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martedì 12 dicembre 2017

Erri De Luca, "E disse".

Un libro che racconta la storia antica di Mosè e della Legge, restituendo ad essa tutto lo spessore di una vicenda umana e profetica resa viva dalla penna esperta e partecipe di Erri De Luca.
Post di Rosario Grillo
Immagini dello scultore tedesco Ernst Barlach (1870-1938).

Era felice al vento, lo accoglieva in ascolto.
Era di quelli che afferrano una frase
dove gli altri intendono solo un chiasso
(Erri De Luca, E disse). 

Erri De Luca, 
"E disse"
Un margine sottile: su di esso corre il romanzo di Erri de Luca.
Il margine fonda l’unione del romanzo con il saggio.
Di un romanzo si tratta: ce lo indicano il flusso delle parole, lo stile poetico, l’andatura colloquiale.
Del saggio ha la profondità ed il rigore.
Romanzo che vede protagonista Mosè-Erri De Luca.
La passione per l’alpinismo di Erri è trasferita a Mosè, inventando la descrizione della scalata del monte Sinai.
Mosè è condottiero del popolo ebraico: il suo protagonismo convoglia la fisicità e la psicologia, materiale e spirituale, del popolo intero.
Dico fisicità perché il corpo e la natura, nella concretezza fenomenica,  sono presenze importanti, dentro la vicenda.
Si conferma, ancora una volta, la pregnanza e la valenza della corporeità, tipiche del pensiero Erri de Luca.
Ernst Barlach, 
Mosè, 1919
La vicenda culminante, messa a fuoco e svelata nella trama della fatica, dei dubbi, dei ricordi e delle aspettative, è l’incisione della tavola dei 10 comandamenti.
Dietro: gli anni del lungo esilio sul suolo dell’Egitto, sotto l’imperio del faraone.
Avanti: la Terra promessa della libertà.
Ma ancor più avanti l’erranza, la diaspora, la Shoah, il velo sopra gli occhi della gens humana.
Del saggio, questo lavoro ha la competenza, direi la caratura, senza far peso.
Si trascrivono le parole bibliche dell’Origine, della Creazione, dal nome della Divinità e si approfondiscono alcuni connotati della Rivelazione.
Tra essi: il connubio tra Parola e Cosa, in chiave di trasfigurazione metafisica dell’ordine fisico: è una cifra di panenteismo (così lo interpreto).
Ernst Barlach, 
Madre e figlio, 1935
Ed ancora: il rilevante e speciale ruolo della donna, riassunta in Hava, all’atto di prendere la mela, frutto della conoscenza e perciò cespite  di peccato, in quanto tale.
“L’effetto di quella prima conoscenza è una espansione della percezione. ‘E si spalancarono gli occhi di loro due’. Lei e Adamo scoprono di essere nudi. Nessun animale sa di esserlo. Da un’ora all’altra loro due non appartengono più al resto delle specie viventi. Sono diventati una variante, la novità che aggiunge” (p. 41).
Alla donna è riconosciuto il prezioso  primato di “dare alla vita“, quindi di dare vita, di portare in grembo la vita.
Silvia Veggetti  Finzi, psicologa di talento, ha fatto notare anche il tempo della gestazione, nove mesi, per ricavarne la proporzione di grandezza nella comparazione donna-maschio: nove a uno, come dice un vecchio detto ebraico.
Ernst Barlach, 
Ritrovarsi, 1926
Nello sviluppo della vicenda, Erri de Luca ha modo di confessare l’affinità che lo lega alla storia del popolo ebraico.
Giunge addirittura ad accomunare la gente del sud, da cui proviene, con la gente ebraica.
“Nel 1900 ebrei e meridionali sono saliti sulle stesse navi, anzi scesi dentro le stive della terza classe sotto la linea di galleggiamento. Noi del Sud lasciavamo la miseria, loro le case in fiamme dei pogrom” (p. 87).
Immancabile la nota sociale: la comunanza di sorte dei diseredati, dei colpiti dall’ingiustizia umana, di coloro che gridano vendetta davanti alla giustizia divina.
Ed è un appiglio per accennare la capitale legge umana della ospitalità, per stigmatizzare l’offesa che si porta negando accoglienza all’hospes.

Ernst Barlach, 
Fregio di figure in ascolto, 1930-35
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15 commenti:

  1. Grazie Rossana! La scelta iconografica è stupenda😇

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    1. Rossana Rolando12 dicembre 2017 20:03

      Sono contenta. Aggiungo questa (particolare del "Fregio di figure in ascolto"): [img]https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/04/Ernst_Barlach_Der_Fries_der_Lauschenden_Der_Gl%C3%A4ubige_1934_Eichenholz-1.jpg/440px-Ernst_Barlach_Der_Fries_der_Lauschenden_Der_Gl%C3%A4ubige_1934_Eichenholz-1.jpg[/img].
      Buona serata.

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  2. Grazie! Buona giornata.

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  3. Comprerò questo libro. Grazie, un caro saluto.

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  4. Mariapaola Benedetti12 dicembre 2017 09:26

    Ho letto questo libro, la scrittura poetica di Erri sempre affascinante. Grazie.

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  5. Bellissima questa che riporto: "O Adonai non sono di parola io, nè da ieri nè da prima di ieri e neanche la Tua parola è al tuo servo: che pesante di bocca e pesante di lingua io sono." (per dire che era balbuziente).

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    1. L’umanIta’ dell’approcc di Erri è inimmaginabile. Stupendo! Grazie 😊

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  6. Nella Crosiglia12 dicembre 2017 15:37

    Bellissima.

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  7. Ho letto con fervore e piacere e desiderio di fare. Grazie.

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  8. Ottima presentazione di una narrazione che ho avuto -anni fa - l'opportunità di leggere. Eccellente anche la commistione con le sculture di Barlach. Grazie.

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