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mercoledì 6 settembre 2017

La biblioteca di Benjamin.

Il destino dei libri contenuti nella biblioteca di Benjamin intrecciato con il racconto della vita.
🖊 Post di Rossana Rolando
🎨 Disegni e dipinti sul tema della biblioteca.

ogni passione confina con il caos” 
(W. Benjamin)
 
Charlotte Bosanquet, 
La libreria (disegno, 1840)
“Nel 1931 un trasloco costrinse Benjamin ad affrontare la mole sterminata dei volumi accumulati nel corso degli anni”: così si legge nella quarta di copertina di La mia biblioteca (Elliot, Roma 2016). Nel breve lasso di tempo intercorso tra mezzogiorno e mezzanotte, in mezzo alle casse impolverate di libri, matura l’ispirazione di questo piccolo e gustoso testo. Il primo saggio (sono, infatti, tre brevi articoli) è dedicato al collezionismo, preso in considerazione nella sua generalità (potendo interessare qualsiasi oggetto) in modo arguto e spiritoso, come è nello stile del filosofo. La mia attenzione si è concentrata sull’oggetto collezionato e quindi sulla bibliofilia dell’autore: sono i libri (e non il collezionismo) ad aver guidato la mia lettura.
Vorrei soffermarmi brevemente su tre aspetti.
1. I libri hanno un destino. “…caso e destino, che al mio sguardo colorano il passato, sono al tempo stesso presenti in modo evidente nel consueto garbuglio di questi libri” (p. 20).
Ci sono opere che hanno segnato la storia della cultura e sono divenute riferimenti, “acquisti per sempre”: Benjamin cita la Divina Commedia di Dante, l’Etica di Spinoza, L’origine della specie di Darwin… e si appella al detto Habent sua fata libelli
Charles James Richardson, 
Interno di una libreria (disegno, 1860)
Ma prosegue affermando che anche la “collisione” con una copia (non il testo originale) ha il sapore di una “necessità”, nel momento in cui si decide di acquistarla per inserirla negli scaffali della personale biblioteca (Benjamin parla di libri antichi, da collezione, ma la cosa vale anche senza riferimento a volumi preziosi). Questo significa che, per un collezionista, ma anche per un semplice bibliofilo, ogni libro importante costituisce un incontro unico: tra le tante possibilità librarie una sola è destinata a lui, a partire dalle sue pre-comprensioni e dai suoi interessi del momento, ma anche secondo i giochi del caso.  
L’ironia di Benjamin rende piacevole il piccolo saggio che si sofferma sulle varie modalità d'acquisto dei libri, con riferimento a ricordi personali.
E così si sorride leggendo:  “Tra i modi consueti di acquisizione il più appropriato per il collezionista sarebbe il prestito con successiva non restituzione” (p. 23).
Epico è poi il racconto del libro non ricercato che pure, per uno strano incrocio del destino, viene a far parte della raccolta: “Si annovera invece tra i ricordi più belli del collezionista l’attimo in cui soccorse un libro al quale forse non aveva mai rivolto un pensiero in vita sua, ancor meno un desiderio, soltanto perché se ne stava abbandonato, alla mercé del libero mercato, e lo comprò, come fece il principe con una bella schiava nella fiaba delle Mille e una notte, per donargli la libertà. Per il collezionista di libri, infatti, la vera libertà di tutti i libri si trova da qualche parte nei suoi scaffali” (p. 27).
Autore sconosciuto, 
Interno di una libreria (dipinto, 1830-1840)
2. La dialettica tra ordine e disordine. Il modo in cui si costituisce una biblioteca personale – sia pure quella “sterminata” di un collezionista – è quindi frutto di desideri, interessi, incontri fortunati, casualità. In altre parole si può dire che non c’è un ordine intrinseco alla raccolta: l’unico ordine è dato dalla catalogazione. Perciò la biblioteca diventa, nelle pagine di Benjamin, lo specchio dell’esistenza, di quel tentativo continuo di dare ordine al caos della vita: “ogni ordine non è altro che uno stato di sospensione sull’abisso” (p. 20).
3. Libri e biografia spirituale. Mi soffermo infine sulle pagine conclusive. In esse Benjamin rammenta i luoghi in cui sono stati i suoi libri, in un viaggio della memoria che attraversa le più belle città europee, in cui i libri sono stati trovati presso sperdute cartolerie o botteghe d’antiquariato, o ancora ritorna alle stanze in cui ha soggiornato da giovane studente fino ad arrivare alla situazione del presente. La geografia dei libri conduce alla sua biografia, ricostruita a partire dai posti in cui è stato e dalle diverse situazioni in cui è vissuto.
Autore sconosciuto, 
Interno di una libreria (disegno, 1850 circa)
Ma è una biografia solo esteriore. La vita interiore ha con i libri un rapporto più intimo. Ribaltando il primo e più ovvio pensiero (secondo cui i libri vanno a costituire il modo di essere), Benjamin  nota come non siano tanto i libri a vivere in lui, ma sia piuttosto lui ad abitare in loro. Tutta la sua personalità è racchiusa dentro la sua collezione di libri. Per questo - afferma - è soltanto con la sua estinzione che il collezionista viene compreso. E qui emerge una duplice idea: da una parte le cose ci sopravvivono, hanno una loro persistenza oltre noi, come se avessero una vita indipendente da noi, dall’altra parte le cose contengono la nostra impronta spirituale (Hegel), parlano di noi oltre noi. Perciò ricostruire la storia di una biblioteca significa penetrare nell’intimità di chi l’ha voluta, non solo perché nei libri ci sono i segni di chi li ha posseduti (sottolineature, annotazioni, appunti), ma perché la semplice presenza di quei precisi libri e non di altri è già la traccia di una sensibilità, intreccio di passioni, interessi, orizzonti.  Anche quando, quei libri, non fossero mai stati letti. E, infatti, a chi domandasse (come sempre capita a chi possiede molti libri): “Ma li avete letti tutti?” si dovrebbe rispondere con un’altra domanda: “…forse lei mangia quotidianamente con il suo Sèvres?” Il che significa: i grandi libri sono meravigliosi gioielli, preziosi anche se, al momento, non si indossano.

Autore sconosciuto, 
Biblioteca di Tubinga (disegno, 1822)

7 commenti:

  1. Ogni volta mi piace esprimere il mio commento "a caldo". È un ringraziamento prima, Rossana, per il tuo gusto rabdomantico! Ci propone una "stranezza", che poi non lo è, ci offri "una chicca".
    Vado con termini di leggerezza, ma c'è anche il ponderoso!
    Benjamin, personaggio rabdomantico di per se stesso. Un autore, che della "linea nei frammenti" ci vuole parlare. La biblioteca ne è un segno.
    Veramente : l'intimità, la familiarità, la consonanza di una biblioteca ad ogni bibliofilo è insondabile, è un rapporto speciale.
    Forse qui sovverrebbero opportune le argomentazioni di Borges....ma non appesantiamo troppo. Un abbraccio Rosario

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    1. Caro Rosario, grazie sempre a te per l’acutezza e la sollecitudine dei tuoi commenti. In effetti Benjamin è proprio capace di scoprire sorgenti sotterranee e di far nascere fiori stupendi di riflessione filosofica da temi apparentemente non filosofici come quello del collezionismo. Il rapporto con i libri poi è, per noi, fondamentale e quindi questo piccolo scritto risulta molto evocativo. Un caro abbraccio.

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  2. Nella Crosiglia6 settembre 2017 13:07

    Come al solito davvero interessante.

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  3. Teresa Massaccesi7 settembre 2017 13:05

    Benjamin ci aiuta ad amare letture e letture....cercarle....tenerle.... perché avere una biblioteca è essere in compagnia di amici che hanno la loro storia che ci piace sottolineare....
    Quanti dei loro pensieri da noi letti e riletti ci portano ad ampi orizzonti.... allargandoli ....infatti non c'è orizzonte che abbia un limite.....
    Machiavelli propone il viaggio... e viaggi....ma che magnifici viaggi con la propria biblioteca.....! " Un transatlantico che trasporta emozioni....ricordi....sorrisi.... lacrime...."
    Se abbiamo libri non letti vuol dire che dovremmo fare un viaggio più lento e con più soste per incontrare persone che attendono il nostro saluto.....
    Questi è il destino dei libri intrecciato con il racconto della vita umana ..... proprio come ce lo conferma Benjamin ...

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    1. Grazie per questo commento che richiama la splendida metafora del viaggio per parlare della lettura. Leggere dà la possibilità di vivere in tanti luoghi pur rimanendo in uno sol posto, di vivere tante vite pur essendo una sola persona, di entrare in relazioni con gli spiriti più elevati… e molto altro ancora. Un caro saluto.

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    2. Teresa Massaccesi8 settembre 2017 12:19

      Grazie a voi...

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