Immagini delle illustrazioni di Pia Valentinis, in Guia Risari, Il taccuino di Simone Weil (qui il sito).
![]() |
Pia Valentinis, Simone Weil |
Si
viene addirittura tentati di dire che lei stessa preparò le occasioni per rendere ostica l’impresa.
Simone
Weil scrisse molto, ma scartò per principio la sistematicità.
Soprattutto
è vietato scindere il suo pensiero dalla vita vissuta.
Solo
questa “trama“ contiene la chiave ermeneutica della sua opera, che infatti ha
un titolo che spicca su tutti: i “Quaderni”, dimostrazione effettuale del
pensiero-azione.
Penetrando
nel suo stile, nel suo carattere, balza in primo piano l’istanza della
autenticità, quasi sconfinante in una ipertrofia dell’io.
Proprio
lei che osteggiò il primato del soggetto
e si spese per l’affermazione dell’impersonale.
Colta
questa piega, se ne evince la risicata consonanza con lo spirito del nostro
presente, così tentato dall’individualismo.
Presente
in tutti i cimenti significativi (e simbolici) della sua epoca, alla fine
consunta dalla sua stessa sete di verità.