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domenica 30 agosto 2015

Auguri a tutti i docenti. Con Gennaro Vallifuoco.


...la gente non crede a chi non ama…
(Don Lorenzo Milani)

La gente non crede 
a chi non ama... 
(Gennaro Vallifuoco, 
L'innamorato 2010 
omaggio 
a Marcel Marceau)

Auguro a tutti i docenti
la gioiosa e sofferta avventura di:
  • insegnare (Insĭgnare, imprimere segni nella mente e nel cuore) ed educare (ex-ducere, condurre fuori dalla frammentazione, dal  caos, dall’insignificanza)
Auguro di...

martedì 25 agosto 2015

Auguri a tutti gli studenti. Con G. Vallifuoco.

...vola solo chi osa farlo...
Volare mi fa paura...
Quando succederà, io sarò accanto a te...
(L. Sepúlveda, Storia di una gabbianella 
e del gatto che le insegnò a volare)

... vola solo chi osa farlo... 
(Gennaro Vallifuoco, 
Gli acrobati)

A te che inizi un nuovo anno auguro …

  • di vivere quell’ora di lezione che ti aiuterà a diventare quel che vorrai diventare
  • di esser pronto a “mescolare” le pagine di un libro alla tua vita
  • di  emozionarti di fronte a una poesia, a un brano musicale, a un dipinto
  • di avere tempo per interrogare, capire, decifrare, pensare e sognare
  • di aprire l’intelligenza e il cuore a tutti gli incontri e le conoscenze

martedì 18 agosto 2015

Un pensiero mattutino con Giorgio Caproni e Odilon Redon. La ragione.


Post a cura di Rossana Rolando.
Nel mondo simbolico di
Odilon Redon, Ragno che piange
... e coloratissimo 
(Odilon Redon, Nuvola di fiori)
“Per quanto tu ragioni, c’è sempre un topo – un fiore – a scombinare la logica. Direi che tutto nel tuo ragionamento è perfetto, se non avessi davanti questo prato di trifoglio. E sarei anche d’accordo con te, se nella mente non mi bruciasse (se non mi bruciasse la mente – con dolcezza) quest’odore di tannino che viene dalla segheria sotto la pioggia: quest’odore di tronchi sbucciati (d’alba e d’alburno), e non ci fosse il fresco delle foglie bagnate come tanti lunghi occhi, e il persistente (ma sempre più sbiadito) blu della notte” 
(Giorgio Caproni, Poesie 1932-1986).
 Questo inserto di Caproni mi colpisce sempre...

sabato 15 agosto 2015

Itinerari francescani... e non solo. Tempo di vacanza.

Le nostre vacanze...
 Una figura che affascina ancora...
(San Francesco 
nell'illustrazione di Urša Skoberne)
Una volta san Francesco, sul fare della notte, giunse a casa di un signore ricco e potente che lo accolse con amicizia e gli offrì del buon cibo. Francesco riconobbe in lui tanta cortesia e pensò: “Quest’uomo sarebbe adatto a venire con noi, perché grato a Dio e amorevole verso i poveri. Pregherò il Signore che gli metta nell’animo questo desiderio”. 

martedì 11 agosto 2015

Il sogno di Romena. Incontro con don Luigi Verdi.


Riflessioni di Rossana Rolando.

Un incontro... 
(Romena, figura dell'abbraccio)

Tempore famis si legge nell’abaco del primo capitello a sinistra,
accanto alla data in caratteri romani, MCLII, 1152.
Tempore famis cioè tempo di fame, di carestia.
In un momento di grave disagio,
la popolazione offriva al divino
tutto il meglio della propria creatività
per far cessare le tribolazioni.
La crisi diventava così strumento di riscatto,
di valorizzazione delle proprie potenzialità”
(dal sito della fratermità di Romena.).
La pieve di San Pietro a Romena, 
Pratovecchio, Toscana
Arriviamo a Romena. E’ la prima volta. Una mattina di agosto. Il sole inonda l’abside della pieve preceduto dal bagliore dei girasoli. Entriamo. Musica appena sussurrata, bellezza spoglia ed essenziale del romanico...

sabato 8 agosto 2015

Un pensiero mattutino, con Bauman in vignetta. Interdipendenza.

Interdipendenza ...
“Interdipendenza significa che non possiamo più separarci dagli altri, siano essi stranieri, credenti in altra fede rispetto alla nostra oppure sostenitori di modi diversi di vivere; essi non sono lontani o sull’altra sponda rispetto a un confine controllato da qualche guardiano, ma si trovano in mezzo a noi, li incontriamo ogni giorno sul lavoro, nelle scuole frequentate dai nostri figli, nelle strade dove viviamo. La diversità umana ci è accanto, anche nei posti più vicini. Imparare a praticare l’arte del dialogo dovrebbe essere una delle scelte da inserire tra i compiti più urgenti con i quali dobbiamo confrontarci. L’alternativa al prenderci in carico gli uni gli altri è spararci a vicenda” (Zygmunt Bauman, intervistato da Avvenire il 20.10.14).
... non possiamo più 
separarci 
dagli altri ...
Una breve riflessione sull’intervista pubblicata da l’Avvenire (in occasione della presentazione del saggio Conversazioni su Dio e l’uomo (Laterza, 2014, pp.176, dialogo con il teologo polacco Stanislaw Obirek). In essa Bauman - esplicitamente riferendosi alla convinzione cara a papa Francesco che  “la verità è un incontro” - ribadisce con forza che  “la verità abita negli incontri umani e non ha altro posto in cui manifestarsi”.


mercoledì 5 agosto 2015

Un pensiero mattutino, con Carl Rogers e l'immagine del pesce. Riassumere i pensieri di un altro.


“ogni persona non può parlare francamente per difendere le proprie idee che dopo aver riesposto le idee ed i sentimenti della persona che ha parlato prima di lei, esattamente e con piena soddisfazione di quest’ultima… Vedreste che cosa ciò significherebbe. Significherebbe semplicemente che prima di esprimere il vostro punto di vista, sarebbe necessario assimilare il quadro di riferimento dell’altra persona, comprendere i suoi pensieri ed i suoi sentimenti sino al punto di riassumerli in vece sua. Ciò sembra facile e semplice, non è vero? Ma se farete questo tentativo, scoprirete che è una delle cose più difficili che abbiate mai tentato di fare. Tuttavia quando sarete stati capaci di vedere il punto di vista dell’altro i vostri ulteriori commenti dovranno essere rivisti radicalmente” (CARL ROGERS).
Caro Carl, temo  che Lei abbia ragione...
Ognuno ha il suo mondo 
(come questo pesce 
che vive nella sua ampolla).

domenica 2 agosto 2015

Un pensiero mattutino, con E. Mounier e L. Spilliaert. Alla luce attraverso la notte.


La vicenda umana 
tra piccolezza e grandezza 
(Léon Spilliaert, 
Spiaggia con persone)
Il tempo spirituale è fatto di salti violenti, di crisi e di notti interrotte da rari istanti di pienezza e di pace. Assomiglia al tempo del poeta, che non a quello dell’ingegnere.