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domenica 2 agosto 2015

Un pensiero mattutino, con E. Mounier e L. Spilliaert. Alla luce attraverso la notte.


La vicenda umana 
tra piccolezza e grandezza 
(Léon Spilliaert, 
Spiaggia con persone)
Il tempo spirituale è fatto di salti violenti, di crisi e di notti interrotte da rari istanti di pienezza e di pace. Assomiglia al tempo del poeta, che non a quello dell’ingegnere. 

Si potrebbe  scrivere sul suo frontale: alla certezza attraverso l’ambiguità,  alla gioia attraverso la desolazione, alla luce attraverso la notte (E. Mounier, L'avventura cristiana).


Notte-luce 
(Léon Spilliaert, 
La bagnante)
Ambiguità-certezza, desolazione-gioia, notte-luce: sono la plenitudine del nostro “tempo spirituale”. Penso alle tante notti dell’esistenza di innumerevoli persone, all’angoscia della loro desolazione, all’opacità e  aridità del loro deserto, chiuse tra muri invisibili, senza volti né voci.

Le notti dell'esistenza 
(Léon Spilliaert, 
Giardino pubblico)
Non è solo la storia personale di tanti uomini e donne. E' - in qualche misura - la condizione di tutti: è l'esperienza che rende manifesto a ciascuno il proprio radicarsi in un fondo di inerzia. Da lì provengono le energie  distruttive, intime al nostro essere (per alcuni legate al prevalere di thanatos, per me credente anche e soprattutto legate al “peccato” e non solo a quello “originale”...), forze potenti e prepotenti  di inimicizia, divisione, disfacimento.
Ma è soprattutto quando muoiono le persone amate, e si vive la loro scomparsa come una perdita irreparabile, che il tempo spirituale dell’amore e della libertà pare sconfitto, perché ciò che dà senso e valore alla vita, alla mia alla nostra vita, non è più.

Il tempo spirituale 
(Léon Spilliaert, 
Vertigine)
Eppure il mistero terrificante della libertà dell’uomo, che ben conosce le profondità demoniache della vita, porta in sé il senso della speranza che non teme il confronto con il male ed il più acerbo dolore. “La speranza – è sempre Mounier -  fa credito, dà tempo, offre spazio alla esperienza in corso. E’ il senso dell’avventura aperta”. 
 
L'apertura verso il futuro 
(Léon Spilliaert, 
Giovane donna 
appoggiata al parapetto)
Passaggi obbligati per ogni esistenza autentica, banchi di prova ineliminabili per il tempo spirituale. Anche per me, inquieto credente, il mistero del male e del dolore fenomenicamente inutile è il più tragico - ed insieme il più decisivo - dei paradossi, quello per cui “terribile è la salvezza di Dio”: Dio che salva (salvare dal latino “servare”, conservare) conserva non annulla, assume su di sé la sofferenza e il non senso anziché svuotarli, perché tanto più la sofferenza è insensata e perciò atroce tanto più chiede di essere ricordata in quanto tale e di non essere tradita, sublimata, rimossa. Perché giungerà l’ora in cui non senso e dolore riveleranno il loro volto nascosto e comprenderemo …

Léon Spilliaert è un pittore belga vissuto tra il 1881 e il 1946 la cui opera, intessuta di inquietudine e silenzio, si pone tra Simbolismo ed Espressionismo. Il video che proponiamo presenta una rapida rassegna dei suoi dipinti, ben congegnata nell'armonico connubio di immagine e musica.
Si consiglia di mettere in pausa la musica del blog prima di avviare il video.


 

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