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Perché un Liceo musicale? |
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...un'approvazione unanime ... |
Poi l’intervento su facebook –
che condivido pienamente – del Sig. Tommaso Giulla, alunno del Liceo G. Bruno e
rappresentante degli Studenti, mi ha invogliato a esternare su
questo blog interrogativi che mia moglie ed io condividevamo con una ristretta
cerchia di persone.
Premessa l’urgenza della
questione logistica sulla quale il rappresentante degli studenti ha insistito,
gli interrogativi sono questi: che cosa comporta per un Liceo l’indirizzo
musicale? Che cosa significa un Liceo musicale per una città ed il suo territorio,
per gli uomini e le donne che vi abitano e soprattutto per le giovani
generazioni? Quali realistiche concrete opportunità può offrire a breve,
medio e lungo termine? Quale progetto culturale e territoriale di grande
respiro presuppone?
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...alcuni interrogativi ... |
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... per guardare lontano ... |
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... a partire dal territorio ... |
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..oggi ... i tempi sono politicamente mutati ... |
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... ma gli interrogativi rimangono aperti ... merita Albenga il Liceo musicale? |
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..lo merita sicuramente il Liceo G. Bruno... |
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...ma la città è in grado di conquistare il dono di un Liceo musicale?... |
Mi pare che lo studente del G. Bruno abbia lucidamente riportato ed elencato le condizioni e gli interventi necessari da parte della città e del territorio per rendere vivo ed operante il Liceo musicale. Io mi permetterei di sottolineare l'urgente necessità della creazione di un circuito “città-musica-territorio”, fatto di azioni (non mozioni) atte a coinvolgere tutta la cittadinanza in forme di reciproca permanente educazione culturale, che sola può garantire il salto qualitativo di civiltà di un territorio che vuole e deve rimanere fondamentale centro ortofrutticolo ma anche vuole divenire città d’arte e di musica.
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... è in grado di aprirsi all'arte ... alla musica? |
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... è in grado, la città, di rallegrarsi?... |
Del resto, si sa, l'arte
musicale era l’unica arte alla quale Platone attribuiva un giudizio positivo in
quanto gli appariva la sola a non essere "imitazione
dell'imitazione", ma indiscussa manifestazione di libertà
e di creatività.
E’ indubbio: non c’è tempo
da perdere, ma non solo e non tanto perché l’urgenza del Liceo musicale è
dettata dal fatto che altrimenti altre città concorrenti ce lo ruberebbero,
in una logica a me del tutto ostica del “mors tua vita mea”. Non si
tratta neppure di confidare esageratamente sul sostegno strumentale
e transitorio di poche o tante famiglie interessate per i loro figli, sostegno che
oggi c’è e domani chissà.
La vera urgenza è quella di
costruire da subito e poi pazientemente nel tempo un nuovo habitus quotidiano:
la convinzione vissuta di tutti i cittadini, a partire dagli
amministratori ed associazioni locali, di un Liceo musicale ed una città
in corrispondenza biunivoca di amorosi sensi.
Altrettanto indispensabile e
determinante è il coinvolgimento più ampio possibile almeno del territorio
savonese ed imperiese perché il Liceo non sarà solo per coloro che risiedono
in città e dintorni, che non garantirebbero da soli la stabilità
dell’utenza e quindi dello stesso Liceo musicale.
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...è in grado di lasciar spazio alla creatività? ... |
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... è in grado di lasciarsi coinvolgere? ... |
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... è in grado la città di sognare?... |
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...un Liceo musicale aperto ... |
Se noi cittadini non siamo
convinti dell’urgenza di questo virtuale e permanente circuito, se non
esigiamo una buona volta che si passi dalle mozioni rituali alle azioni concrete volte a dimostrare nella concretezza il preminente
valore culturale, civile, educativo e formativo della scuola (e, nel nostro caso, della scuola di musica) non solo per i giovani ma per tutti noi
e per la nostra vita quotidiana, non illudiamoci, il Liceo musicale avrà
vita stentata e breve.
Immagino che tutti conoscano la
favola della cicala canterina ed “il mito delle cicale” offertoci da Platone proprio in riferimento alla musica. Forse ad ognuno di noi tocca
scegliere tra due modalità di vivere la città e la musica proposte dalla favola e dal mito. La favola ci presenta la cicala chiacchierina e chiacchierona che non
combina nulla ed alla fine rischia di far morire d’inedia se stessa e, aggiungo
io, la città.
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...ma è necessario credere nella scuola... |
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... scegliendo tra la cicala chiacchierina e chiacchierona ... |
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.. e il parlare motivato e responsabile... |
“E inoltre mi sembra che in
questa soffocante calura le cicale,
sopra le nostre teste,
cantando e discorrendo tra di loro
guardino anche noi. Se,
allora, vedessero che anche noi due,
come la maggior parte della
gente nel mezzogiorno,
non discorriamo, ma
sonnecchiamo e ci lasciamo incantare
da loro per pigrizia del nostro
pensiero,
ci deriderebbero giustamente
considerandoci schiavi
venuti da loro per dormire
in questo rifugio, come pecore
che trascorrono il pomeriggio
presso una fonte.
Invece, se ci vedono
discorrere e navigare,
passando davanti alle Sirene non
ammaliati,
forse ci ammireranno e ci daranno
quel dono
che gli dei possono dare agli
uomini ….”
(Fedro, 259)
(Fedro, 259)

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