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martedì 23 maggio 2017

La "dotta ignoranza".

La modernità di Niccolò Cusano: filosofo della sproporzione tra finito e infinito e profeta del dialogo tra le religioni.
Post di Rosario Grillo
Figure di Tobia Ravà (qui il sito), artista italiano nato nel 1959, allievo di Umberto Eco e di Flavio Caroli, che ringraziamo per averci autorizzato a pubblicare le immagini di alcune opere. I suoi interessi in campo matematico e religioso - legati alla ghematria - ci hanno indotto ad associarlo” alle ricerche del filosofo tedesco Niccolò Cusano (1401-1464) cui è dedicato questo post. 

Tobia Ravà, Cronologos
Vengo risvegliato dal mio “sonno” (o è divertissement?) da un semplice articolo di oggi di G. Bosetti sulla figura di Niccolò Cusano.
L'occasione dell'intervento di Bosetti è l'inizio della pubblicazione dell' “opera omnia” di Cusano, con carattere più sistematico e critico e con la comodità della traduzione in italiano visto che scriveva in latino.
Il latino dell’epoca umanistica in cui Cusano si colloca biograficamente.
La statura però dei suoi studi non si lascia restringere alla semplice epoca. A questa stregua lo tratta Bosetti, con questo profilo io lo ricordo (per questo ho parlato di “risveglio”).

Tobia Ravà, Foresta degli elementi
Bosetti, teorico del liberalismo, “sfronda” il personaggio per rilevarne la propensione alla relativizzazione dei punti di vista, finanche delle fedi religiose.
Di certo Cusano fu protagonista nella sua epoca: nel travaglio del tentativo di riconciliazione delle “due” Chiese, nella risposta alla sfida dei Turchi, nella lacerazione della Chiesa d’Occidente interessata dalle eresie (hussita, ad esempio) e prossima alla scissione, nel sogno della tolleranza di impronta umanistica.
Ebbe difatti grandi incarichi, oltre a tenere il vescovato di Bressanone, fulcro di una posizione strategica.
Entrando nel vivo (e con l’imperativo di restringere la questione all'essenziale, per rispettare i lettori del blog), metto in chiaro che il “cuore” del pensiero cusaniano si trova nella "docta ignorantia". 

Tobia Ravà, Rotore cosmico
Viene facile desumere il concetto dal socratico “sapere di non sapere”. Qui, però, c'è di mezzo una fede incrollabile in Dio e un apparato cosmoteandrico (Dio-cosmo-uomo) sorretto dalla non proporzionalità di finito ed infinito.
Celebre, ma anche significativo per gli studiosi di scienze matematiche, la dimostrazione dell'incommensurabilità tra poligono inscritto e circonferenza.
Non è un salto logico l'enunciazione della “coincidentia oppositorum”, bensì la cifra del Divino e chiave per intendere l'universo.
Gli specialisti sanno che per questa via Cusano batteva la strada dell'antiaristotelismo e preparava il terreno alla rivoluzione copernicana.

Tobia Ravà, Sistema entropico
Di grande rilevanza l’applicazione nel campo politico-sociale ed ecclesiologico.
Qui si deve dare allo scritto di Cusano, De pace fidei, una dimensione maggiore di quella dei diffusi ed importanti scritti umanistici che si impegnarono per avvicinare le divergenze sul piano religioso (da Pico della Mirandola a Tommaso Moro).
Il De pace fidei ha dietro di sè l'esperienza personale scaturita dai contatti di Cusano con il mondo orientale (bizantino e turco), ed ha, soprattutto, la motivazione della lucida dottrina della “docta ignorantia”.
Da qui discende un approccio lontano dal dogmatismo, ottusamente teologico, e qualificato piuttosto dalla tolleranza, dal dialogo, orientato all’incontro delle fedi, all'ecumenismo.

Tobia Ravà, Soglie celesti
Sono eccessivo se in lontananza vedo il profilo di Papa Francesco, preoccupato di andare incontro con amore, anziché accentuare le differenze: aperto alla visione del Dio unico?
Avvicinando ancor di più la tesi di Cusano, si nota che propendeva per “una religio in rituum varietates”, avendo riscontrato la propensione dei riti di ingaggiare preventivamente un conflitto, con esiti deleteri quanto stupidi sul piano delle relazioni umane.
Anche qui si può sottolineare un segno di modernità: la diversità può diventare un’occasione per esaltare il Bene.
“Forse anche la devozione si accrescerà grazie a una qualche diversità, allorché ogni popolo si sforzerà con impegno e zelo di rendere più splendido il proprio rito, affinché in ciò vinca l'altro e consegua così merito maggiore presso Dio e la lode nel mondo” (De pace fidei).

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10 commenti:

  1. Grazie Rossana! Sorprendente, come sempre!

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    1. Sono proprio contenta che tu abbia gradito l’abbinamento… Hai delineato la figura di Niccolò Cusano in maniera veramente molto interessante. E’ un filosofo che rischia di rimanere – all’interno dei programmi scolastici e delle scelte che sempre più si è costretti ad operare – un puro nome e invece meriterebbe un suo spazio.

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    2. Vero Rossana! Nei momenti felici lo trattavo attraverso tagli trasversali, mettendo a fuoco problematiche ( la scienza da Occam al Rinascimento, potrebbe essere ).
      Grazie

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  2. Ileana Passerini23 maggio 2017 11:25

    La diversità può diventare l'occasione per esaltare il Bene...Vero!

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    1. Uniformità: incolore, diversità: armonia pur nei contrasti.
      Grazie

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  3. Caro Rosario, chiudo oggi i miei giorni di astinenza virtuale con il blog affidato alle sapienti mani di Rossana e rileggo il tuo post, così attuale e stimolante. Tanto più oggi a ridosso del massacro di ragazzi e ragazze a Manchester. Mi pare che Cusano ci insegni che, nel profondo, chi accoglie rispetta e crede nella diversità combatte una battaglia contro la distruttività e la morte e anche contro la propria distruttività ed aggressività. E’ la vittoria della creatività e della vita non solo fisica, ma intellettuale, morale e sociale. Non c’è altra strada per salvaguardare e migliorare questo nostro tormentato mondo di oggi.

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    1. Immancabile nel sostegno e nella lode.
      Opportuna la tua considerazione : non poteva esserci giorno più adatto, purtroppo! Per smentire la barbarie, per contrastare il disegno insano di scagliarne ,frantumato il concerto delle diversità , i pezzi come lame acuminate contro l'ordinaria convivenza. Vogliamo insieme, indefessamente, e con l'aura della Speranza, coltivare la convivevenza, il dialogo, la fede nel Dio Unico, adorato con diverse maniere, La "pace filosofica" che allora si coltivo' deve esserci ancora d'esempio!

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  4. Nella Crosiglia23 maggio 2017 19:49

    Da leggere.

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  5. Ricco e pregno di speranza il legame armonioso tra Cusano, papa Francesco e le creazioni artistico-filosofiche di Tobia Ravà. Grazie.

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