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mercoledì 22 maggio 2024

Kant, Sogni di un visionario... Guida alla lettura.

Post di Rossana Rolando.

Emiliano Bruzzone, Immanuel Kant

Guida alla lettura dei 

Sogni di un visionario chiariti con sogni della metafisica

di Immanuel Kant*

(1766)

Prefazione.

· Kant inizia il suo scritto sostenendo che “il regno delle ombre è il paradiso dei sognatori”. Su queste province invisibili dell’aldilà, di cui la Chiesa di Roma ha le chiavi per spalancare le porte, si aprono contemporaneamente le casse del mondo presente [si ricordi la posizione luterana, nei confronti della Chiesa cattolica]. Kant, quindi, insinua ironicamente il sospetto che le dottrine sull’aldilà nascano da ben precisi vantaggi di arricchimento da parte dei poteri religiosi. Ma la domanda, posta subito dopo, riguarda gli altri contesti in cui emergono illusioni e chimere, relative ad un presunto mondo di spiriti, anche laddove non si riscontrano vantaggi economici: nei racconti della mentalità comune o nell’atteggiamento filosofico che appare incerto di fronte alle testimonianze di presunte apparizioni di spiriti.

· Kant ritiene, però, che non credere nulla – relativamente alle suddette visioni di spiriti -, senza offrire alcun tipo di confutazione, sia un pregiudizio altrettanto sciocco quanto credere tutto, senza sottoporlo ad esame. Dunque, per evitare il primo pregiudizio, lo stesso Kant dichiara di essersi lasciato trascinare, dalla parte del secondo, mettendosi ad indagare la verità di alcuni racconti.

· Afferma, quindi, di non aver trovato nulla (perché non c’era nulla da cercare) e sostiene che la comunicazione di questo risultato è già un motivo per scrivere il presente saggio. Ma ci sono altre due ragioni per esporre l’esito delle sue indagini: la prima data dalla sollecitazione di amici che hanno chiesto il suo parere, la seconda dalla spesa fatta per comprare il grosso libro del visionario Swedenborg e, anche peggio, dalla fatica impiegata per leggerlo, che non poteva essere semplicemente perduta, senza frutto alcuno.

· Con questa conclusione si è così giustificata la scrittura di un testo di cui – dice ancora Kant, con sorridente arguzia – il lettore non capirà la parte principale [dogmatica], non crederà la parte storica, e il rimanente deriderà.

domenica 21 maggio 2023

Il mio Manzoni.

Post di Rossana Rolando
Immagini delle illustrazioni di Francesco Gonin.
 
Francesco Gonin, Azzeccagarbugli e Renzo
💥 La data.
Il 22 maggio, è il giorno della morte di Alessandro Manzoni, centocinquanta anni or sono, nel 1873. L’anniversario non mi lascia indifferente: è un autore che fa parte della mia storia intellettuale, in particolare per i suoi Promessi sposi.
Recentemente ho assistito ad una bella lezione tenuta dal professor Corrado Bologna sull’edizione illustrata del romanzo, da parte di Francesco Gonin, voluta dallo stesso Manzoni nel 1840 e da lui curata nei dettagli. Per dire come l’iconografia non sia stata secondaria nella creazione dell’opera, ma sia nata con essa, quasi si trattasse di una produzione cinematografica ante litteram. Le immagini che ho inserito in questo post sono proprio quelle originarie oggi riedite nell’edizione della casa ed. Mimep-Docete, Milano 2010.
 
💥 Percorsi scolastici. Manzoni si incontra generalmente a scuola, per poi allontanarsene, come spesso accade. Per me non è stato così.

giovedì 17 ottobre 2019

L’arte di ascoltare (e di tacere).

Post di Rossana Rolando
Immagini delle opere di Fabio Inverni (qui il sito).

Il primo passo per vivere bene
è saper bene ascoltare¹.

Fabio Inverni, 
Furto d'artista
(Ragazza con l'orecchino di Jan Vermeer)
La natura ci ha fornito “un paio di orecchie, ma una lingua soltanto, per costringerci ad ascoltare di più e a parlare di meno”². L’affermazione di Plutarco (46 d.C. – 127 d.C.), contenuta nel trattatello dal titolo L’arte di ascoltare (e di tacere), stabilisce subito una stretta relazione tra la facoltà di ascoltare e la capacità di tacere, ponendo la seconda come presupposto della prima.
Non mi soffermo sui molti aspetti, anche godibilissimi, di questo piccolo manuale rivolto ai giovani - e non solo - perché siano educati all’ascolto della sapienza filosofica. Vorrei soltanto individuare alcuni motivi per cui la disposizione a tacere viene considerata un’arte e viene posta alla base dell’ascoltare.