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Altan. |
Come non prendere le distanze, con umiltà ed ironia, dai facili pensieri, dalle sicurezze classificatorie di tanti benpensanti (non importa se di destra o di sinistra, se del PDL o del PD) che antepongono eventuali affrettate riforme costituzionali alla risoluzione del dramma che il Paese sta vivendo e soffrendo, che quindi ritengono la Costituzione un naso di cera facilmente manipolabile a proprio piacimento e secondo i propri interessi, che hanno applaudito la sospensione dei lavori parlamentari come un fatto naturale, che preconizzano, novelle cassandre, nella sentenza del prossimo 30 luglio il rischio dell’apocalisse?
Non è forse ora di burlarsi di questi modi di fare politica, della sottesa aridità spirituale, del disincanto che non ammette aneliti, ma solo maschere, simulacri, formule trite, diversivi ed intrighi di consorteria?
Burlarsi dunque per non dare pace all’idolatria del paganesimo politico, per non scendere a patti con chi crede gli altri per forza somiglianti alla propria mediocrità, per non rinunciare all’obbligo di pensare e prendere coscienza del rovinio della futilità, della drammaticità del nostro presente, delle sofferenze cogenti di chi è meno garantito.
E’ necessario ristabilire le
grandezze, è necessario continuare l’impegno pervicace quotidiano di fare
crescere la speranza e la fiducia nelle istituzioni politiche, in sé né dannate
né prevaricanti.
Cadono i veli e le illusioni e
si precisano i contorni del vecchio e del nuovo, che non sono il passato o il
futuro, gli anziani o i giovani, ma dimensioni spirituali, per cui
“nuovo” significa una cosa sola: ritornare a pensare in grande, riappropriarsi
degli orizzonti che appartengono a chi ben conosce la miseria e la
grandezza dell’uomo, a chi non aspira ad impossibili purezze, ma esige con ogni
sforzo la via della coerenza e della testimonianza più autentica.
La Costituzione italiana ci ricorda che c’è stato un tempo, nell’immediato dopoguerra, di grande tensione ideale, in cui l’istanza egualitaria socialista, l’anima solidaristica cattolica e il liberalismo risorgimentale hanno dato vita, in nome dell’antifascismo, ad una sintesi di altissimo respiro. Penso che la Costituzione vada custodita e difesa per questa grandezza che ha in sé e che sprona a coltivare in noi.
RispondiEliminaNon ho nulla da aggiungere, se non assicurare l'impegno mio personale, ricordando a tutti Calamandrei: “…Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la Costituzione,andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì,o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”. (Discorso sulla Costituzione)
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