Il cammino della filosofia e il valore conoscitivo e filosofico della poesia.
Post di Rosario Grillo
Immagini delle stampe dipinte dal pittore giapponese Ohara Koson (1877-1945), con riferimento alla simbologia occidentale e orientale.
![]() |
Ohara Koson, Civetta [simbolo della conoscenza] e fiori di ciliegio [simbolo di bellezza e caducità] |
Conoscenza,
lo ricordo, è laboratorio complesso e composito: percezione ed appercezione ne
fanno parte (includo nella percezione i multiformi rivoli della sensazione).
È
occorsa una querelle culturale prolungata, dalla fine dell’Ottocento a gran
parte del Novecento, per dismettere la convinzione della primazia
incondizionata della ragion pura, e in versione speculativa (Hegel) e in version
scientista (Positivismo), mentre, per certi versi, si è aperta una “quaestio” con il “pensiero debole”, tacciato di comprimere un po’ troppo il potenziale
della ragione.
Insieme
a questo si è parlato di “morte della filosofia”.
Le
acque, adesso, si sono calmate.
Nel
frattempo la società ha conosciuto disgregazioni, sfilacciamenti e ”liquidità. Seguendo
la mia inclinazione, suffragata da certe letture e dall’interesse per la
Mistica, ritengo che il Vuoto possa, comunque,essere fomento di
Rigenerazione. (1)
Le
ideologie, sottoposte a processo, hanno ceduto le armi e ….spesso ci si trova
davanti ad un Vuoto.
![]() |
Ohara Koson, Uccello canoro e fior di loto [simbolo di purezza, bellezza e consapevolezza] |
La
poesia è un superbo frutto di sensibilità.
Per
questa ragione, tra i filosofi, qualcuno si è rivolto ad essa, indicandola
come la più “genuina” espressione filosofica (vedi ultimo Heidegger).
Già
Hölderlin aveva anticipato tale fusione, “poetando con filosofia”.
Non
mancano, del resto, nel nostro Leopardi, poesie di puro sapore filosofico o
“mistioni di prosa e filosofia”, sia nelle Operette Morali sia nello
Zibaldone.
Senza
tirarla per le lunghe, voglio argomentare le proprietà del “pensiero
contemplativo”, rimedio insuperabile nel cammino di distacco dai vizi e/o
difetti dello “scire per causas”, metodica che è prediletta dalla scienza
asservita a fini produttivi.
Disinteresse
e meraviglia, virtù del pensiero puro, innalzate da Aristotele al ruolo di
fondamento del filosofare (2), vengono accontonati e sostituiti da: interesse,
utile, prestazione, lavoro per scopi, funzionalità.
Come
ho già avuto modo di dire, in tale contesto il lavoro perde ogni requisito di
“gratuità”, di autonoma scelta.
Risulta
molto lontano dal fondamento stimolatore di “libertà e creatività” inseguito
da Marx (3).
![]() |
Ohara Koson, Oche bianche [simbolo di vigilanza e solidarietà] in volo e luna piena |
L’etimologia
mette, inoltre, in evidenza il luogo: templum, per eccellenza adibito al sapere.
No,
non si tratta del “sapere castale”, rinchiuso nel suo indìce elitario!
È, invece, il sapere più vicino a Dio, staccato da contingenza e precarietà, puro e libero.
Insisto
acché si consideri questa cifra della libertà.
Libertà
di, non libertà da.
In
questa misura, padrona del tempo e dello spazio, indugiante, in armonia con la Natura.
Una
natura, non più strumento, ma complemento: ambito della Totalità (Hölderlin),
la Natura-Spirito del migliore idealismo (Schelling).
In
essa, possiamo, con Kant, celebrare la bellezza di un fiore, forte della sua
indisturbata libertà (5).
Nella
“meditatio” del pensiero contemplativo possiamo ritrovare l’attenzione evidenziato da Simone
Weil, ritroviamo i sensi aperti all’ascolto del “respiro della Natura”, a tutti
i suoi segreti moti, ritroviamo lo spirito all’unisono con il Divino,
ritroviamo la calma e la creatività (6).
🌟 Note.
1. Vedi qui.
2. Proteptikon e Metafisica di Aristot
3. Confronta soprattutto il pensiero giovanile di Marx, banco di prova del suo “umanesimo”.
4. Vedi R. Owen, Fourier.
5. “un fiore, per esempio un tulipano, è ritenuto bello, perché nella sua percezione si nota una certa finalità, che, per quanto possiamo giudicarne, non si riferi-sce ad alcuno scopo.” da Critica del Giudizio, citato qui.
6. Ancora una volta rimando alla lettura del libro di Byung-Chul Han, Il profumo del tempo. In particolare l’ultimo capitolo. Confesso che per me è questo di grande ristoro.
![]() |
Ohara Koson, Girasole [simbolo di gioia e amore] e farfalla [simbolo di giovinezza e leggerezza] |
2. Proteptikon e Metafisica di Aristot
3. Confronta soprattutto il pensiero giovanile di Marx, banco di prova del suo “umanesimo”.
4. Vedi R. Owen, Fourier.
5. “un fiore, per esempio un tulipano, è ritenuto bello, perché nella sua percezione si nota una certa finalità, che, per quanto possiamo giudicarne, non si riferi-sce ad alcuno scopo.” da Critica del Giudizio, citato qui.
6. Ancora una volta rimando alla lettura del libro di Byung-Chul Han, Il profumo del tempo. In particolare l’ultimo capitolo. Confesso che per me è questo di grande ristoro.
La filosofia, a molti, appare disciplina arida ed astratta.
RispondiEliminaL’astrazione, molto spesso, si spiega con il rigore della teoresi.
Ma, quando si affianca alla ragione il sentimento, con tutta la sua ricchezza....allora ecco : la concretezza, ecco la poesia!
Niente fretta, niente agitazione : serenità e contemplazione.
Il pensiero si mette in ascolto del Divino!
Rossana ha arricchito il post con bellissime stampe, evidenziando due aspetti : - il rapporto fondamentale tra Oriente ed Occidente; - la Natura rivelatrice di poesia. Grazie Rossana🌹
La parola della poesia non solo suggerisce ed interpreta ciò che il logos attesta, ma va oltre, come ci ricorda Pascal. Filosofia e poesia sono momento festivo dell’èsprit de finesse, in rapporto biunivoco e circolare: insieme infondono fantasia, immaginazione, creatività, speranza di riconciliazione. Nella loro autonomia e diversità aprono squarci di luce, interpretano sentimenti diffusi, esercitano l’arte maieutica, si pongono a servizio della comunità, assolvendo una funzione educativa e formativa senza presunzione, senza atteggiarsi a maestri di nessuno. Soprattutto richiamano la bellezza (“tutto ciò che, senza essere utile a qualcosa, si raccomanda da sé, talché nessuno chiede a che cosa serve. Questo bello nel più ampio senso del termine comprende natura e arte, costumi, usi, azioni, opere e tutto ciò che partecipa se stesso e che nel momento in cui viene partecipato appartiene a tutti”) ed annunciano che anche oggi è possibile incontrare volti non anonimi, tendere mani per insieme sperare.
RispondiEliminaGrazie Gian Maria ! Il tuo commento è ad integrazione e si sofferma opportunamente sulla Gratuità ( le pagine di Kant della Critica del giudizio restano memorabili!) , mentre stimola ed invita alla Bellezza.🙏👌🌈
RispondiElimina