in quella mite e odorosa della primavera, è un modo impagabile per dare inizio ad una nuova giornata.

🌟 Il testo è rimasto abbandonato un po’ di tempo tra i ripiani della libreria (è uscito nel 2007) e solo recentemente mi è ricapitato tra le mani ed ho iniziato a leggere.

domenica 17 giugno 2018

Idea di Europa attraverso i suoi luoghi.

Post di Rosario Grillo
Immagini di alcuni pittori, in gran parte riconducibili alla corrente italiana del Vedutismo.

Gaspar Van Wittel, 
Villa Medici a Roma, 1712
Dovizie di documenti relativi a questa entità, che mi accingo a perlustrare con taglio diverso - Europa: Occidente. Come dissero i Fenici, muovendosi da Oriente mentre puntavano le loro prue su Occidente.
Massimo Cacciari fa il punto delle parabola culturale (1) trovando in Occidente il sostrato del divenire, della dialettica, della stasis (2).
Operando così, troviamo subito un Permanente nelle vicende europee.
Ancora Cacciari rimprovera, alla lunga, la disattesa di tale identità, in un’Europa insieme declinante ed alienata. (3)
Senza ombra di dubbio - e senza trascurare la significanza delle città orientali ed asiatiche - la città è l’emblema della civiltà europea.
Va ancora detto che l’essenza di tali città, che si ritrova nella vocazione commerciale, è apporto sedimentato di molteplici fattori: dall’economico all’amministrativo al sociale.
Lo stimolo al mio narrare deriva soprattutto dalla struttura composita delle città europee. Con lo scopo di suggerire che: solo riconoscendo la loro natura intrinseca, ritornando a pungolarla, si può sperare di risanare l’Europa. (4)

martedì 12 giugno 2018

Rododendri di Monesi. La montagna che resiste.

Post e fotografie di Rossana Rolando.

Rhododendron ferrugineum (Rosa delle Alpi)
La nuda montagna resiste. Monesi continua ad essere una montagna ferita. Eppure, nel grande silenzio degli uomini, la natura segue il suo corso. E’ iniziata la fioritura dei rododendri, maculata, maestosa, munifica. Vividi i colori che si offrono allo sguardo: il verde tenero della primavera, il giallo dei ranuncoli, il blu delle genziane, il violetto delle viole, il bianco degli anemoni. Nell’aria soltanto il cinguettio degli uccelli, i fischi delle marmotte e i nostri passi.

domenica 10 giugno 2018

Cercate ancora. Claudio Napoleoni.

Post di Gian Maria Zavattaro.

Claudio Napoleoni,  
Cercate ancora. 
Lettere sulla laicità e ultimi scritti
Ed. Riuniti 1990
“A questo punto mi soccorre un invito che io e altri amici abbiamo avuto la fortuna di accogliere da un grande uomo mentre era prossimo a finire i suoi giorni: un cercatore il quale, più che abbattuto dal male, era consumato dal suo bisogno di scoprire altre vie, di trovare risposte più persuasive per quest'uomo post-moderno che siamo tutti noi, finiti dentro il castello di Kafka, finiti davanti a un tribunale incapace di discernere la verità. È l'invito di Claudio Napoleoni a «cercare ancora» il suo dono più grande. Un invito che è il riassunto di tutta la sua vita, e che ora vorrei diventasse nostro programma, al fine di uscire «a riveder le stelle»: per uscire cioè dall'inferno nel quale siamo tutti sprofondati” (1). Così scriveva p. Turoldo nel 1990.

🌟Trent’anni fa (31 luglio 1988) moriva ad Andorno Micca (BI) Claudio Napoleoni, Senatore della Sinistra indipendente, “comunista eterodosso”, voce negli anni 70-80 altamente significativa dell’economia politica italiana, pensatore che andava alla radice dei problemi, esemplare per la sua passione politica e la rigorosa competenza scientifica, proteso a stimolare gli amici al “compito” di una profonda trasformazione sociale e di una reale liberazione da ogni alienante “dominio”.
“Cercate ancora” - pubblicato nel 1990 a cura e con ampia introduzione di Raniero La Valle – raccoglie le ultime interviste e gli ultimi suoi scritti, preceduti dalla “Lettera ad Adriano Ossicini (2) e in appendice la “Lettera ai comunisti italiani” (3). Paradigmatico invito di sconcertante attualità, ieri come oggi.

giovedì 7 giugno 2018

La Vergine e la maternità. Massimo Cacciari.

Post di Rosario Grillo
Immagini della copertina di Massimo Cacciari, Generare Dio e di alcuni dipinti citati all'interno del libro.

Massimo Cacciari,  
Generare Dio, Il Mulino, Bologna 2017
Nel formato di un libercolo, una miniera.
Un concentrato di filosofia, di teologia, di un fine gusto estetico (1) e di una puntuale analisi testuale, di marianesimo.
Una bomba per me: in grado di svegliarmi da un certo sopore sulla incisiva presenza di Maria nell’economia della salvezza, di portarmi così per le vie della spiritualità.
Una conferma al mio desiderio di congiungere il cielo e la terra e di testimoniare il Cristianesimo nell’Amore sofferente e liberatore.
Un interrogativo continuo: come fa un miscredente ad approssimarsi così tanto alle “viscere del mistero”, alla spiritualità autentica?
In un crescendo continuo, supportato dalle icone, Massimo Cacciari ci conduce dalla Annunciazione alla Crocifissione. Squarcia il velo della gioia mista a tremore, svela il senso di sorpresa pensosa della Madonna, all’ annuncio di Gabriele.
Il messaggio rivela l’Ad-veniens. In a-venire (brutalmente: in gestazione) con tutto l’onere dell’epilogo luttuoso, compreso nell’Evento.

venerdì 1 giugno 2018

Difendiamo la festa della Repubblica.

Post di Gian Maria Zavattaro
Immagini composte da Rossana Rolando.

Emblema della Repubblica Italiana
(posto sullo sfondo della più antica 
Carta costituzionale)
🌟L'occasione. In questi giorni abbiamo assistito ad un vergognoso squallido attacco alla figura del Presidente della Repubblica: accusa non solo del tutto ingiustificata ma palesemente strumentale, spudoratamente bugiarda ed ipocrita e perciò blasfema, offensiva di ogni intelligenza democratica.   E' bene allora ricordare a tutti che il 2 giugno unisce strettamente ed indissolubilmente Repubblica e Costituzione: festa della Repubblica Italiana, ma anche giorno dell'elezione dell'Assemblea Costituente. 
Non possiamo accettare che questa giornata venga strumentalizzata e resa l’opposto di ciò per cui è nata, scippando così la festa di tutti, volutamente rinnegandone la memoria e il significato.

🌟L’unico cambiamento possibile oggi è difendere la Costituzione per aprire nuove speranze. Significa riappropriarsi dell'I Care  che appartiene a chi  ben conosce la miseria e la grandezza dell’uomo, a chi non aspira ad impossibili purezze, ma esige con ogni sforzo per sé e per gli altri la via della coerenza e della testimonianza  più autentica. Significa ristabilire le grandezze, continuare l’impegno pervicace quotidiano di fare crescere la speranza e la fiducia nei giovani ed adulti per le istituzioni espresse e garantite dalla Costituzione.