L'articolo ripercorre l'ardente meditazione di Pèguy sulla morte di Cristo - vista nella sua dimensione più umana e drammatica - a partire da un testo poco conosciuto dello stesso autore.
🖊 Post di Gian Maria Zavattaro
🎨 All'interno della vastissima produzione artistica relativa al tema del Getsemani, le immagini scelte riproducono diacronicamente (dal XV al XIX secolo) opere di autori diversi.
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Masaccio, Cristo nel Giardino del Getsemani, particolare (1424-1425) |
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Stefano di Giovanni (detto il Sassetta), Agonia nell'orto, 1437-44 |
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Andrea Mantegna, Orazione nell'orto, 1455 |
🔴 1. Prima preghiera. Padre mio, se è possibile…Mt XXVI,36-39 (2a)
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Giovanni Bellini, Orazione nell'orto, 1465-1470 |
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Anonimo, Cristo nell'Orto degli Ulivi, 1480 |
🔴 2. Il cuore e il midollo della Passione. MT
XXVI, 40 (2b)
La fragilità accomuna Gesù, Dio fatto
uomo, ad ognuno di noi. Gesù che muore, che si è incarnato davvero
come uomo, è la realizzazione suprema del mistero dell’incarnazione.
“Ragazzo
mio, la morte è facile da subire in letteratura e negli eroismi delle
letterature. Non per chi la prende in pieno.[…] In questo senso, non le
sfugge, amico mio, che il mistero della sua passione e soprattutto che il
mistero della sua morte costituivano un compimento e allo stesso tempo una
prova, un controllo, una verifica, un concentrato, una realizzazione suprema
del mistero della sua incarnazione. Chi moriva come uomo era dunque
davvero uomo, si era incarnato davvero come uomo. Era una specie di prova
attraverso il limite. E si preparava a subirla lateralmente. In piena faccia.
Come una staffilata.
Tra poco avrebbe dovuto subire la morte ordinaria, la
morte comune, ragazzo mio, la morte come in Villon, la morte di ogni uomo, la sorte comune a tutti, la morte, ragazzo mio, di cui è morto suo padre,
e il padre di suo padre; la morte che il suo giovane padre ha subito quando lei
aveva dieci mesi; la morte che sua madre subirà un giorno, prima o poi; e così
sua moglie e i suoi figli ed i figli dei suoi figli; lei stesso, al centro. La
rottura carnale che capita una volta sola”(5).
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Lucas Cranach il Vecchio, Cristo nel Getsemani, 1540 |
🔴 3. Vegliate e pregate: una
confidenza.
MtXXVI 41 (2c)
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Adriaan de Weerdt, Agonia nell'orto, prima metà del 1500 |
🔴 4. Seconda preghiera: si non potest…. Mt XXVI, 42-47 (2d)
Pèguy penetra sempre più nel
mistero dell’incarnazione. Gesù prega per la seconda volta: il si
non potest è la recidiva (con l’uso del negativo) al si possibile est (qui
usa il positivo) della prima preghiera, della prima solitudine. Poi
si arrende, si sottomette: fiat voluntas tua è la preghiera che lui
stesso ha insegnato nel discorso della montagna agli apostoli, ai
discepoli, a tutti gli uomini, a noi, nel Pater noster. Ma qui è
preghiera spezzata dalla tragicità di quella notte, preghiera d’uomo e
figlio di Dio, in cui il Padre è invocato come Pater mi e non
come Pater noster.
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Jacques Callot, L'agonia nell'orto, 1625 |
🔴 5. Verso l’ora nona: Ut quid
dereliquisti me? Mt XXVII,46 e 50 (2e)
“Il corpo che l’aveva portato per 33
anni, il corpo che aveva ricevuto lo spirito di Dio (emisit spiritum), il
corpo che per 33 anni l’aveva nutrito, portato lo spirito di Dio, il corpo che
lo stava sostenendo in questi due giorni (il giovedì e il venerdì,
rispettivamente il primo giovedì e il primo venerdì santi) questo corpo d’uomo
alla fine non ha voluto più saperne nulla. Come ogni corpo d’uomo si rivoltò,
si sollevò contro la morte del corpo.
Compiendo in tal modo, con un coronamento
meraviglioso, la sua incarnazione nella sua redenzione, perfezionando il
mistero della sua incarnazione nella perfezione stessa, nel compimento,
nell’operazione del mistero della redenzione.[…] Non sarebbe stato uomo, uomo
fino in fondo, ignorando, non provando, rifiutando di provare il più grande
terrore dell’uomo, il più grande sgomento dell’uomo. Non sarebbe stato uomo.
Dunque non sarebbe stato l’uomo Dio; Gesù; l’ebreo Gesù” (7).
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Francisco Goya, Cristo al Monte degli Ulivi, 1819 |
🔴 6. Il parallelo tra la prima e
la seconda creazione
(8)
In modo originale Pèguy pone in
parallelo la prima creazione (fiat lux della Genesi) con la seconda
creazione (fiat voluntas del Getsemani, il mistero della redenzione dopo
il disastro del peccato). La prima creazione è creazione di sovranità e di
gloria; la seconda di abbassamento e di prostrazione di Dio sulla faccia della
terra. “Ecco il vostro progresso, ragazzo mio. Ecco quale ne è la forma,
voialtri cristiani. Meraviglioso progresso, singolare progresso[…]
Come la
prima creazione era la creazione di tutto il mondo, la creazione dell’universo,
totius orbis universi, questa seconda creazione, quest’eco fedele, questa
fedeltà non è meno, non finirà per essere propriamente meno che la creazione
dello spirituale, che la vera e propria creazione, in ritardo di 50 secoli, del
mondo spirituale. Tutto attendeva. […] Il sacrificio attendeva, il
sacrificio che ebbe luogo una sola volta, che doveva, che poteva aver luogo una
sola volta (che ebbe luogo, lo stesso, che è stato consumato, lo stesso,
centinaia e migliaia e centinaia di migliaia di volte, che è consumato tutti i
giorni migliaia di volte, che sarà consumato per l’eternità. Fu il tempo che
egli si prese, e nella sua stessa obbedienza per un istante vacillò”(9).
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Emile Bernard, Cristo Giallo, 1889 |
“Gesù ha vinto la morte, Gesù è risuscitato, Gesù ha
trionfato sulla morte”(p.51). L’appassionato grido di Pèguy rivela tutta la sua pregnanza:
l’inenarrabile gioia della Pasqua e Resurrezione, della grande Rinascita, non può
farci scordare “di pagare lo scotto allo sportello della sofferenza e
della morte. Non bisogna scordarci di passare per la porta stretta del nulla.
Solo allora, per Gesù ed in Gesù, si accede alla gloria” (10).
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Paul Gauguin, Cristo nell'Orto degli Ulivi, 1889 |
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🔴 Note.
(1)
Presentazione di Jean Bastaire, o.c., pp. 5-16.
(2) Mt. XXVI, 36-47 e XXVII,46-50
a. “36. Tunc venit Jesus cum illis in
villam, quae dicitur Gethsemani, et dixit discipulis suis: Sedete hic, donec
vadam illuc, et orem. 36.Giunto Gesù con loro nel campo chiamato Getsemani,
dice ai discepoli: Fermatevi qui, mentre io vado là a pregare. 37. Et assumpto
Petro, et duobus filiis Zebedaei, coepit contristari et maestus esse. 37. Preso
con sé Pietro con i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e
angoscia. 38.Tunc ait illis: Tristis est anima mea usque ad mortem: sustinete
hic, et vigilate mecum. 38. Allora disse loro: Triste è l’anima mia fino
alla morte, rimanete qui e vegliate con me. 39. Et progressus pusillum,
procidit in faciem suam, orans et dicens:Pater mi, SI POSSIBILE EST,
TRANSEAT A ME CALIX ISTE, veruntamen non sicut ego volo, sed sicut tu. 39.
E,scostatosi un poco, cadde con la faccia a terra e pregava dicendo:,
passi da me questo calice. Però non come voglio io, ma come (vuoi) tu.”(p.42)
b.“40. Et
venit ad discipulos suos, et invenit eos dormientes, et dicit Petro: Sic non
potuistis una hora vigilare mecum? 40. Quindi ritorna dai suoi discepoli e,
trovandoli addormentati, dice a Pietro: Così non siete stati capaci di vegliare
per una sola ora con me? “( pp.42-43).
c.“41.Vigilate
et orate,ut non intretis in tentationem. Spiritus quidem promptus est, caro
autem infirma. 41. Vegliate e pregate, affinché non entriate in tentazione Sì,
lo spirito è pronto, ma la carne è debole”(p.43).
d. 42.
Iterum secundo abiit, et oravit, dicens: Pater mi, si non potest hic calix
transire nisi bibam illum, fiat voluntas tua 42.Ancora per una seconda
volta, allontanatosi, pregò dicendo: Padre mio, se questo calice non può
passare senza che lo beva, si compia la tua volontà.(p.46). 43. Et venit
iterum, et invenit eos dormientes: erant enim oculi eorum gravati. 43.
Ritornato di nuovo, li trovò addormentati: i loro occhi, infatti, erano
affaticati. 44. Et relictis illis, iterum abiit, et oravit tertio, eumdem
sermonem dicens. 44. Lasciatili, se ne andò di nuovo e per la terza volta
pregò ripetendo le stesse parole. 45. Tunc venit ad discipulos suos, et
dicit illis: Dormite jam, et requiescite: ecce appropinquavit hora, ed Filius
hominis tradetur in manus peccatorum. 45. Quindi viene dai discepoli e
dice loro: Dormite ormai e riposate. Ecco, è vicina l’ora in cui il Figlio
dell’uomo sarà consegnato nelle mani dei peccatori. 46. Surgite, eamus;
ecce appropinquavit qui me tradet. 46. Alzatevi, andiamo. Ecco colui che mi
tradisce è vicino. 47. Adhuc eo loquente…. 47. Stava ancora parlando…”( pp.46 e
49).
e.“E
l’indomani verso l’ora nona: XXVII, 46. Et circa horam nonam clamavit Jesus
voce magna, dicens: ELI, ELI, LAMMA SABACHTANI? HOC EST: DEUS MEUS, DEUS
MEUS, UT QUID DERELEQUISTI ME? 46. Verso l’ora nona Gesù a gran voce gridò (gettò
un grande grido, emise un grande urlo), dicendo: ELI, ELI, LAMMA SABACHTANI?
CIOE’: DIO MIO, DIO MIO, PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO? E la spugna imbevuta
d’aceto posta in cima a una canna. E il controsenso su Eli. E 50. Jesus
autem iterum clamans voce magna, emisit spiritum. 50. Ma Gesù emise di nuovo un
forte grido ed esalò lo spirito”(p. 49).
(3) pp. 23-24
(3) pp. 23-24
(4)
pp.34-35
(5)
pp. 27-38
(6) p.
45
(7) pp.
50-51
(8).”Fiat
lux, et lux fuit; lux facta. Veruntamen non sicut ego volo, sed sicut tu.
Fiat voluntas tua; et voluntas ejus fuit; voluntas facta” (p.56).
(9)
pp. 58-59
(10) Così
J. Bastaire conclude la sua presentazione in o.c. p.16.
Infinite grazie della " meditazione decisiva" che ci fai compiere ! Con grande partecipazione, come tragica " via Crucis".. e intendo tragica nel senso di risolutiva. Non c'è Bene se non si passa attraverso il Dolore, nella fiducia che Cristo ci ha redenti!
RispondiEliminaGrazie, Rosario: è questa fiducia (fede, pistis) che mi fa prendere sul serio sia la caratteristica mortale della morte, senza arenarmi in essa, sia la promessa della resurrezione al di là della morte. Il paradosso della speranza cristiana va oltre la presunzione delle speranze temporali perché in esse non trova la salvezza che attende, le prende in carico e le porta più lontano, al di qua e al di là della morte, ma il suo fondamento è il Cristo resuscitato, il Dio che risuscita il Cristo, il Dio della promessa.
EliminaGrazie!
RispondiEliminaNon ci sono parole umane per descrivere e percepire il dramma del Getsemani. Peguy ci aiuta entrare nel mistero ...
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