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venerdì 2 agosto 2013

Il giorno dopo la sentenza ...




Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare

***

“Forse oggi l’obiettivo principale

 non è di scoprire che  cosa siamo,

ma piuttosto di rifiutare quello che siamo.

Dobbiamo immaginare

e costruire ciò che potremmo diventare”.

(FOUCAULT).

 

 
 
 

5 commenti:

  1. In un Paese in cui si opera e si permette che la storia un unico individuo sia Storia di una intera collettività ben vengano l'indignazione e la (oramai ardua) speranza qui espressi.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. - Condivido la sua radicale inquietudine. Speranza e disperazione sono state vissute in tutti i tempi. Ma qui, ora, tocca a noi ripensare e praticare la speranza che non delude, in riferimento ai grandi temi della pace, della giustizia, della solidarietà. Dobbiamo accontentarci di una “logica assurda della speranza” (P.Ricoeur) oppure è possibile una speranza che spera anche là dove sembra regnare il non senso e l’assurdo? Ogni uomo vive in quanto ha progetti ed aspirazioni, in una parola in quanto spera. Sperare per l’uomo non solo è un bene, ma è il senso profondo e la struttura della sua esistenza e del suo cammino nel mondo. Contra spem in spem credidimus.

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  2. "Poiché le parole non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri
    ma per prenderci e correre il mondo in noi,
    lascia, o Signore, che di quella lezione di felicità,
    di quel fuoco di gioia che accendesti un giorno sul monte,
    alcune scintille ci tocchino, ci mordano,
    c'investano ,c'invadano.
    Fa' che da ese penetrati come "faville nelle stoppie"
    noi corriamo le strade della città
    accompagnando l'onda delle folle
    contagiosi di beatitudine
    contagiosi di gioia

    Poiché ne abbiamo veramente abbastanza
    di tutti i banditori di cattive notizie,
    di tristi notizie:
    essi fan talmente rumore
    che la tua parola non risuona più.
    Fa' esplodere sul loro frastuono
    il nostro silenzio che palpita del tuo messaggio.
    Nella ressa confusa senza volto fa' che passi la nostra gioia raccolta,
    più risonante che le grida degli strilloni di giornali,
    più invadente
    che la tristezza stagnante della massa.

    Beati i poveri di spirito
    ...perchè di essi è il Regno dei Cieli

    Esse poveri non è interessante: tutti i poveri
    lo sanno.
    Interessanteè possedere il Regno dei Cieli, ma
    i poveri soltanto lo possiedono.
    Perciò non pensate che la nostra gioia sia trascorere i giorni a vuotare
    le nostre mani le nostre menti i nostri cuori.
    La nostra gioia è trascorrere giorni a scavare
    nelle nostre mani nelle nostre menti nei nostri cuori
    un posto per il Regno dei Cieli che passa_
    Perchè è straordinario saperlo così imminente, saper Dio
    così vicino.
    E' prodigioso sapere il suo amore
    tanto possibile in noi e su di noi...." M. Delbrel,

    Sono parole che mi hanno aiutato ad alzare ancora lo sguardo dopo essermi indignate dalle notizie, recitate come propaganda dai vari GR e giornali di oggi. Grazie per aver creato questo spazio di pensiero Libero e Puro. Patrizia Pezzuolo

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    1. Il richiamo all’impegno rimane il motivo dominante, richiamo ad essere testimone di cittadinanza, di fedeltà alla terra (ed a Dio per il credente), componendo audacia e pazienza, mistica e politica, raccoglimento e generosità, carità e fortezza, stupore e pragmatismo non solo sul piano dei concetti ma nel concreto del vivere

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