La "poetica del quotidiano" di Ivano Fossati, innestata in un sogno di liberazione che si apre all'Alterità rimanendo fedele alla vita.
Post di Rossana Rolando
Fotografie di alcuni album di Ivano Fossati, all'interno della sua ricca produzione, svoltasi tra il 1971 e il 2011 (per il sito del musicista cliccare qui).
Nei testi musicali di Ivano Fossati c’è
una poetica del quotidiano che celebra
la vita nella sua godibilità e nel suo interno valore. L’atto del vivere – pur
nella finitezza di ogni esperienza umana – ha una sua bellezza, una sua
luminosità, una profondità degna di essere amata.
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Copertina dell'Album (1993) in cui è contenuta La pioggia di marzo |
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Copertina dell'Album (1992) in cui è contenuta La canzone popolare |
La poetica del quotidiano non è un dato
di partenza, un'immediata visione “ottimistica” del mondo, frutto di una leggerezza
a basso prezzo, piuttosto è una conquista che si accompagna alla piena
consapevolezza della fragilità umana, da una parte (“quest’esistenza tremante
che sono io e che sei anche tu”) e ad un forte senso della necessità di lottare
per la dignità del vivere e del camminare eretti sulle vie del mondo (come
nella notissima: “Alzati che si sta alzando la canzone popolare…”), per non
cedere sotto il peso degli accadimenti personali (“Sono io oppure sei tu la
donna che ha lottato tanto perché il brillare naturale dei suoi occhi non lo scambiassero
per pianto…”) e della storia collettiva (come si canta ne La decadenza: “In piena decadenza/ le parole non hanno chance/ è
proprio una faccenda inquietante/ il pensiero che degenera/ facciamo un affare
con Dio/ ci lasci una seconda possibilità/ se può”).
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Copertina dell'Album (2011) in cui è contenuta La decadenza |
“Voglio salvarmi,/ voglio salvarmi/ anch’io/ che
ho sognato il perdono/ e un soldato di vent’anni/ che sparava a un uomo/ che
aspettava in piedi/ noi si chiedeva la pace/ e si riceveva la guerra/ lacrime per
il petrolio/ sopra tutta la terra/ voglio salvarmi da tutto questo/ salvarmi anch’io/ basterebbe
una parola/ basterebbe una parola/ in bocca all’angelo di Dio… Mi sono fatto una
strada/ e ho costruito un ponte/ e vi dico che aspetto l’angelo/ dall’orizzonte/ io
sì”).
Un’invocazione nata all’interno di un sogno di liberazione che, attraverso il linguaggio lieve della poesia e della musica, fa seriamente i conti con la pesantezza del male entro la quale si inscrivono la possibilità e il limite di un impegno volto a costruire
un mondo più umano e più giusto.
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Evviva Rossana! Nell'immediato ti dico che hai una sensibilità spirituale nel cogliere il senso profondo delle parole - e nelle canzoni è facile farsi distrarre dalla base musicale -. In aggiunta rilevo ancora una volta la bravura ed il contenuto poetico di molti cantautori del "genovese".
RispondiEliminaNon plus ultra il messaggio di speranza e l'appello di umanità che sono contenuti nei testi di Ivano Fossati.
Grazie Rosario, sei sempre gentile.La fusione tra musica e parola in Ivano Fossati è davvero sorprendente: i testi hanno uno spessore che riceve forza dalla musica e la musica, a sua volta, è elemento essenziale di "comprensione" del testo e non semplice ornamento. Un caro abbraccio.
EliminaGrazie per questo bellissimo post. Grande Ivano Fossati!
RispondiEliminaGrazie dell'apprezzamento. Concordo pienamente sul "grande Ivano Fossati!".
Elimina"Dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare, io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare"... Bellissima canzone!
RispondiElimina"C'è tempo" è sicuramente tra le più belle... Il tema del sogno e della speranza attraversa i testi di Ivano Fossati e ne fa un musicista capace di cantare la vita.
Elimina... e sì ... quello che fa paura è il tempo del non più tempo ... l'eterno nulla ...
RispondiEliminaIl messaggio di Ivano Fossati è carico di speranza, nonostante la paura e la fragilità dell'uomo "fatto di tempo".
EliminaGrazie. Sicuramente l'esperienza spirituale di Ivano fossati è molto profonda e questo gli dà la capacità di intuire, esprimere ed interpretare il vivere quotidiano in cui ciascuno di noi può specchiarsi. Solamente una profonda rielaborazio ne delle esperienze dolorose che ci capitano nella vita possono permettere un'espressione pienamente libera del tempo che arriva ogni volta a riproporci la sua novità nel l'incontro con l'altro.
RispondiEliminaLe canzoni di Fossati sono un canto alla vita e con leggera sapienza ci permettono di convivere con tutte le emozioni della nostra vita: dalla gioia profonda, alla malinconia, al dolore più profondo e come per incanto si intuisce come vera l'affermazione che Dostoevskij mette in bocca a Zosima, quando dice ad Alioscia:"immenso sarà il dolore che apparirà ai tuoi occhi, in questo dolore sarai fellice. Ecco la consegna che ti dò: nel dolore cerca la felicità ".
Se per tutto questo anche tu pensi che Ivano Fossati è il Dostoevskij della musica, non potrai più separarti dalle sue canzoni
Tra le molte cose che ci uniscono c'è anche l'ascolto di Ivano Fossati.Ho scritto questo post in attesa del vostro... Un grande abbraccio, Rossana e Gian Maria.
EliminaMagnifico excursus sulla poetica di Ivano Fossati: prezioso, come ogni vostro post. Grazie.
RispondiEliminaGrazie di cuore a lei che ci comunica il suo graditissimo apprezzamento. Un caro saluto.
EliminaBello ritrovarti ieri Rossana.
RispondiEliminaBello arrivare a sfogliare il vostro blog e trovarvi questo bellissimo articolo che sento profondamente "mio".
Nadia significa speranza ed è questa la parola che ha finora accompagnato il mio attuale viaggio sul pianeta Terra.
Mi permetto di condividere con te e con chi ci leggerà una storia di speranza:
https://ilbambinodifronteallamalattiagravediungenitore.wordpress.com
Un cordiale abbraccio
Nadia
Grazie Nadia per la tua visita in questo nostro piccolo "spazio" nel mare del web, posto sotto il segno della speranza, in sintonia - come tu dici - con la tua sensibilità e la luminosità che ti contraddistingue, frutto di un itinerario maturato all'interno di molteplici vissuti, anche dolorosi, ma pur sempre intensi e ricchi di umanità, come emerge dalla bella storia del sito che citi e che ho visitato "in punta di piedi". Anche per me è stato bello ritrovarti, in una occasione di festa per tutti. Un abbraccio, Rossana.
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