Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Aggiungimi su Google+ Seguici tramite mail

Iscriviti alla nostra newsletter!

Visualizzazione post con etichetta sentimenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sentimenti. Mostra tutti i post

mercoledì 12 giugno 2024

Rimanere vicino alla gioia.

Post di Rossana Rolando.
Immagini dei dipinti di Hilma af Klint, pittrice svedese vissuta tra il 1862 e il 1944.
 
Hilma af Klint, Evoluzione
💥 L’indizio della gioia. Coloro che cercano il significato della vita e indagano sul destino dell’uomo devono sapere che la natura avverte con un segno preciso, suggerendo – di volta in volta – che la meta è raggiunta: questo segno è la gioia.
E’ la tesi sostenuta da Henri Bergson, nella sua conferenza dal titolo La coscienza e la vita.¹ Essa porta con sé, implicitamente, alcune convinzioni niente affatto scontate: la prima riguarda l’affermazione secondo cui la vita non sarebbe un caos privo di senso, un susseguirsi frammentario di stati mentali e corporei senza alcun orientamento; la seconda stabilisce un legame tra la giusta direzione e il segno che la confermerebbe ovvero la gioia.
Come dire: quando la gioia è nell’animo o qualcosa procura gioia, allora si può essere sicuri di camminare verso la meta, quella per cui l’uomo è fatto, il suo senso e il suo destino.
 
💥 Piacere e gioia. 
Bergson si premura subito di operare la distinzione necessaria tra piacere e gioia, due stati d’animo ben diversi, i cui scopi sono differenti. Il primo è funzionale alla conservazione della vita, il secondo indica la direzione verso cui è lanciata la vita: “la gioia annuncia sempre che la vita ha avuto successo, che ha guadagnato terreno, che ha riportato una vittoria: ogni grande gioia ha un tono trionfale”.²