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domenica 23 luglio 2017

Stefano Bosis, Dipingere i migranti.

Presentazione dell'opera "Migrants. Viaggio II" (2015) di Stafano Bosis.
Post di Rossana Rolando
Immagini di Stefano Bosis (qui il sito).

 Stefano Bosis, 
Viaggio a Lampedusa
Due prossimi post saranno dedicati al tema della migrazione, a partire dal libro Libertà di migrare. Perché ci spostiamo da sempre ed è bene così, di V. Calzolaio e T. Pievani, ed. Einaudi.


Stefano Bosis, 
Il portatore di sogni
Inseriremo in essi le immagini dei dipinti di Stefano Bosis, artista italiano che ha dedicato anni di elaborazione al tema dei migranti ed ha esposto i suoi lavori in Germania, a Berlino (qui il link della pagina facebook GalerieJuliaDorsh), con ampi riconoscimenti. A lui dedichiamo – con il solo riferimento al tema del migrare - una breve presentazione.

Stefano Bosis, 
Storia senza fine

La serie dei migranti. 
I dipinti comunicano un messaggio in grado di com-muovere e di far riflettere. L’assuefazione all’immagine - delle imbarcazioni affollate, degli sbarchi, persino delle morti -  viene interrotta dalla potenza del gesto pittorico e lo sguardo è “costretto” a fermarsi.
Da una parte, infatti, le persone rappresentate non hanno volto, sono del tutto anonime. Intorno non c’è nulla, nessun contorno a cui aggrapparsi, nessuna mano tesa verso di loro: sono nel vuoto di un tempo sospeso e  indifferente.

Stefano Bosis, 
In attesa del mare
Dall’altra parte, la fiumana di gente incolonnata sembra voler indicare un’umanità in cammino: tutta l’umanità e non semplicemente una sua parte. L’assenza di paesaggio rimanda ad una  condizione metafisica, fuori da un tempo e da uno spazio precisi.
L’arte ha dunque il compito di elevare lo sguardo dall’individuale all’universale e di far sentire come “proprio” quello che inizialmente può apparire estraneo.

Stefano Bosis, 
Percorso attraverso il deserto (Azalai)
Il linguaggio artistico. 
Il colore è il vero protagonista dei dipinti di Stefano Bosis. Le forme nascono, infatti, dagli accostamenti, in una originalissima congiunzione di espressionismo astratto e realismo. I soggetti si riconoscono nella loro realtà (la barca, il mare, gli uomini), ma l’emozione che comunicano non è data dai particolari (i tratti del volto, lo sguardo, i gesti), ma dalle pennellate dei colori, dall’intreccio denso, materico e deciso di essi.

Stefano Bosis, 
La nave dei folli

Link al post: Stefano Bosis, Il Sole 24 ore

4 commenti:

  1. Rossana ancora una volta ha colpito nel segno!
    L'arte, come lei accenna, invita alla metafisica. Mi piace citare Schopenhauer, che la definisce "occhio contemplativo".
    L'artista, in oggetto, rappresenta nel tripudio dei colori l'Avventura umana : la Migrazione.
    Migrare è cammino insieme, è sodalizio, Società in cammino, Ulisse in viaggio.
    Grazie Rossana 😊

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  2. Rossana Rolando23 luglio 2017 08:34

    Grazie a te Rosario che cogli, con gli occhi affettuosi dell'amicizia, i risvolti più profondi del discorso. Il richiamo a Schopenhauer è più che mai opportuno. Un caro abbraccio.

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  3. Quando frequentavo il penultimo anno del liceo classico, ebbi la fortuna di avere un'insegnante di Storia dell'Arte bravissima, capace di farmi comprendere il linguaggio pittorico e di farmene innamorare. Lei, con la sua analisi sapiente, mi ricorda questa insegnante. Grazie. Davvero commoventi i dipinti di Stefano Bosis. Buona giornata.

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    Risposte
    1. Rossana Rolando25 luglio 2017 18:17

      Il mio approccio all’arte è di tipo filosofico. Come lei sa, sono insegnante di filosofia, innamorata a mia volta dell’arte e della teoria dell’arte (un mondo che mi affascina). Grazie per il suo gentile apprezzamento, mi fa molto piacere. Buona serata.

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