Post di Rossana Rolando
Immagini dei disegni di Emiliano Bruzzone (qui il sito).
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Emiliano Bruzzone,
Schopenhauer |
Da più parti, anche in questo tempo di
emergenza virus, è stato ripreso il racconto dei porcospini contenuto
nell’ultima parte di Parerga e paralipomena di Schopenhauer. In esso si loda una moderata distanza come modalità di relazione ragionevole e consigliabile per rispondere
alla doppia esigenza di calore da una parte e di difesa dall’altra. Ed ecco
l’aneddoto.
Alcuni porcospini, in una fredda
giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore
reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine
reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro.
Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò a stare di nuovo insieme, si
ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro
fra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che
rappresentava per loro la migliore posizione. Così il bisogno di società, che
scaturisce dal vuoto e dalla monotonia della propria interiorità, spinge gli
uomini l’uno verso l’altro; le loro molteplici repellenti qualità e i loro
difetti insopportabili, però, li respingono di nuovo l’uno lontano dall’altro.
La distanza media che essi riescono finalmente a trovare e grazie alla quale è
possibile una coesistenza, si trova nella cortesia e nelle buone maniere.¹