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venerdì 9 agosto 2013

Il rischio di una società senza ieri e senza domani…


Il caffè è la casa aperta, al livello della strada, luogo della socialità facile, senza responsabilità reciproca.    Si entra senza necessità.  Ci si siede senza stanchezza, si beve senza sete. Pur di non restare nella propria stanza.  Voi sapete che tutte le disgrazie provengono dalla nostra incapacità di restare soli nella nostra stanza. Il caffè non è un luogo, è un non-luogo  per una non-società, per una società senza solidarietà, senza domani, senza impegni, senza interessi comuni: società del gioco.  Il caffè, casa di gioco, è il punto attraverso il quale il gioco entra nella vita e la dissolve.  Società senza ieri e senza domani, senza responsabilità, senza serietà   distrazione, dissipazione.

Al cinema viene proposto sullo schermo un tema comune, come a teatro sul palcoscenico. Al caffè non c’è nessun tema. Si sta lì, ciascuno al suo tavolino, davanti alla tazza o al bicchiere, ci si rilassa completamente al punto di non dover niente a niente e a nessuno; ed è perché si può   andare al caffè a rilassarsi che si sopportano gli orrori e le ingiustizie di un mondo senz’anima. Il mondo come gioco, dal quale ognuno può ritirarsi per esistere solo per se medesimo, luogo di dimenticanza – dell’oblio dell’altro – ecco il caffè. […] Non costruire il mondo è distruggerlo”.

(E. Lévinas, Dal sacro al Santo, Città Nuova ed., Roma 1985, pag. 49).

2 commenti:

  1. Un passo davvero apprezzabilissimo. Grazie. Un imperativo anche ad una educazione 'altra'(cominciando dalla rieducazione di noi stessi, alla quale questo blog richiama e che insegna) da (e)seguire assolutamente. Quali azioni si è disposti a commettere pur di non restare nella solitudine della propria stanza, dal 'non vidi ergo non est'...

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