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Visualizzazione post con etichetta Talete. Mostra tutti i post
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sabato 30 marzo 2019

Spinoza e i frantoi di Talete.

Post di Rossana Rolando.

Samuel Hirszenberg (1865-1908), 
Spinoza scomunicato
E’ sempre fonte di un certo imbarazzo, agli inizi del corso di filosofia, giustificare quell’aneddoto su Talete di Mileto, considerato il fondatore del pensiero occidentale, che viene riportato da Aristotele e che è poi ripreso da tutti i manuali:
“Siccome, povero com’era, gli rinfacciavano l’inutilità della filosofia, dicono che, avendo previsto, in base a computi astronomici un abbondante raccolto di olive, ancora nel cuore dell’inverno, disponendo di una piccola somma di denaro, si accaparrò tutti i frantoi di Mileto e di Chio, dando una cifra irrisoria perché non ce n’era richiesta alcuna: ma quando giunse il tempo della raccolta, poiché molti cercavano i frantoi, tutt’insieme e d’urgenza, li dette a nolo al prezzo che volle e così, raccolte molte ricchezze, dimostrò che per i filosofi è davvero facile arricchirsi, se lo vogliono – e invece non è di questo che si preoccupano” (Aristotele, Pol. A 11. 1259 a 6 sgg.).

L’imbarazzo nasce in primo luogo dalla possibilità, qui suggerita – anche se subito esclusa – di un uso del sapere volto a raggirare chi è più semplice e sprovveduto: il sapere come dominio e manipolazione. In secondo luogo, il disagio si accresce riflettendo sul concetto stesso di utilità, inteso qui come profitto personale, messo in atto a danno degli altri. L’equivoco si alimenta, infine, al pensiero che i filosofi non si preoccupino del guadagno – come si conclude – solo e semplicemente perché chiusi nella torre d’avorio dei loro studi, avulsi dalla comune quotidianità.