Post di Gian Maria Zavattaro.
(libera riduzione ed adattamento
(libera riduzione ed adattamento
di un racconto di Lev Tolstòj)
In una città viveva Martin, un
ciabattino che da una finestra del seminterrato in cui lavorava poteva
vedere sulla strada soltanto i piedi delle persone che passavano e ne
riconosceva molte dalle scarpe che aveva riparato lui stesso.
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...riconosceva tutti dalle scarpe .... (Van Gogh, Un paio di scarpe) |
Anni
prima, gli erano morti moglie e figli e Martin non cessava di rimproverare Dio.
Un giorno
aprì il suo cuore ad un vecchio del villaggio che aveva fama
di santo: “Non ho più desiderio di vivere né speranza”. Il vecchio
rispose: “Sei disperato perché vuoi vivere solo per la tua felicità. Leggi il
Vangelo e saprai come il Signore vuole che tu viva”.
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... gli erano morti moglie e figli ed era disperato ... (Van Gogh, Un uomo) |
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... un giorno lesse il vangelo e sentì una voce che gli diceva: "domani verrò" ... (Van Gogh, Uomo che legge seduto) |
Poi si addormentò, ma
all'improvviso udì una voce e si svegliò di soprassalto: non c'era nessuno, ma
udì queste parole: “Martin! Guarda fuori in strada domani, perché io
verrò”. Si alzò prima dell'alba, accese il fuoco, preparò la zuppa di
cavoli e la farinata di avena, si mise il grembiule e si sedette a
lavorare accanto alla finestra, ripensando alla voce udita. Ogni volta
che vedeva passare qualcuno con scarpe che non conosceva, sollevava lo sguardo
per vedergli il viso.
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... passò il vecchio Stepanic infreddolito e Martin gli offrì il calore della sua casa ... (Van Gogh, Scarpe) |
Passò un facchino, poi un
acquaiolo e poi il vecchio Stepanic, che cominciò a spalare la neve davanti
alla finestra di Martin e dopo un po’ appoggiò la pala al muro, tentando di
riscaldarsi. Martin uscì sulla soglia: “Vieni a scaldarti. Devi avere un gran
freddo”. “Che Dio ti benedica!”. Stepanic entrò, scuotendosi di dosso la neve e
si strofinò ben bene le scarpe al punto che barcollò e per poco non cadde. “Non è niente - gli disse Martin - Siediti e prendi un po' di tè”.
Stepanic bevve d'un fiato e Martin gli riempì di nuovo il bicchiere,
continuando a guardar fuori della finestra. “Stai aspettando qualcuno?”. “Ieri
sera - rispose Martin - stavo leggendo di quando Cristo andò in casa di un
fariseo che non lo accolse coi dovuti onori. Supponi che mi succeda qualcosa di
simile. Cosa non farei per accoglierlo! Poi, mentre sonnecchiavo, ho udito
qualcuno mormorare: "Guarda in strada domani, perché io verrò".
Stepanic ascoltava e le lacrime gli rigavano le guance: ”Grazie,
Martin. Mi hai dato conforto per l'anima e per il corpo”. Poi se ne andò.
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... poi si fermò una donna con il suo bambino e Martin gli regalò il suo mantello... (Van Gogh, Scarpe) |
Martin si sedette a cucire uno
stivale. Mentre guardava fuori della finestra, una donna passò di lì e si
fermò accanto al muro: era vestita miseramente, aveva un bimbo fra le
braccia che tentava di riparare dal freddo e dal vento coi propri logori
indumenti. Martin uscì, la invitò a entrare e le offrì un po' di
zuppa calda. Mangiando, la donna gli raccontò la sua vita: ”Mio marito,
soldato, è stato mandato lontano otto mesi fa e non ne ho saputo più nulla. Non
sono riuscita a trovare lavoro e ho dovuto vendere tutto quel che avevo per
mangiare, anche il mio ultimo scialle”. Martin andò a prendere un vecchio
mantello: “È un po' liso ma basterà per avvolgere il piccolo”. Insieme le porse
del danaro per riscattare lo scialle. La donna scoppiò in lacrime: “Che
il Signore ti benedica”. Poi uscì e Martin tornò a lavorare.
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... infine un ragazzo che aveva rubato una mela... e Martin lo tirò fuori dai guai ... (Van Gogh, Paio di scarpe) |
Ogni volta che un'ombra cadeva
sulla finestra, sollevava lo sguardo per vedere chi passava. Dopo un po', vide
una donna che vendeva mele da un paniere. Sulla schiena portava un sacco
pesante che spostava da una spalla all'altra. Mentre posava il
paniere su un paracarro, un ragazzo passò di corsa, prese una mela e
cercò di svignarsela. Ma la vecchia lo afferrò per i capelli e minacciava
di portarlo alla polizia. Martin corse fuori: “Lascialo andare, nonnina.
Perdonalo, per amor di Cristo. Se lui dovesse essere incarcerato per aver
rubato una mela, cosa dovrebbero fare a noi per tutti i nostri peccati?
Dio ci comanda di perdonare, altrimenti non saremo perdonati. E tu, ragazzo,
chiedi perdono alla nonnina”. Il ragazzo si mise a piangere e a scusarsi.
Martin prese una mela dal paniere e la diede al ragazzo dicendo: “Te la
pagherò io, nonnina”. La vecchia si rimise il sacco sulla
schiena e allora il ragazzo si fece avanti: “Lascia che te lo porti
io, nonna. Faccio la tua stessa strada”. E così la donna mise il sacco
sulle spalle del ragazzo e si allontanarono insieme.
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Scesa la sera risentì la voce: Martin non mi riconosci? Martin domandò: Chi sei? (Van Gogh, Preghiera prima del pasto) |
Si era fatto buio, Martin raccolse i suoi arnesi, posò una lampada sul tavolo, prese la Bibbia
dallo scaffale ed una voce gli sussurrò all'orecchio: “Martin, non mi
riconosci?” “Chi sei?” chiese Martin. “Sono io” e da un angolo buio della
stanza uscì Stepanic, che sorrise e poi svanì come una nuvola.
“Sono io!”, disse di nuovo la
voce e apparve la donna col bambino in braccio, che sorrise ed anche il piccolo
rise. Poi scomparvero.
“Sono io”, ancora la voce,
e la vecchia e il ragazzo con la mela apparvero a loro volta, sorrisero e
svanirono.
Martin si sentiva leggero e felice. Prese a leggere il Vangelo
là dove si era per caso aperto: Ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi
sete e mi dissetaste, fui forestiero e mi accoglieste. In fondo alla pagina
lesse: Quanto avete fatto a uno dei più piccoli dei miei fratelli, l’avete
fatto a me.
Martin capì: il Signore era venuto
quel giorno e lui l’aveva accolto.
Chi volesse leggere il racconto di Lev Tolstòj nella sua forma integrale lo può trovare nella raccolta dei Meridiani, Tutti i racconti, vol. II, con il titolo Dove c'è amore c'è Dio (pp. 152-166)
Grazie a Tolstòj. grazie a Persona e Comunità. avevo già letto. serviva rileggerlo. ciao Martin
RispondiEliminatrovo bellissimo proporre a questa nostra generazione il racconto sul ciabbattino.
RispondiEliminaIn una società priva di sentimenti ed incline a distruggere ogni principio morale ed estetico, occorre ricordare che "non siamo nati per viver come bruti"
Graazie a Persona e Comunità.
vito catalano
Mi fa ancora piangere....
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