Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Aggiungimi su Google+ Seguici tramite mail

Iscriviti alla nostra newsletter!

Visualizzazione post con etichetta Aziz Fuad. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Aziz Fuad. Mostra tutti i post

sabato 14 dicembre 2019

Declino della NATO.

Post di Rosario Grillo
Immagini delle illustrazioni di Fuad Aziz (dalla pagina facebook, per gentile concessione).

Fuad Aziz
Non è tanto che si è concluso il viaggio in estremo oriente del Papa (1) e scarso seguito ha lasciato il suo discorso pronunciato nelle tragiche località di Hiroshima e Nagasaki. Eppure le sue parole sono state vibranti (2) sostenute sulla convinzione che “dovremmo aver cura della nostra casa comune”.
Come d’abitudine è bastato affibbiare l’appellativo: “profetiche”, alle sue parole, per annullarne l’impatto. Non eranoflatus vocis”, anzi si agganciavano ad un concetto alto di pace.
“La costruzione della pace nella verità e nella giustizia significa riconoscere che molto spesso sussistono differenze, anche spiccate, nel sapere, nella virtù, nelle capacità inventive, nel possesso di beni materiali (da Pacem in terris),” però ciò non potrà mai giustificare l’intento di imporre agli altri i propri interessi particolari”.

venerdì 3 agosto 2018

Al bivio tra civiltà e barbarie.

Post di Gian Maria Zavattaro
Immagini di Fuad Aziz (dalla pagina facebook, per gentile concessione).
 
Maledetto chi calpesta il diritto del forestiero, dell’orfano e della vedova  
(Deuteronomio 27:19).

Fuad Aziz
Quale pena sentire il ministro dell’Interno rispondere al monito del cardinal Ravasi (“ero straniero e non mi avete accolto”) ribattendo di aver fatto una “bella cosa”! Se l’indifferenza circa la “pacchia” dei cosiddetti migranti di oggi è già in sé tremenda, insopportabile è la tracotanza di chi fa  del calvario dei disperati il suo trofeo con una retorica comunicativa finalizzata non solo alla loro esclusione, ma a svilirne l’esistenza sulla base delle convenienze elettorali e di meschine ipocrisie (1).
Non siamo usciti dall’inverno sociale, come auspicava poco tempo fa il card. Bassetti, anzi l’ombra del gelo si sta allungando a dismisura. E provo, non rabbia, solo accorata mestizia per il vasto gregge di truppe cammellate e di bulletti digitali smarriti nell’esplosione della incomunicabilità  tra le persone, storditi e sedotti dalle blandizie del mondo virtuale dove le ingiurie sono lecite e permesse, si approntano liste di proscrizione, si minacciano (e si iniziano a praticare) linciaggi non solo verbali. Semmai la mia rabbia va contro i burattinai, quelli visibili e  quelli celati dietro le quinte a dirigere il traffico ed a manovrare marionette, agitando lo spauracchio di mille paure, rinfocolando un reale malessere ed indirizzando cieco risentimento e sordo rancore contro comodi capri espiatori. E’ la stagione dei mestatori, dei predatori, dei ladri dell’altrui fragilità e credulità.

martedì 22 settembre 2015

Le giornate della pace, con C.M.Martini, G. La Pira e Aziz Fuad.


“La pace è il più grande bene umano, perché è la somma di tutti i beni messianici. Come la pace è sintesi e simbolo di tutti i beni, così la guerra è sintesi e simbolo di tutti i mali. Non si può mai volere la guerra per se stessa, perché è sistematica violazione di sostanziali diritti umani (Card. C. Maria Martini, dall’omelia tenuta in S. Ambrogio a Milano il 6.12.01).


Aziz Fuad, 
artista della pace.
Il 21settembre è stata la giornata internazionale della pace.
Nell’anno sono più di 150 le giornate internazionali dedicate a temi ed eventi
La pace 
come scelta 
consapevole...
(Aziz Fuad).
particolari. C’è ovviamente il pericolo concreto  di celebrazioni puramente
retoriche e formali, che finiscono nell’assuefazione, indifferenza, insignificanza. Addirittura in alcuni casi le cose si complicano con celebrazioni nel medesimo giorno: il 21 settembre non era solo giornata internazionale della pace ma anche giornata mondiale Alzheimer 2015. Dividersi tra l’impegno per la pace e la lotta contro l’Alzheimer diventa impresa ardua, perché ogni tema od evento ha in sé un mare di problemi, di urgenze prioritarie e naturalmente di sofferenze.