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sabato 30 settembre 2017

Il kit dell'esistenza.

🖋Post di Rosario Grillo 
🎨Immagini delle illustrazioni di Valériane Leblond (qui il sito).
 
Valériane Leblond, 
La fine di un bel giorno

“Un lavoro distrae, una famiglia armonizza, una casa rassicura, il nulla distrugge...”
Compendio di vita normale!
Norma Follina  è l’autrice di queste righe, utilizzate per descrivere il trascorrere delle giornate di una persona che è entrata nel tunnel di una crisi che va inavvertitamente scivolando in un cammino di annientamento.
Esaminiamo i fattori che vi compaiono.

Valériane Leblond, 
Attività
🌟LAVORO.
Strano effetto che gli si attribuisce: distrae.
Non si intende una distrazione da “divertissement”, ma una specie di leggera nuvola di sollievo.
Di solito, al lavoro è correlata la sensazione di pesantezza, di fatica, anche di intollerante peso.
Qui invece è leggerezza, quasi una carezza, certo un sollievo.
Mi sovviene in proposito l’utopia di un lavoro (quasi artigianale) nei cosiddetti falansteri, concepiti per fini di socialismo, da Fourier.
Ed accosto allora la funzione di rasserenamento che idealmente i giovani precari di oggi possono allegare al lavoro, quando c’è, al lavoro desiderato.
Vengo spinto ad aggiornare il mio concetto di lavoro. Io gli ho sempre riconosciuto una relazione strettissima, inscindibile, con l’essenza tipica dell’uomo. Connotato della sua abilità nel fare: ad inventare, creare nell’ordine naturale nel pieno rispetto del mandato biblico.

sabato 23 settembre 2017

Ancora le scarpe di Van Gogh.

🖊Post di Rossana Rolando 
🎨Immagini dei dipinti di Vincent Van Gogh.

Un paio di scarpe, 1886, 
Van Gogh Museum, Amsterdam
Un paio di scarpe, dipinte durante il soggiorno parigino, nella seconda metà del 1886, un anno prima dell’inizio di quel processo morboso (fine del 1887, inizio 1888 circa) che porterà Van Gogh alla morte (il suicidio è del luglio 1890, a 37 anni): sono scarpe logore, slacciate, sospese in uno spazio che non ha forma, semplice presenza che ci interroga e ci commuove. Su queste scarpe molto si è scritto, a partire dal saggio heideggeriano sull’origine dell’opera d’arte, risalente al 1935, per passare attraverso Schapiro, Lacan, Derrida, fino alla pubblicazione in Italia del libro Le scarpe di Van Gogh (Marcos y Marcos, 2013), contenente saggi di diversi autorevoli autori.
In questo ideale confronto le posizioni di Heidegger e Lacan si contrappongono senza escludersi. 

domenica 17 settembre 2017

Novità "pianeta scuola".

🖋Post di Rosario Grillo 
🎨Immagini delle illustrazioni di Alessandro Gottardo, conosciuto con lo pseudonimo di Shout (qui il sito).
 
Alessandro Gottardo (Shout), 
Richiamare l'attenzione
Da qualche giorno si rincorrono notizie relative al nostro “pianeta scuola”.
Dopo l’annuncio dell’inizio della procedura per ridurre il numero degli anni di scuola superiore, c’è un nuovo intervento del ministro sull’innalzamento dell’obbligo scolastico.
Sostanzioso, inoltre, il ruolo che verrebbe assegnato alla scuola nel progetto di legge che prevede un riordino (?) degli interventi sull’immigrazione, in ispecie rivolto ai figli di seconda generazione.
Sarebbe troppo pretendere un po’ di linearità e coerenza?
Come spesso avviene – non solo nel campo degli indirizzi di istruzione pubblica - si sente odore di estemporaneità, di improvvisazione e …ancor peggio: di captatio benevolentiae in vista delle prossime elezioni.
Quante volte la scuola italiana è  caduta vittima di questi “giochetti”?  Lasciti non proprio benefici, nel corso del tempo, si sono sedimentati lasciando scorie tossiche, ingorghi inibitivi della fluidità del sistema.

mercoledì 13 settembre 2017

Michel Foucault, Parresia.

Compendio a cura di Rossana Rolando 
Immagini delle opere di Ida Budetta (qui il sito).

Foucault, Discorso e verità 
nella Grecia antica
Il testo uscito in italiano nel 1996 riporta le lezioni tenute da Foucault nel 1983 presso l’Università di Berkeley ed è diviso in quattro parti. Qui ricostruisco i contenuti della prima sezione, dedicata al “significato ed evoluzione della parola parresia”
1. Origine della parola: la parola compare per la prima volta nella letteratura greca in Euripide (484-407 a. C.) per poi essere utilizzata dal V secolo a. C. al V secolo d. C. rispettivamente nel mondo greco e nei testi patristici cristiani (molte volte in Giovanni Crisostomo).
In italiano il termine “parresia” significa “parlare chiaro”, dire la verità e colui che si esercita in essa viene chiamato da Foucault parresiasta.
2. Etimologia: parresiazestai significa “dire tutto”, da pan (tutto) e rhema (ciò che viene detto). La parresia implica quindi l’espressione chiara di ciò che si pensa, senza orpelli retorici, in modo diretto e schietto, in una identificazione totale tra ciò che viene detto e colui che dice.

sabato 9 settembre 2017

Anch'io voglio bene al papa.

Post di Gian Maria Zavattaro 
Immagini tratte dall'opera di Guido di Graziano, Dossale di San Pietro. 

Primo Mazzolari, 
Anch'io voglio bne al papa
Don Primo Mazzolari (1890-1959) -  sacerdote, partigiano e scrittore -  è stato un coraggioso testimone del Cattolicesimo italiano prima del Concilio Vaticano II, di cui ha anticipato molte istanze legate  soprattutto alla “Chiesa dei poveri” e al “dialogo con i lontani”. Recentemente papa Francesco ha voluto recarsi a pregare presso il suo sepolcro a Bozzolo e poi da don Milani a Barbiana, entrambi sempre schierati dalla parte dei poveri, degli ultimi e degli oppressi. Ebbene proprio in queste ultime settimane da parte di certi giornali e certi siti  è stata sferrata una campagna senza precedenti volta a delegittimare il papa. Allora ho sentito il bisogno di  rileggere in questi giorni “Anch’io voglio bene al papa” di don Mazzolari (nella 3° ed. del ’78, Centro editoriale Dehoniano di Bologna; la prima è del ‘42, ed.Vittorio Gatti), scoprire  la sua fedeltà e devozione non solo al papa del suo tempo (per lui Pio XII, per noi Francesco) ma “al papa di ogni tempo” (1), in quanto successore di Pietro e come Pietro pietra e cuore. Lettura volutamente selettiva.

☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆

mercoledì 6 settembre 2017

La biblioteca di Benjamin.

🖊 Post di Rossana Rolando
🎨 Disegni e dipinti sul tema della biblioteca.

ogni passione confina con il caos” 
(W. Benjamin)
 
Charlotte Bosanquet, 
La libreria (disegno, 1840)
“Nel 1931 un trasloco costrinse Benjamin ad affrontare la mole sterminata dei volumi accumulati nel corso degli anni”: così si legge nella quarta di copertina di La mia biblioteca (Elliot, Roma 2016). Nel breve lasso di tempo intercorso tra mezzogiorno e mezzanotte, in mezzo alle casse impolverate di libri, matura l’ispirazione di questo piccolo e gustoso testo. Il primo saggio (sono, infatti, tre brevi articoli) è dedicato al collezionismo, preso in considerazione nella sua generalità (potendo interessare qualsiasi oggetto) in modo arguto e spiritoso, come è nello stile del filosofo. La mia attenzione si è concentrata sull’oggetto collezionato e quindi sulla bibliofilia dell’autore: sono i libri (e non il collezionismo) ad aver guidato la mia lettura.
Vorrei soffermarmi brevemente su tre aspetti.
1. I libri hanno un destino. “…caso e destino, che al mio sguardo colorano il passato, sono al tempo stesso presenti in modo evidente nel consueto garbuglio di questi libri” (p. 20).

domenica 3 settembre 2017

Umanesimo ed ecclesiologia.

Post di Rosario Grillo
Immagini di alcuni dipinti de La lavanda dei piedi tra '400 e '500.

Beato Angelico, 
Lavanda dei piedi, 1450
Una delle cime del sentimento umanista si trova, senza ombra di dubbio, nella orazione “pro dignitate hominis” di Pico della Mirandola. Vi si celebra il libero arbitrio, segno distintivo dell'uomo.
La funzione irenica, che essa doveva avere, dice da sola lo scopo autentico di Pico. Eppure gli provocò inimicizie e sospetti!
Da lungo tempo è stato evidenziato il “tipico” umano. Riandando alla figura di Ulisse, ne avremmo la conferma.
Non solo. L’enunciato cristiano segnava la sua novità, distinguendosi dalle religioni pagane, ed anche da quelle monoteiste come l’ebraismo e l’islamismo, in quanto valorizzazione convinta del libero arbitrio (1).
Oggi si riesce a conciliare, senza alcuna difficoltà, la Grazia con la libertà umana. Ha preso quota infatti una teologia “Cristocentrica” che ha dissipato ogni dubbio, nel momento stesso in cui ha chiarito le implicazioni della natura umana, assunta, per incarnazione, da Gesù Cristo.