Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Aggiungimi su Google+ Seguici tramite mail

Iscriviti alla nostra newsletter!

lunedì 15 luglio 2024

Ai miei studenti. Che cos'è la gratitudine?

Post di Rossana Rolando.
Immagini e dipinti di Stefano Nava (qui il sito)
 
 “Ai miei studenti.
 E anche a tutti quelli che imparano
 o già esercitano il mestiere di Socrate”
(Dedica che faccio mia, da Roberta De Monticelli).

Stefano Nava, Legami
Come ormai non mi capitava da alcuni anni, al termine del percorso liceale classico, alcune alunne particolarmente sensibili e coinvolte nelle discipline filosofico storiche mi hanno espresso la loro gratitudine attraverso lettere, messaggi, gesti di vario tipo. La commozione che ha accompagnato questi momenti è stata per me molto intensa. Che l’impegno, la passione, il desiderio di  una comunicazione profonda - sulla vita, su ciò che davvero vale, sulla bellezza della conoscenza, sul dono reciproco dell’insegnare e dell’imparare - siano colti da giovani menti, tra i mille frastuoni del tempo in cui viviamo, è cosa niente affatto scontata, degna di meraviglia.
 
Che cos’è la gratitudine? In concomitanza con questi eventi, ho terminato la lettura dell’importante e appassionato libro di Roberta De Monticelli, Il dono dei vincoli. Per leggere Husserl.¹ L’introduzione alla comprensione autentica del grande filosofo di area tedesca, di origine ebraica, vissuto nel periodo terribile del nazismo, si traduce anche nell’invito a renderlo vivo, cercando di fare filosofia secondo il suo metodo, detto fenomenologico.

venerdì 12 luglio 2024

Settimane sociali triestine.

Post di Rosario Grillo.
 
Settimana sociale dei cattolici
La settimana sociale della Chiesa, che ha una ricorrenza pluriennale, si sta tenendo quest’anno a Trieste con un entusiasmo ed una partecipazione notevoli. Purtroppo, a dirla tutta, senza una cassa di risonanza adeguata dentro “il teatrino dell’informazione italiana”. Eppure, il tema che è sotto esame è: “al cuore della democrazia”.
 
💥 Una microstoria
La Chiesa cattolica ha cominciato ad organizzare le settimane sociali a partire dal 1907, con la guida di Giuseppe Toniolo, sulla scia della stagione aperta dall’enciclica Rerum novarum di Leone XIII. Fu quindi momento del costituendo impegno politico dei cattolici, dopo aver raccolto l’esperienza compiuta dall’Opera dei congressi, disponendosi al superamento della scissione tra “cattolici transigenti” e “cattolici intransigenti”.
Le anime poco armoniche del movimento cattolico avrebbero provocato diverse interruzioni, prima che il totalitarismo fascista, negli anni trenta, portasse ad un lungo silenzio. Il riavvio avverrà quindi nel dopoguerra, intrecciandosi con le problematiche della ricostruzione. Già determinante, attraverso ispirati esponenti politici (La Pira, Dossetti, Moro), fu, però, il contributo portato alla Costituzione repubblicana, imperniato sul principio del Personalismo. Era l’avvio di un “fermento” che, per i lati teologico ed ecclesiologico, avrebbe dato i primi frutti nel Concilio Vaticano II.

venerdì 5 luglio 2024

Il Novecento.

Post di Rossana Rolando.
 
Kandinskij, Diseguale, 1932
L'impresa volta a ricercare un'immagine del Novecento ovvero un'idea capace di connotare il XX secolo è stata già tentata in vari modi. L'operazione non è nuova. Per quanto si tratti certamente di semplificazioni manualistiche, entrate nell’uso comune, ci sono congiunzioni concettuali che aiutano a comprendere schematicamente un clima storico e culturale. Per esempio, è condivisa l’associazione tra Seicento e Rivoluzione scientifica, tra Settecento e idea di ragione, tra Ottocento e riflessione sul significato e il senso della storia.
Potremmo dunque chiederci: il Novecento filosofico, letterario, artistico, scientifico… può essere contrassegnato da una qualche possibile chiave interpretativa? Che cosa caratterizza, da un punto di vista culturale e filosofico, il XX secolo? C’è un filo rosso che può connotare il Novecento in modo peculiare? 

sabato 29 giugno 2024

Concordismo.

Post di Rosario Grillo
 
K.F.Schinkel, Scenografia Flauto Magico di Mozart, 1815

Dichiaro da subito che mi propongo un obiettivo difficile. Mentre tutt’intorno si registra l’invito allo scontro, in nome dell’identità esclusiva, cercherò di assumere a modello la tesi del “concordismo”, senza indulgere al sincretismo, mettendo ben in vista l’unità sostanziale.
L’Uno che non esclude i “molti”, l’Uno che nella Trinità mette in moto la relazione e la vivifica. Una conferma viene dalla proposizione esplicita del Dio unico, ispiratrice del papato bergogliano, sulla falsariga del poverello di Assisi: memento per questo verso.
Al nostro scopo serve costruire un ponte che collega l’Umanesimo al nostro presente. (1) Nel primo, epoca di rinnovamento con travaglio, in parecchi lavorarono sul programma del de pace fidei; nel nostro presente si evidenzia invece una pericolosa china all’utilizzo dell’arma bellica, ritenendola risolutiva del fenomeno della disarticolazione geopolitica e dell’enorme problema migratorio. Argine a questa deriva: l’instancabile azione di Papa Francesco, che ha messo un punto fermo nell’incontro di Abu Dhabi.

domenica 23 giugno 2024

Riscoprire il Liceo Classico.

Post di Gian Maria Zavattaro
Illustrazioni di Marco Somà, al libro di Luca Tortolini dal titolo Che cos'è la scuola, ed. Terre di Mezzo (qui il sito instagram)
 
Marco Somà, illustrazione in Che cos'è la scuola
In occasione dei 150 anni del Liceo Classico di Biella.  
La scuola dovrebbe avere sempre come suo fine che i giovani ne escano con personalità armoniosa, non ridotti a specialisti. Lo sviluppo dell'attitudine a pensare e giudicare autonomamente dovrebbe  sempre essere al primo posto, e non l’acquisizione di conoscenze specializzate.(A.Einstein)
 
Ho esercitato il servizio di preside del Liceo Classico di Biella dal 1991 al 2002. L’intervento che gentilmente mi è stato richiesto non vuole essere un panegirico farcito di convenzionali flatus vocis: non credo interessi a nessuno. L’anniversario del Liceo - circostanza gioiosa irripetibile doverosa - dovrebbe piuttosto a mio avviso far pensare: suggerire di cogliere l’occasione per andare innanzi (lat. pro-cedere) nella consapevolezza che “la scuola è un laboratorio che anticipa ciò che dovrebbe essere nel futuro la collettività” (Papa Francesco).
 
Per Prima Cosa intendo unirmi idealmente a tutte le generazioni e persone che hanno vissuto, in modi e ruoli diversi, la storia del Liceo dall’inizio ad oggi. Sono tutti i presidi, i docenti e non docenti, alunni e alunne, le famiglie nel susseguirsi di generazioni accomunate dall’insegnare-imparare. Sono l’impegno dei dirigenti, la passione dei docenti, la dedizione dei non docenti, i sogni degli studenti, nel quotidiano travaglio di tutte le componenti - donne e uomini, giovani e non giovani - con le loro gioie, speranze e frustrazioni, mediocrità ed eccellenze, successi e sofferenze, illusioni e delusioni, libertà e servilismi che sono i vissuti di ieri e di oggi.
E poi intendo raccontare come penso debba continuare ad ardere l’anima del Liceo Classico biellese, emblema dell’anima di tutti i licei d’Italia. Vuol dire raccontare la sfida nuova-antica che ogni giorno affrontavano ed affrontano i docenti, gli studenti, le famiglie: il Liceo è capace di “educare” ed essere “luogo” di autentiche relazioni e di cultura?

mercoledì 12 giugno 2024

Rimanere vicino alla gioia.

Post di Rossana Rolando.
Immagini dei dipinti di Hilma af Klint, pittrice svedese vissuta tra il 1862 e il 1944.
 
Hilma af Klint, Evoluzione
💥 L’indizio della gioia. Coloro che cercano il significato della vita e indagano sul destino dell’uomo devono sapere che la natura avverte con un segno preciso, suggerendo – di volta in volta – che la meta è raggiunta: questo segno è la gioia.
E’ la tesi sostenuta da Henri Bergson, nella sua conferenza dal titolo La coscienza e la vita.¹ Essa porta con sé, implicitamente, alcune convinzioni niente affatto scontate: la prima riguarda l’affermazione secondo cui la vita non sarebbe un caos privo di senso, un susseguirsi frammentario di stati mentali e corporei senza alcun orientamento; la seconda stabilisce un legame tra la giusta direzione e il segno che la confermerebbe ovvero la gioia.
Come dire: quando la gioia è nell’animo o qualcosa procura gioia, allora si può essere sicuri di camminare verso la meta, quella per cui l’uomo è fatto, il suo senso e il suo destino.
 
💥 Piacere e gioia. 
Bergson si premura subito di operare la distinzione necessaria tra piacere e gioia, due stati d’animo ben diversi, i cui scopi sono differenti. Il primo è funzionale alla conservazione della vita, il secondo indica la direzione verso cui è lanciata la vita: “la gioia annuncia sempre che la vita ha avuto successo, che ha guadagnato terreno, che ha riportato una vittoria: ogni grande gioia ha un tono trionfale”.²

venerdì 7 giugno 2024

Con la democrazia, la pace.

Post di Rosario Grillo.
 
Laika, Viale Casto Pretorio, Roma
Si può dire che la democrazia sta vivendo una condizione di abulia?
“Chi la vive quotidianamente dovrebbe sentirla come un impegno permanente poiché, nonostante la tranquillità di spirito che il vivere libero e civile infonde, la democrazia può sempre decadere: perché le sue procedure e le sue istituzioni non sono come un pilota automatico”: così scrivono Nadia Urbinati e Gabriele Pedullà in Democrazia afascista. La fatidica partecipazione, costituita di impegno e passione per la libertà e la giustizia, sotto certi versi minacciata da “giochi di Palazzo” (1), è seriamente pericolante.
Indubbiamente si deve anche mettere in conto la corrente transizione del potere decisionale agli organi più in sintonia con l’asse della globalizzazione. Nonostante i disperati colpi di coda degli Stati nazionali.
Sale in primo piano, perciò, la responsabilità che sta in capo ad organizzazioni come l’Unione europea. Rimangono scolpiti nella pietra i principi concepiti nel Manifesto di Ventotene, vivificati poi dalla pratica politica di Schuman De Gasperi Monnet. Essi richiedono la democrazia in rinnovata confezione, fondamento di convivenza e presidio di incrollabile libertà.
Oggi, alle soglie delle elezioni europee, invece, non si può non rimanere interdetti davanti all’ultima stagione della gestione delle “cose europee” e non farsi domande sulle implicazioni di certe scelte compiute (2).

giovedì 30 maggio 2024

Come vogliamo diventi Albenga?

Post di Gian Maria Zavattaro
Fotografie di Rossana Rolando.

Albenga, Municipio
“Può darsi che non siate responsabili della situazione in cui vi trovate,  ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla” (M. L. King).

Chi mente abolisce la società (I. Kant).

Il contesto locale regionale nazionale europeo mondiale, a dir poco inquietante, delle elezioni comunali ed europee rischia di spingerci ad un disincantato pessimismo, aggravato dal diffondersi di un inverecondo irrespirabile clima di reciproca ostilità (l'altro come nemico, bugiardo...), di martellanti  accuse, di grossolana, per non dire faziosa, aggressività che ci avviliscono e stupiscono, anche da parte di persone di provata stima e rispetto. Eppure, a ben vedere, proprio questa difficile temperie dovrebbe invece spronare ognuno di noi a non rinunciare alla speranza di un corale cammino di rinascita. Le elezioni comunali ne dovrebbero essere la cartina di tornasole: microcosmo che ricapitola il macrocosmo.
Come tutti i cittadini ingauni pensanti, mia moglie ed io vogliamo consapevolmente scegliere, liberi da ogni seduzione. Proprio per questo - come tantissimi altri cittadini pensanti - ci siamo districati tra promesse ed accuse, guardando oltre le apparenze, prendendo atto della varia scelta delle urgenze da affrontare, dei problemi da risolvere, dei nodi essenziali del territorio da sciogliere, condividendo o meno molteplici aspetti.

mercoledì 22 maggio 2024

Kant, Sogni di un visionario... Guida alla lettura.

Post di Rossana Rolando.

Emiliano Bruzzone, Immanuel Kant

Guida alla lettura dei 

Sogni di un visionario chiariti con sogni della metafisica

di Immanuel Kant*

(1766)

Prefazione.

· Kant inizia il suo scritto sostenendo che “il regno delle ombre è il paradiso dei sognatori”. Su queste province invisibili dell’aldilà, di cui la Chiesa di Roma ha le chiavi per spalancare le porte, si aprono contemporaneamente le casse del mondo presente [si ricordi la posizione luterana, nei confronti della Chiesa cattolica]. Kant, quindi, insinua ironicamente il sospetto che le dottrine sull’aldilà nascano da ben precisi vantaggi di arricchimento da parte dei poteri religiosi. Ma la domanda, posta subito dopo, riguarda gli altri contesti in cui emergono illusioni e chimere, relative ad un presunto mondo di spiriti, anche laddove non si riscontrano vantaggi economici: nei racconti della mentalità comune o nell’atteggiamento filosofico che appare incerto di fronte alle testimonianze di presunte apparizioni di spiriti.

· Kant ritiene, però, che non credere nulla – relativamente alle suddette visioni di spiriti -, senza offrire alcun tipo di confutazione, sia un pregiudizio altrettanto sciocco quanto credere tutto, senza sottoporlo ad esame. Dunque, per evitare il primo pregiudizio, lo stesso Kant dichiara di essersi lasciato trascinare, dalla parte del secondo, mettendosi ad indagare la verità di alcuni racconti.

· Afferma, quindi, di non aver trovato nulla (perché non c’era nulla da cercare) e sostiene che la comunicazione di questo risultato è già un motivo per scrivere il presente saggio. Ma ci sono altre due ragioni per esporre l’esito delle sue indagini: la prima data dalla sollecitazione di amici che hanno chiesto il suo parere, la seconda dalla spesa fatta per comprare il grosso libro del visionario Swedenborg e, anche peggio, dalla fatica impiegata per leggerlo, che non poteva essere semplicemente perduta, senza frutto alcuno.

· Con questa conclusione si è così giustificata la scrittura di un testo di cui – dice ancora Kant, con sorridente arguzia – il lettore non capirà la parte principale [dogmatica], non crederà la parte storica, e il rimanente deriderà.