Presentazione del libro di Umberto Curi, "Straniero", con riferimento particolare all'intreccio affascinante di riflessione etimologica e filosofica che il pensatore veneto propone. Un modo per ricordare il 25 aprile, giorno della liberazione... anche dalla xenofobia.
Post di Rosario Grillo.
Tutte le immagini (ad eccezione della
prima) riproducono fotografie artistiche di Dorothea Lange (1895-1965), documentarista statunitense dalla grande sensibilità sociale, attestata dai suoi
intensi scatti, di cui il primo in particolare - “Madre migrante” - è divenuto emblema
del fenomeno migratorio oltre che prototipo iconico nella storia della fotografia.
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Umberto Curi, Straniero, 2010 |
Specifiche,
nel cuore della nascita del pensiero occidentale, le sue credenziali. Dinamico
il suo bagaglio culturale, che si è allargato a
filosofi moderni e contemporanei.
Personalità estroversa la sua, e soprattutto propensa al lavoro di equipe (anche quando l'opera porta in cima la sua unica firma).
Personalità estroversa la sua, e soprattutto propensa al lavoro di equipe (anche quando l'opera porta in cima la sua unica firma).
Presente
nel dibattito culturale: a tal punto che in quest'opera di cui vi parlo (Straniero, Raffaello Cortina editore) ha
il coraggio di prendere posizione contro il pensare comune, ostile al fenomeno
degli immigrati.
Questi ultimi, come in altre parti si è già detto, fan parte del vasto e ricorrente fenomeno delle migrazioni umane.
Questi ultimi, come in altre parti si è già detto, fan parte del vasto e ricorrente fenomeno delle migrazioni umane.
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Dorothea Lange, Madre migrante, 1936 |
Nell'oggi,
scrive Curi, dev’essere considerato snodo centrale della globalizzazione,
occasione di rivisitazione del diritto cosmopolitico.
Ospitalità
rimanda ad accoglienza, ed essa richiede solidarietà. Non bisogna credere però
che l'incontro sia pacifico e, perciò, risulta quanto mai opportuna l'analisi
che Curi conduce sulla parola hostis, implicata.
Essa
viene sbrigativamente tradotta con nemico, ma l'attenzione di Curi, puntata con
la guida di Freud alla natura del perturbante, ci dà un orizzonte diverso, più
poliedrico: soprattutto dialettico.
In
questo sfondo guardiamo il perturbante come unheimlich: un lato oscuro che dal
nostro interno va verso l'esterno (e non al contrario, come si crede).
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Dorothea Lange, Due persone che camminano lungo la strada e, sullo sfondo, il sarcastico cartellone pubblicitario con la scritta: "la prossima volta prova il treno", 1937 |
L'etimologia,
come sempre, guida preziosa, consente di incrociare la storia con il diritto e
con il costume. Da qui un disvelamento dell'altro (ospite-straniero-vittima)
che si intrinseca: ci abita.
Si
innesca una relazione, dove la pregnanza dell'ospitalità produce il momento del
dono e del contro-dono, dentro una dimensione etico sociale che feconda il
costume.
Per
essa entriamo in confidenza con la nostra natura “doppia”, occasionalmente
ingannevole e furbesca (episodio di Ulisse e Polifemo), ontologicamente
“pellegrina” e votata alla “cura” dell'altro (polarità di
riempimento-arricchimento). (1)
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Dorothea Lange, Bambini di Oklahoma rifugiati in un campo migratorio in California,1936 |
In
quest’ultimo caso egli fa notare che il programma di una federazione di Stati
non nasce per via semplicemente utopica, ma è conseguenza logica, realista,
della sfida antropologica lanciata da Hobbes, incentrata sul bellum omnium contra omnes.
Sovranità
nazionale e sovranità sovranazionale si possono completare laddove la civiltà giuridica regola e frena i
rapporti interpersonali e inter-statuali, memore del male antropologico, forte
dell'attenzione etico-sociale (rispetto e giustizia).
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Dorothea Lange, Giovane madre migrante, 1940 |
Personalmente
mi sento più che gratificato quando l’ermeneutica di Curi si sofferma ad
indagare la precipua importanza dello “straniero di Elea” (nel Sofista di
Platone), a cui spetta il compito di compiere il “parricidio” e nel contempo di svelare l’alterità dietro il non-essere.
Grazie, Rosario: efficace e coinvolgente ancora una volta. Vorrei, come tu suggerisci, riprendere “la guida preziosa” dell’etimologia (sperando di non essere troppo banale), ancora una volta rivelatrice della nostra “natura doppia” e della nostra incancellabile ambivalenza. Straniero: dal lat. Extraneus, da cui anche altre parole come strano, estraneo, dove pare trionfare “ex” ed “extra”, fuori…. Eppure lo straniero in quanto strano non è solo colui che è estraneo, diverso, alieno, al limite nemico che incute paura, ma strano perché mi costringe ad uscire (ex, extra) da me, perché “singolare” e tale da destare meraviglia stupore, condizioni per scoprire e ricercare, per tenere sotto controllo le proprie paure minacciose, per accogliere la ricchezza delle diversità e nel contempo radicarsi nella propria irrinunciabile identità. Grazie, caro amico.
RispondiEliminaMolto interessante! Leggerò il libro. E... grazie.
RispondiEliminaÈ questo lo scopo. La lettura arricchisce! Grazie
EliminaPrecedente commento finito nel nulla... Ho espresso subito a Gian Maria il mio ricoscente Grazie. Grazie perché il tuo commento completa il post. Nella linea del mio pensiero, lo integra con puntualizzazioni da latinista eccelso, quanto mai opportune. Più che indovinate le immagini scelte da Rossana. Un post che mi soddisfa, senza fare il Narciso. Bisogna però mettere in rilievo che lavoriamo come una squadra, superando le distanze
RispondiEliminaGrazie .....ho apprezzato il vostro commento....ma l'intervista all' autore Umberto Curi è meravigliosa per l'impostazione delle domande e le risposte col timbro dello scrittore....ho condiviso il video perché merita di essere ascoltato da un pubblico di lettori...
RispondiElimina..la lettura apre porte e finestre.....Buona giornata a voi tutti.
Grazie a lei gentile Teresa per il commento e l'apprezzamento. Buona serata!
RispondiEliminaQueste riflessioni sono un gioiello. Bellissime anche le immagini. Grazie. Ribadisco che questo blog - e la sinergia tra Rossana, Rosario e Gian Maria - è una perla nel web.
RispondiEliminaGrazie! Gli elogi fanno sempre piacere e ci spingono ad andare avanti, cercando sempre di migliorare🤗
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