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domenica 4 agosto 2013

Il nostro viaggio in Puglia.

Cattedrale di Trani

 

            Così si legge in un bar situato nella zona del Gargano:

 

Quando penso ad un incontro penso alfa ed omega, l'inizio e la fine, l'amore e la danza, la pace dopo le guerre che violentano i nostri cuori, l'uomo e il cielo.

 
Non ci sarebbe motivo per scrivere di un viaggio su questo blog se si trattasse di comunicare aspetti personali, importanti per chi li vive, ma certamente non rilevanti in un discorso che vuol essere in certo modo pubblico. Invece c’è qualcosa che va al di là del privato e forse merita di essere raccontato.

La Puglia è tante cose: antichi borghi, biancore accecante delle case, spiagge libere e mare ovunque, sud laborioso, distese di ulivi secolari, chiese straordinarie barocche – Lecce! – e romaniche – Trani! -, un’armoniosa compresenza di arte e natura.

Ma la vera cifra della nostra esperienza in Puglia è stata l’incontro.

Vogliamo ricordare quattro volti.

Il Professore e la moglie. Nardò. Soggiorniamo in un’antica dimora. Ci colpisce la cura per il bello in ogni sua forma e, in particolare, la bellezza delle stanze, con il gusto filologico della ristrutturazione e dell'arredamento; poi l'ospitalità che va ben al di là del dovuto, per cui si ha l'impressione - pur nella discrezione e nella libertà - di essere davvero accolti in una casa, per esempio apprezzando una colazione a base di prodotti tipici accuratamente scelti e offerti; infine l'autenticità dell'incontro con Giuseppe e la moglie, che sono senz'altro persone di cultura, quella vera, che sa fare del sapere ricchezza umana, capacità di relazione, sguardo attento all'essenziale.

Il monaco. Ostuni. Facciamo visita ad un monastero. Esso ospita una piccola cellula della Comunità di Bose ed è immerso nel silenzio assolato e incantato degli ulivi. Veniamo accolti da Sabino, monaco con cui parliamo della vita monastica in questa meravigliosa e feconda terra del Salento e di amici comuni. Compriamo alcuni dei suoi libri, avvertiamo una sintonia che è frutto di scelte e di percorsi interiori molto diversi, ma di comuni orizzonti.

Il giovane intraprendente. San Michele al Monte. Ci prendiamo un caffè al bar. Sollecitata da una nostra domanda ha inizio una conversazione con il giovane gestore del locale. Ci racconta la sua storia, i suoi progetti e i suoi sogni. Ed è un’esplosione di vita, di idee, di estro. La freschezza della sua vitalità ci comunica allegria.

Don Tonino Bello. Molfetta. Entriamo in una chiesa, incontriamo un sacerdote e gli chiediamo se sa dirci che ne è di Don Tonino Bello, della sua figura e del suo insegnamento. Ci racconta in modo accorato e sofferto chi era Don Tonino nella sua esperienza diretta: il suo lungo ritirarsi nel silenzio, il suo spendersi totalmente per gli altri senza orari fino allo sfinimento, la sua ardua e dimenticata eredità forse – speriamo - raccolta altrove.
           Ecco quattro volti, quattro momenti d’incontro.

Certo “l’incontro” si dice in molti modi, con intensità e valore diversi e la vita insegna che gli incontri veri sono difficili e rari. Eppure, nonostante la fugacità di un’esperienza di viaggio, ci colpisce questa terra capace di donare la possibilità di incontri improntati alla semplicità, alla naturalezza, con una immediatezza che sembra rimandare ad una originarietà e ad un’innocenza perdute.
                (Post pensato e scritto da ROSSANA ROLANDO)
 

 








 

2 commenti:

  1. Ciao Rossana, anche questo tuo post si può decisamente definire un incontro.

    Una curiosità: il mosaico pubblicato nel post del 3 agosto fa parte degli splendidi mosaici della cattedrale di Otranto? Se non erro ci dovrebbe essere rappresentato anche Re Artù che combatte contro un felino.

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    1. Proprio così: si tratta di un particolare dello splendido mosaico della cattedrale di Otranto. C’è anche Re Artù come hai ben ricordato (aggiungiamo l’immagine sul blog).
      Grazie per la finezza e la delicatezza dei tuoi contributi che apprezziamo sempre più. Rossana.

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