La delicatezza come arte del discorso pubblico, in opposizione a menzogna e sopraffazione.
Post di Gian Maria Zavattaro
Immagini di alcune opere di Raffaello Sanzio (1483-1520).
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Raffaello Sanzio, Autoritratto con un amico |
“Occorre sopprime[re] tutta la parte delle nostre istituzioni e dei nostri costumi in cui dimora lo spirito di partito in qualsivoglia sua forma. Né la “personalità di spicco” né i partiti accordano mai udienza alla verità o alla sventura” (S. Weil, La persona e il sacro, 1943, cit. in M. Dantini, o.c., p.14).
Raffaello Sanzio, Scuola di Atene, particolare |
La “delicatezza” si dice in molti modi, in continuità ideale con Socrate Platone, Dostoevskij…(5). Accezioni privilegiate sono “tatto distanza probità acutezza” (6).
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Raffaello Sanzio, Scuola di Atene, particolare |
💥 Quale discorso le è congeniale? Tre sono i tipi e forme che “modellano in profondità le nostre conversazioni, i comportamenti argomentativi implicati in ogni nostro atto di parola: costumi che danno forma alle relazioni tra persone, qualunque cosa esse si dicano”: “discorso” filosofico, “discorso” politico o retorico, satira (10).
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Raffaello Sanzio, Scuola di Atene, Ipazia (particolare) |
NO il discorso politico che “trae forza proprio dalla capacità di separare. E’ competizione e ricerca del proprio vantaggio. Ciò che conta è convincere, reclutare, disporre del consenso per spingere altri all’azione e designare un “nemico”.
Congeniale è invece il discorso “filosofico”: il discorso che “non vuole convincere a ogni costo, vuole piuttosto scoprire e argomentare, tentare di stabilire una comunità di parlanti e di rimuovere le occasioni di contrapposizione fine a se stessa; il discorso che assegna al ragionamento importanza cruciale, logos che crea comunità collaborazione e stabili convinzioni senza escludere la possibilità di una loro confutazione; il discorso appunto contrassegnato da comportamenti argomentativi non pregiudiziali, disposti all’intesa; il discorso che è compenetrazione di mente e corpo, razionalità ed emozioni, accortezza di metodo, misura, perspicacia nella scelta delle parole; il discorso che rinuncia innanzitutto alla faziosità, perché “la sola certezza è la mancanza di certezza e nessuno può arrogarsi l’esclusivo possesso della verità (11); il discorso - per dirla con S. Weil - che si pone con “umiltà nel regno dell’intelligenza” (12). E’ dunque il discorso in cui risiede la “delicatezza” per accudirlo, renderlo impenetrabile a sollecitazioni e condizionamenti: infatti il suo “costume” è l’atteggiamento socratico maieutico che “non cerca di imporre una sua verità ma intende limitarsi ad incoraggiare e “far nascere” la verità che ciascuno porta dentro di sé” (13).
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Raffaello, Sogno del cavaliere, spada, libro (coraggio, sapienza) |
“Delicatezza”! Disvelamento delle “motivazioni più recondite dello stare insieme, della capacità di ascolto e benevolenza”, comunicazione che “non intimidisce e non irride l’avversario”, “non risponde ad obblighi di fedeltà e dipendenza” e socraticamente considera “sapiente chi non nasconde di non sapere” (15).
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Raffaello, Sogno del cavaliere, fiore (simbolo di amore) |
Chiaro il rifiuto della sopraffazione e dell’iniquità. Impietosa la contrapposizione con il discorso politico che, “salvo luminose eccezioni”, è adulazione mirante a convincere, reclutare e ottenere consenso” (17). Non scevra tuttavia di ottimismo tragico la speranza che “voci minoritarie, portatrici di punti di vista non dettati da interessi politico-partitici o economici-commerciali, possano farsi udire e contendere il consenso agli interessi organizzati” (18). Posizione impolitica? Non certo quella “deteriore” del disincanto indifferenza e conformismo, ma quella che ha “supremamente” a cuore la cosa pubblica; quella ostile alle degenerazioni autocratiche, all’invettiva e derisione, alle istruttorie sommarie; quella che sceglie “l’esodo dagli ambienti di comunicazione più rissosi e contingenti, province pedagogiche di tutti i pericoli” (19).
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Raffaello, Il sogno del cavaliere |
💥Note.
1. Questo post non ha affatto la pretesa di prefigurare una recensione. Semplicemente seleziona e trae dalla ricchezza di riflessioni presenti nel saggio preziosi spunti per una serie di considerazioni intese a sottolineare la valenza della “delicatezza” e - perché no? - a “convertire” alla “delicatezza” ed all’autentico “discorso filosofico” la “comunità dei parlanti”. Affido ai nostri lettori interessati l’approfondimento e la lettura delle “magnetiche pagine della letteratura e della filosofia”, citate e/o riportate nel saggio (Socrate, i dialoghi platonici [Fedro, La Repubblica, Gorgia, Apologia di Socrate, Teeteto, Critone, Simposio…], Pascal, Dostoevskij [Zosima, Myskin, L’adolescente … in part. pp.75-95], S. Weil, H. Arendt, E. Borgna, Goethe, T. Mann (in part. pp.97-119),et coetera…).
2. M. Dantini, o.c., Introduzione di E. Borgna, p.8
3. o.c., p.16. Interessante il riferimento a S. Weil, nella nota 1 del primo capitolo (p.34).
4. o.c. cfr.pp. 16-17
5. o.c., pp. 17-18
6. Nel senso di “ubbidienza al "demone" - "rifiuto della posa" - disinteresse e indifferenza al proprio vantaggio - sfida dell’opinione corrente in merito a ciò che è “lontano” o “vicino”, capace d’indicare prospettive inattese cfr. pp. 129-130.
7. o.c., cfr.pp. 25-28. “Perché è proprio l’ambivalenza che mi interessa: la radice comune di ciò che incide con punta acuminata - non è forse questa la “delicatezza” del chirurgo?- e insieme carezza la superficie che incide e lacera”, pp. 27-28.
8. o.c. p. 30
9. o.c. pp. 28-29. Chiaro ed esplicito il riferimento alle fake news e agenzie di distorsione/manipolazione informativa.
10.o.c., p.18. Dantini non sottovaluta altri discorsi. Qui si limita alla diagnosi delle loro forme, non dei “contenuti”: religioso, economico, etnico, sessuale, ecologico…
11.o.c. Opportuna la citazione di Pascal a p.21: “La verità è cosa così delicata che, per poco che si ritragga da essa, si cade nell’errore”.
12 . Sui tre discorsi - satira , politico, filosofico - cfr. pp.18-26
13. o.c. pp. 36 e 39
14. o.c. pp. 75 e 80. “Fiducia tatto scrupolo e correttezza, onestà franchezza tutto questo è Myskin, al cospetto dei suoi irruenti interlocutori” (i “nihilisti”) pronti a ricorrere alla calunnia intimidazione arroganza”. Nobile Myskin, dove “nobiltà è metafora di elevatezza disinteresse probità che è solo di pochi”: pp. 80-81,
15. o.c., Introduzione di E. Borgna, p.10
16. o.c., Introduzione di E. Borgna, p. 11; o.c. pp. 88-95.
17. o.c. pp. 45-46
18. o.c. p. 43
19. o.c. pp. 64-66
20. o.c. pp. 68-69. Non ultima preoccupazione la distanza delle generazioni: “Il dialogo viene meno perché il criterio dell’utile ad ogni costo si è sostituito al principio di responsabilità. Chi dovrebbe non dà più l’esempio e nel far ciò induce i migliori tra i giovani, soprattutto quanti tra loro hanno origini oscure, a varie ribellioni e gesti autolesionistici” (pp.86-87).
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La tua, caro Gian Maria, è un’orazione civile. In nome della cortesia ( così si diceva una volta; ma si pensò che discendesse dalla “ corte di palazzo “), poi si disse della galanteria ( ed ancora una volta, fu considerata di riserva di alcuni ). Invece è “ libera modalità di “schierarsi contro violenza, menzogna, autopromozione e demagogia”; alimento dunque di un essere in relazione dialogica con intento costruttivo. Discende - lo hai specificato - dalla agape, quindi porta con sé la fraternità e lo spirito di comunione. Nel post trovo la disposizione di un concerto, tra parole immagini e suoni, per descrivere ed esaltare il profilo della “ persona sociale “. Grazie!🎈🎈🎈
RispondiEliminaDICI BENE: la sfida odierna, la scommessa per il futuro prossimo e remoto si possono riassumere nell’impegno costante a diffondere e testimoniare la prassi del divenire ed essere “persone sociali”. Fedeli al motto del nostro blog “persona e comunità”… Grazie, carissimo Rosario.
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