Un libro che apre sentieri per ripensare la politica oggi.
Post di Rossana Rolando.
“... non è nella profondità che si annega,
è nella superficialità”.
“... non è nella profondità che si annega,
è nella superficialità”.
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Luciano Manicardi, Spiritualità e politica, (immagine di copertina: Nicolas de Staël, Antibes, la torre) |
Appunto, “sarebbe bello”: un
condizionale che accompagna tutta la lettura e pone in bilico sul filo di un
crinale.
Da una parte si può pensare che – quello
descritto nelle brevi e appassionate 80 pagine – sia il volto impossibile della
politica, un sogno irrealizzabile, un ideale troppo alto. Dall’altra parte si
può avvertire il fascino di una visione di uomo e di comunità che dovrebbe
poter orientare inediti percorsi e aprire nuovi orizzonti: “L’immaginazione
pensa e dà forma, almeno mentale, a ciò che non c’è ancora. Il ‘non ancora’ è
proprio dell’immaginazione”².
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Spiritualità e politica, a cura di Luigina Mortari, contenente il saggio di Luciano Manicardi |
Rimane tuttavia problematico il modo in
cui attraversare il nostro tempo frammentato, atomizzato, ripiegato, confuso, per
giungere ad un mondo “giusto e sensato”, in cui si sappia davvero che cosa è
bene volere: “Il problema non è che la gente sia troppo egoista, ma che non sa
amare se stessa; non è che si occupi del proprio interesse, ma che non si
occupi abbastanza dell’interesse del suo vero io che in verità non conosce”⁴.
Certo l’anello tra il reale e il
possibile, tra il presente e il futuro è sempre culturale, perché “alla radice
di una cattiva politica vi è una cattiva cultura”. Ma il problema è proprio
questo: come costruire una cultura alternativa? Quali i luoghi di questa
costruzione? Quali i riferimenti di una diversa educazione? Quale ruolo può
avere la scuola?
Su questi interrogativi mi fermo.
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Luciano Manicardi, Memoria del limite |
✴️ Che cosa si intende per “spirituale”?
✴️ Che cosa indica il termine “politica”?
La categoria dello spirituale viene
assunta nel significato laico e filosofico - ripreso da Hannah Arendt - di
“dialogo silenzioso tra sé e sé”, di luogo interiore in cui si decide del senso
dell’esistenza individuale e sociale, di invisibile fondamento del valore delle
proprie scelte. Spirituale è quello spazio che conferisce profondità al vivere,
dà unità e spessore alle parole, giudica continuamente il proprio agire, in uno
sdoppiamento interiore che dà forma alla coscienza.
“Coltivare l’interiorità è il primo
passo per la costruzione e per la partecipazione feconda alla vita della polis,
perché luogo dove si forgia la libertà, dove si elabora la convinzione che
conduce a scelte e decisioni, dove matura la forza di dire no, dove si pensa
l’oggi e si immagina il futuro”⁵.
E ai temi dell’immaginazione, della
creatività, del coraggio, visti come atteggiamenti fondamentali per la
costruzione della convivenza responsabile, sono dedicate pagine intense e
ricche di risonanze poetiche.
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Luciano Manicardi, Conoscersi, osare, decidere (opuscolo) |
Ma che cos’è la politica?
Manicardi la descrive come spazio
comune, terra del “noi”, in cui si sta “con” gli altri e si è “per” gli altri, responsabili
dinanzi alle generazioni di oggi e di domani⁷.
E’ il luogo della parola che fonda le
società democratiche e regola i rapporti tra gli uomini. Una parola nutrita di
verità, parresía e coerenza, capace di conservare - e non tradire - i vincoli
della pubblica società⁸.
E’ il desiderio di comunità, in cui
l’uomo cerca di vincere il limite della morte, realizzando un bene comune che
va oltre la propria individualità⁹.
E’ la sapienza del tempo, perché rifiuta
la logica dell’immediatezza, dell’esibizione, della vanità e lavora invece pazientemente,
senza fretta: “La politica consiste in un lento e tenace superamento di dure difficoltà,
da compiersi con passione e discernimento al tempo stesso”¹⁰ (Max Weber).
Note.
1. Luciano Manicardi, Spiritualità
e politica, Qiqajon, Bose (Bi) 2019.
2. Ibidem, pp. 30-31.
3. Ibidem, pp. 9; 79.
4. Ibidem, pp. 80; 13.
5. Ibidem, pp. 8-9.
6. Ibidem, p. 9.
7. Cfr. ibidem, p. 7.
8. Cfr. ibidem, p. 49
9. Cfr. ibidem, pp. 65-70.
10. Ibidem, p. 78.
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Intervista a Radio Vaticana del 25 ottobre 2019.
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Chiarissimo il tuo post, cara Rossana, e sempre lucidissimo Manicardi, soprattutto nel discorso sulla necessità di coltivare l'interiorità in un mondo in cui siamo costantemente "gettati fuori" da noi stessi. Mi sembra un richiamo fondamentale per tutti a cominciare dagli educatori, per sollecitare nei giovani la nascita di quel "dialogo silenzioso tra sè e sè" che hai citato, senza il quale non ci si può illudere di costruire una società nuova.
RispondiEliminaGrazie di cuore!
Il grande pregio di questo piccolo libro è riposto anche nella ricorrenza di bagliori improvvisi. Per esempio questo (che sarebbe così importante per i giovani e non solo): "La concentrazione è capacità di essere in ciò che si fa: e questa è una delle attitudini su cui riposa anche l'autorevolezza della persona" (pp. 35-36). Ciao, un abbraccio.
EliminaGrazie! Mi pare essenziale il richiamo a "coltivare l'interiorità" non al fine di un egoistico rinchiudersi in se stessi ed osservare il naufragio che avviene fuori, ma per entrare più a dentro la realtà e migliorare le relazioni nella e per la polis comune.
RispondiEliminaE' proprio così: nessun ripiegamento intimistico, nessuna fuga dal reale e dalla responsabilità... Un caro saluto.
EliminaUn cumulo di problemi vengono richiamati : etica dell’individuo, costume sociale, stanchezza culturale, violenza del linguaggio, inadeguatezza della scuola. Uno, fra tutti, li sovrasta: quale ruolo assegnare all’immaginazione?
RispondiEliminaTanta filosofia del ‘900 la ha relegata al solo compito gnoseologico, il più delle volte per liberarsene come intralcio, visto che si perde dietro ad inganni sensibili. Ed invece, qui, in linea con una certa linea di pensiero, La si riconosce piena di risorse creative, in grado di esplorare il” possibile “ e consegnare al laboratorio politico l’utopia, laddove utopia comporta ideale. Quindi l’immaginazione partecipa dello Spirituale...
La “ novità “ ( intendo novità per l’andazzo odierno dove la politica si impasta con “ materia scadente discendente da basse passioni ) è che La si presenta come viatico di “ nuova politica “, attenta alla “ casa comune”, alla relazione, alla “ temperata felicità “.
Grande richiamo, Rossana! 🍀
Credo tu abbia proprio colto nel segno. Le pagine sulla immaginazione cominciano così: "L'immaginazione è facoltà che ha goduto di poca stima...".
RispondiEliminaEppure, per Manicardi, essa è la facoltà dell'invenzione poetica e letteraria, temuta dai regimi totalitari, in quanto "forza di non arrendersi al reale", "capacità di tenersi in vita nutrendo una speranza, tenendo viva una piccola luce anche nel buio più pesto" (p. 29).
Grazie, come sempre, caro Rosario.
Grazie della segnalazione. Vedrò di leggere il testo. Un abbraccio e buon tutto.
RispondiEliminaUn abbraccio anche a te! Buona giornata.
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