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sabato 27 maggio 2017

Ivano Fossati, la speranza di vita che porti con te.

La "poetica del quotidiano" di Ivano Fossati, innestata in un sogno di liberazione che si apre all'Alterità rimanendo fedele alla vita.
Post di Rossana Rolando 
Fotografie di alcuni album di Ivano Fossati, all'interno della sua ricca produzione, svoltasi tra il 1971 e il 2011 (per il sito del musicista cliccare qui).

Ivano Fossati, 
Fotografia dal sito di Repubblica
Nei testi musicali di Ivano Fossati c’è una poetica del quotidiano che celebra la vita nella sua godibilità e nel suo interno valore. L’atto del vivere – pur nella finitezza di ogni esperienza umana – ha una sua bellezza, una sua luminosità, una profondità degna di essere amata.
Copertina dell'Album  (1993)
in cui è contenuta La pioggia di marzo
Emblematica a questo proposito è La pioggia di marzo - splendida rivisitazione del testo brasiliano di Tom Jobim da parte di Ivano Fossati (per il confronto tra i due brani vedi qui) - in cui gli aspetti dell’esistenza sono intrecciati e fusi in un unico flusso vitale, fatto di sentimenti e situazioni (“è quando tu voli rimbalzo dell'eco/ è stare da soli”), impastato di sogni (“margherita di campo è la riva lontana… è la nave che parte”) e di reminiscenze infantili (“è la fata Morgana”… è Madamadorè”), attratto dall’ignoto (“è mistero profondo… è il fondo del pozzo”), arricchito dalla semplicità dell’esperienza umana (“è…goccia che stilla un incanto un incontro è l’ombra di un gesto, è qualcosa che brilla… è legna sul fuoco, il pane, la biada, la caraffa di vino il viavai della strada”), nutrito di poesia e cultura (“è la luna e il falò”, di pavesiana memoria), ammirato dalla magnificenza della natura (“è voglia di primavera è la pioggia che scende… è una rondine al nord la cicogna e la gru, un torrente una fonte…”) consapevole del limite (“è il sonno e la morte…”) e del dolore (è… una piccola pena… burrasca passeggera”),  teso verso il futuro (“è progetto di casa”)…
Copertina dell'Album (1992)
in cui è contenuta La canzone popolare
Questo elenco giocoso, sorta di filastrocca che musicalmente trascina nel vortice di una “vita danzante (La canzone popolare), svela solo alla fine il soggetto che tutto regge: “la speranza di vita che porti con te”. Ogni attimo è la porta che si può aprire su infinite possibilità di generare speranza e ciascuno è chiamato a coltivare la sua speranza: “dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare, io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare” (C’è tempo).
La poetica del quotidiano non è un dato di partenza, un'immediata visione “ottimistica” del mondo, frutto di una leggerezza a basso prezzo, piuttosto è una conquista che si accompagna alla piena consapevolezza della fragilità umana, da una parte (“quest’esistenza tremante che sono io e che sei anche tu”) e ad un forte senso della necessità di lottare per la dignità del vivere e del camminare eretti sulle vie del mondo (come nella notissima: “Alzati che si sta alzando la canzone popolare…”), per non cedere sotto il peso degli accadimenti personali (“Sono io oppure sei tu la donna che ha lottato tanto perché il brillare naturale dei suoi occhi non lo scambiassero per pianto…”) e della storia collettiva (come si canta ne La decadenza: “In piena decadenza/ le parole non hanno chance/ è proprio una faccenda inquietante/ il pensiero che degenera/ facciamo un affare con Dio/ ci lasci una seconda possibilità/ se può”).
Copertina dell'Album (2011)
in cui è contenuta La decadenza
Non si capirebbe altrimenti l’esigenza di salvezza ed il bisogno di Alterità che pur emerge all’interno di un amore dichiarato per la vita e di una indiscutibile fedeltà alla terra:
“Voglio salvarmi,/ voglio salvarmi/ anch’io/ che ho sognato il perdono/ e un soldato di vent’anni/ che sparava a un uomo/ che aspettava in piedi/ noi si chiedeva la pace/ e si riceveva la guerra/ lacrime per il petrolio/ sopra tutta la terra/ voglio salvarmi da tutto questo/ salvarmi anch’io/ basterebbe una parola/ basterebbe una parola/ in bocca all’angelo di Dio… Mi sono fatto una strada/ e ho costruito un ponte/ e vi dico che aspetto l’angelo/ dall’orizzonte/ io sì”).
Un’invocazione nata all’interno di un sogno di liberazione che, attraverso il linguaggio lieve della poesia e della musica, fa seriamente i conti con la pesantezza del male entro la quale si inscrivono la possibilità e il limite di un impegno volto a costruire un mondo più umano e più giusto.

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14 commenti:

  1. Evviva Rossana! Nell'immediato ti dico che hai una sensibilità spirituale nel cogliere il senso profondo delle parole - e nelle canzoni è facile farsi distrarre dalla base musicale -. In aggiunta rilevo ancora una volta la bravura ed il contenuto poetico di molti cantautori del "genovese".
    Non plus ultra il messaggio di speranza e l'appello di umanità che sono contenuti nei testi di Ivano Fossati.

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    1. Grazie Rosario, sei sempre gentile.La fusione tra musica e parola in Ivano Fossati è davvero sorprendente: i testi hanno uno spessore che riceve forza dalla musica e la musica, a sua volta, è elemento essenziale di "comprensione" del testo e non semplice ornamento. Un caro abbraccio.

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  2. Grazie per questo bellissimo post. Grande Ivano Fossati!

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    1. Grazie dell'apprezzamento. Concordo pienamente sul "grande Ivano Fossati!".

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  3. Ileana Passerini27 maggio 2017 14:18

    "Dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare, io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare"... Bellissima canzone!

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    1. "C'è tempo" è sicuramente tra le più belle... Il tema del sogno e della speranza attraversa i testi di Ivano Fossati e ne fa un musicista capace di cantare la vita.

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  4. Sergio Gottardi27 maggio 2017 14:20

    ... e sì ... quello che fa paura è il tempo del non più tempo ... l'eterno nulla ...

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    1. Il messaggio di Ivano Fossati è carico di speranza, nonostante la paura e la fragilità dell'uomo "fatto di tempo".

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  5. Grazie. Sicuramente l'esperienza spirituale di Ivano fossati è molto profonda e questo gli dà la capacità di intuire, esprimere ed interpretare il vivere quotidiano in cui ciascuno di noi può specchiarsi. Solamente una profonda rielaborazio ne delle esperienze dolorose che ci capitano nella vita possono permettere un'espressione pienamente libera del tempo che arriva ogni volta a riproporci la sua novità nel l'incontro con l'altro.
    Le canzoni di Fossati sono un canto alla vita e con leggera sapienza ci permettono di convivere con tutte le emozioni della nostra vita: dalla gioia profonda, alla malinconia, al dolore più profondo e come per incanto si intuisce come vera l'affermazione che Dostoevskij mette in bocca a Zosima, quando dice ad Alioscia:"immenso sarà il dolore che apparirà ai tuoi occhi, in questo dolore sarai fellice. Ecco la consegna che ti dò: nel dolore cerca la felicità ".
    Se per tutto questo anche tu pensi che Ivano Fossati è il Dostoevskij della musica, non potrai più separarti dalle sue canzoni

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    1. Tra le molte cose che ci uniscono c'è anche l'ascolto di Ivano Fossati.Ho scritto questo post in attesa del vostro... Un grande abbraccio, Rossana e Gian Maria.

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  6. Magnifico excursus sulla poetica di Ivano Fossati: prezioso, come ogni vostro post. Grazie.

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    1. Grazie di cuore a lei che ci comunica il suo graditissimo apprezzamento. Un caro saluto.

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  7. Bello ritrovarti ieri Rossana.
    Bello arrivare a sfogliare il vostro blog e trovarvi questo bellissimo articolo che sento profondamente "mio".
    Nadia significa speranza ed è questa la parola che ha finora accompagnato il mio attuale viaggio sul pianeta Terra.
    Mi permetto di condividere con te e con chi ci leggerà una storia di speranza:

    https://ilbambinodifronteallamalattiagravediungenitore.wordpress.com

    Un cordiale abbraccio
    Nadia

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    1. Grazie Nadia per la tua visita in questo nostro piccolo "spazio" nel mare del web, posto sotto il segno della speranza, in sintonia - come tu dici - con la tua sensibilità e la luminosità che ti contraddistingue, frutto di un itinerario maturato all'interno di molteplici vissuti, anche dolorosi, ma pur sempre intensi e ricchi di umanità, come emerge dalla bella storia del sito che citi e che ho visitato "in punta di piedi". Anche per me è stato bello ritrovarti, in una occasione di festa per tutti. Un abbraccio, Rossana.

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