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Visualizzazione post con etichetta fotografia. Mostra tutti i post
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domenica 31 gennaio 2021

Crisi della ragione.

Post di Rosario Grillo.

Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri, 1797
Si rimescolano le carte. Fin qui la ragione ha avuto il sopravvento. Per certi aspetti, se la prendiamo sul verso della υβρις che ha esercitato, a fondamento di: potere, tecnica, razionalismo strumentale, ci ha tenuti su un letto di Procuste (vanno bene entrambe le interpretazioni: adattamento violento sotto l’indice della “normalizzazione coattiva” e invidia estrema per il successo altrui fino alla negazione della alterità).
Essa ha fornito il tessuto della storia. E qui assumo la storia come historia rerum gestarum, quella che si narra, coincidente con la storia dei vincitori.
Si consideri sia la versione hegeliana, all’insegna dello Spirito che diviene, sia quella positivista, correlata al progredire della scienza. Eroi cosmico storici nell’una, aggregati sociali nell’altra.
Ove: assenza di uno scarto, inibizione della libertà. (1)

martedì 6 ottobre 2020

Dalla fotografia alla oltre fotografia.

Post di Rosario Grillo.

Premessa.

Copertina del testo edito da Raffaello Cortina Editore
Sulla natura della fotografia ho già scritto alcune note, attente al grado di realtà che essa è capace di catturare e/o al quantum di illusione che scatena e che la sorregge. In esse veniva fuori anche il nesso con le movenze psichiche e gli addentellati con le diverse scienze: letteratura sociologia filosofia e storia. La fotografia è indubbiamente correlata all’avanzare prorompente della società di massa, dove, accanto al vezzo, prende posto la semiologia, intrinsecamente legata al mondo dei “media”. Sull’onda del principio “il medium è il messaggio” (McLuhan) si è ipersviluppata una civiltà delle immagini. Epifenomeno dell’ubiquità della comunicazione, che, spesso, viene espressa e/o manipolata attraverso le immagini. Il multimediale è il prodotto tipico della contaminazione (o si deve dire fusione?) tra immagine e parola. (1)

Oltre la fotografia.

Nel successo del multimediale è nascosto il peso esercitato dalle emozioni. Rivela la compagine antropica delle tecniche di comunicazione. Si accentua così ancora di più la irriducibilità della fotografia al segmento della pura oggettività. Se già nella primitiva riproduzione fotografica della realtà si è rilevato il calco della selezione soggettiva (scelta dell’oggetto e del tempo della istantanea), poi accentuato nel momento dello sviluppo con rielaborazione del negativo, nell’epoca della fotografia evoluta e sofisticata il carico etero tecnologico, afferente alle “passion”, che accompagnano sottendono e s’innescano, si manifesta notevole.