Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Aggiungimi su Google+ Seguici tramite mail

Iscriviti alla nostra newsletter!

Visualizzazione post con etichetta Ambrogio Lorenzetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ambrogio Lorenzetti. Mostra tutti i post

domenica 6 aprile 2014

Il confronto elettorale: né irenismo né demonizzazione, ma…


La piazza come simbolo di confronto ...

... non è un luogo astratto ...
(Anonimo, La città ideale di Baltimora)
Ci stiamo avvicinando alle elezioni, gli animi si stanno scaldando, le parole volano come pietre che rischiano, cadendo, di essere devastanti per tutti e soprattutto di rovinare, come boomerang, sul mittente. Si è iniziato a sparare le prime bordate per ridicolizzare l’avversario, svilirlo a tutti i costi e farlo considerare impresentabile, nel contempo sorvolando sui grandi problemi che attanagliano la città.

... può essere sede di civile confronto ...
(Sala delle Adunanze di Albenga.
I ragazzi della scuola "Mameli - Alighieri" di via degli Orti visitano il Comune, il giorno 17/4/2013)


... secondo la tradizione più alta della politica,
intesa come cura del bene comune ...
(La Scuola di Atene di Raffaello,
Socrate discute, particolare).

Ho sempre pensato che “il nuovo” dovesse riguardare non solo i volti delle persone che intendono dedicarsi all’amministrazione della città, ma anche, e soprattutto, il modo nuovo di essere presenti e di relazionarsi, rivendicando ovviamente sino in fondo la propria esclusiva identità, ma senza irridere gli altri, gli avversari. Non conosco nessuna legge scritta e non scritta che proibisca nei momenti elettorali di dialogare serenamente con tutti. Non credo neppure che nella competizione elettorale si debba sospendere la subordinazione della politica ad un’ulteriorità (chiamiamola come vogliamo: etica, rispetto reciproco, decoro, dignità, pudore…).


... nella capacità di creare ponti di dialogo con gli altri,
secondo quelle leggi dell'etica che superano la politica ...
(Il ponte rosso sul Centa ...)

... e oltrepassano la logica dell'avversario politico
visto come nemico ...
(Paolo Uccello, La battaglia di San Romano,
particolare, Londra).
Credo che anche nei momenti elettorali si possa e si debba guardare il mondo e la città senza pregiudizi, senza ritenersi migliori degli altri: diversi sì, anche molto diversi, per le specifiche sensibilità ed istanze che ognuno di noi porta. Questa coscienza dovrebbe non solo consentire il massimo rispetto dell’avversario, ma essere stimolo a superarlo senza tregua in una dedizione lucida, efficace e disinteressata. So benissimo che di questi tempi lo scenario politico nazionale rende la cosa piuttosto inusuale. So benissimo che bisogna ben guardarsi dal cadere nei tranelli del buonismo (non tutte le idee sono buone ed accettabili) o del cinico disincanto per il quale "i politici sono tutti uguali…”. Altra cosa è la possibilità di dialogo che penso non debba mai essere preclusa a priori.

...dialogando con tutti ...
(Hieronymus Bosch, Il concerto nell'uovo).

... pur nella diversità delle posizioni ...
Come cittadino voglio rischiare di “parlare” con tutti i candidati, ognuno con la sua convinzione filosofica o religiosa o politica, voglio confrontarmi con tutti ed anche duramente scontrarmi con chi ha idee totalmente divergenti dalle mie, ma voglio con la stessa forza verificare l'esistenza delle necessarie “convergenze etiche” che consentano ad ognuno, qualunque sia l’esito elettorale, di essere nella comunità elemento attivo, secondo le proprie motivazioni e condizioni. Le visioni politiche-amministrative possono essere molto diverse, perché scaturiscono dalle scelte fondamentali che investono il senso che attribuiamo alla nostra storia personale e comunitaria, all’umanità che vogliamo promuovere, agli orientamenti da dare all’avvenire. Esse quindi possono dividerci anche profondamente, ma tutti possiamo ritrovarci nel comune amore per la città e per la ricerca della verità, che non è appannaggio né esclusivo né esaustivo di nessuno.


... accomunati dall'amore per la città...

... senza calcoli e tornaconti ...
(Friedrich Overbeck, Giuseppe venduto dai fratelli).
Unica eccezione la comprovata malafede: non è possibile l’incontro autentico con l’opportunista, il mercenario prezzolato, il servo sedotto e seduttore, il calcolatore del treno giusto su cui salire per il proprio tornaconto. Che vadano per la loro strada o con chi ci sta.

... al di là delle differenze di fede ...
(Raffaello, San Paolo predica in Atene)
Penso invece a noi orgogliosi cittadini di Albenga, così vari per fede e cultura politica.
Ci sono tanti credenti che vivono la loro fede nell’intensità del rispetto altrui, nell’acutezza del discernimento, nello sforzo per concretizzare la fraternità nei rapporti tra culture diverse, nell’impegno politico e sociale vissuto come servizio disinteressato, nell’amore per l’avversario e nella passione evangelica per colui che si proclama nemico, senza giudicare e tanto meno condannare. Ogni credente è chiamato a fare la sua scelta responsabile. “Ci sono cattolici di destra e cattolici di sinistra: è un fatto ed è un fatto opportuno. Ciò prova che il cattolicesimo supera tutte queste vicende politiche”(E. Mounier).

... convergenti sui valori etici ...
(Sebastiano del Piombo, La visitazione)
Ci sono tante persone, agnostici od atei, per i quali la politica è sempre il penultimo, mentre l’etica ed il volto dell’altro sono l’ultimo, cioè il primo; persone che vivono e testimoniano ogni giorno la loro opzione e passione politica costantemente sorrette da una tensione morale che non si piega a compromessi; persone che assumono lucidamente le proprie responsabilità coscienti della solidarietà con il destino della comunità locale e globale.
Con tutti questi uomini e donne, credenti e non credenti, - fermo restando il mio voto esclusivo al programma ed alle persone che più mi convinceranno - non vorrei rinunciare a dialogare e, se possibile, almeno per qualche tratto camminare insieme.

... nella comune ricerca ...
(Ambrogio Lorenzetti,
Il buon governo, particolare)
.. del buon governo ...
Chi desidera intervenire può andare qui sotto su "commenta come", nel menù a tendina selezionare "nome/URL", inserire solo nome e cognome e cliccare su continua. Quindi può scrivere il proprio contributo sul quale rimarrà il suo nome ed eventualmente, se lo ritiene opportuno, può lasciare la sua mail.


sabato 8 febbraio 2014

Ad Albenga un sindaco "loco"? Perché no?


La rappresentazione del buon governo, 
circondato dalle virtù... 
Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del buon governo

Al tempo dei primi vagiti di  questo blog si era parlato di Mockus, sindaco di Bogotà. La sfida di Mockus è stata "avanzare verso una città costruita collettivamente, accogliente e giusta, amabile con i bambini e i vecchi, dove apprendiamo a vivere con la nostra coscienza". Anche Albenga avrebbe  bisogno di un sindaco fuori misura, “loco” appunto,  come MOCKUS a Bogotà, una città che l’Oms ha dichiarato "città modello", dove  in pochi anni sono crollati gli omicidi, si sono costruiti 120 chilometri di piste ciclabili, decine di ettari di parchi, scuole, assistenza sanitaria, eventi collettivi di grande solidarietà, sviluppo culturale. Ogni mese il sindaco andava nelle piazze, spiegava  i risultati, raccontava  gli errori e si scusava ….


La Siena trecentesca simbolo della città ideale. 
 Ambrogio Lorenzetti,
Effetti del buon governo (particolare).
Le attività economiche di contadini e commercianti.  
Ambrogio Lorenzetti,
Effetti del buon governo (particolare). 

Come ci è arrivato? Qualche esempio di splendida anomalia: ha messo agli incroci mimi che invitavano gentilmente gli automobilisti a mettersi le cinture e a fermarsi al rosso in una città dove i semafori erano solo elemento decorativo; ha dato ai cittadini la paletta dei vigili urbani, con la quale reciprocamente segnalarsi le infrazioni stradali; una volta al mese si celebravano la "giornata dell’uomo" (le donne stavano a casa con i loro uomini) e la "giornata della donna" (gli uomini stavano a casa con le loro donne), ecc..…

 


La danza allude alla concordia tra i cittadini 
e ad una convivenza gentile e pacifica. 
Ambrogio Lorenzetti, 
Effetti del buon governo (particolare).


Mockus  non è né di destra  né di sinistra. È un intellettuale, matematico e filosofo, soprattutto un uomo pieno di humour: "Io credo che se la gente conosce le regole e viene sensibilizzata attraverso l’arte, l’humor e la creatività, è più facile che accolga i cambiamenti".

Ambrogio Lorenzetti,  
Effetti del buon governo in campagna (particolare).

Non è ancora stata resa ufficiale e  pubblica la rosa di coloro che aspirano a candidarsi come sindaco di Albenga. Immagino il fervore più o meno carbonaro di quanti stanno preparando liste, proclami e programmi. Né desidero certo che il nuovo sindaco si metta a scimmiottare Mockus. Che il sindaco  o sindachessa di Albenga sia se stesso/a con i suoi limiti ed i suoi carismi! 
Ma  sicuramente  sarebbe bello se, come primo/a cittadino/a, spronasse tutti gli ingauni  a costruire una città sulla gentilezza, l’humour, la creatività.

Non è sicuramente questo il sindaco ideale ...
Ambrogio Lorenzetti,  
Allegoria del cattivo governo (particolare). Il tiranno.
Forse questo? 
Ambrogio Lorenzetti,  
Allegoria del buon governo (particolare).
 La Temperanza.

... O questo? In mezzo a tutti .... 
Ambrogio Lorenzetti,
Allegoria del buon governo (particolare). 

Beh, se nel disincanto universale un sindaco siffatto sfidasse ognuno di noi  - ogni cittadino con la sua irripetibile identità - a divenire moderatamente “loco” per riscoprire insieme convivialità e speranza, per ospitarci reciprocamente ed aiutarci a vivere meglio con lietezza e fantasia, beh, lo voterei volentieri in questa ed anche nella prossima tornata elettorale, sicuro della coerenza del suo programma con il suo modo di essere…                   

Ambrogio Lorenzetti, 
Allegoria del buon governo (particoalre)
Simbolo della pace.