GIACOMO
DI CRISTALLO
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| In un paese lontano, lontano ... |
Una volta, in una città lontana,
venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva
vedere come attraverso l’aria e l’acqua.
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| ... vi era un bambino trasparente come il vetro. |
Era di carne e d’ossa e pareva di
vetro, e se cadeva non andava in pezzi,
ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente. Si vedeva il
suo cuore battere, si vedevano i suoi
pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.
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I suoi pensieri erano a tutti manifesti, come pesci colorati
in una vasca. |
Una volta, per isbaglio, il bambino
disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro
la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il
resto della sua vita non disse più bugie.
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| Una volta disse una bugia e comparve una palla di fuoco dietro la sua fronte ... visibile a tutti. |
Un’altra
volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla
nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.
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| Un'altra volta gli fu rivelato un segreto e tutti videro una palla nera che disturbava la sua mente. |
Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi
un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue
risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse bocca. Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo
chiamava “Giacomo di cristallo”, e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino
a lui tutti diventavano gentili.
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| Era amato da tutti per la sua trasparenza. |
Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e
cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo.
Chi osava protestare spariva senza lasciare traccia. Chi si ribellava era
fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi. La
gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.
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| Purtroppo, un brutto giorno, ci fu chi si impadronì di quel paese. E iniziò una lunga notte ... |
Ma Giacomo non poteva
tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e
tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le
ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i
pensieri di Giacomo e prendeva speranza.
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| Tutti tacevano per paura, solo il bambino trasparente non poteva nascondere il groviglio dei suoi pensieri. |
Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo
nella più buia prigione. Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato
rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e
infine anche le mura esterne. La gente passava accanto alla prigione, vedeva
Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri.
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| Fu imprigionato nel buio di una cella, ma anche i muri divennero trasparenti, rendendo visibile la luce dei suoi pensieri. |
Di
notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel palazzo
faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a
dormire.
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| Era un'esplosione incontenibile. |
Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la
verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di
un uragano.
GIANNI
RODARI, da Favole al telefono.
Tutte le immagini riproducono opere di V.V. Kandinskij.
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