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venerdì 30 maggio 2014

A un anno dall'inizio dell'avventura di questo blog.

    Tutte le parole sono logore 
e l’uomo non può più usarle” 
 (Qohelet 1,8)

Un anno è trascorso da quando mia moglie ed io abbiamo deciso  di iniziare l’avventura di questo blog. E' tempo di un primo bilancio e di qualche appassionata, ma anche spassionata, riflessione. 

Giugno 
(un anno fa, nel giugno 2013, 
iniziava l'avventura di questo blog).
Ben consapevoli che “Persona e Comunità”, come ogni cosa umana, non durerà in eterno (meno male!), ci siamo sforzati di non cedere alle lusinghe narcisistiche della sola chiacchiera.

Luglio.

Abbiamo invece cercato di ritrovare la parola, rendendola efficace attraverso l’immagine, invitando ad assaporare le bellezze della vita senza mai ignorare i volti del dolore e le ingiustizie del mondo, interrogando, inquietando e persino tormentando. Chissà se ci siamo riusciti.

Agosto.
Nel primo post ci eravamo proposti  di non rinchiuderci nel nostro orticello (che tra parentesi è molto produttivo, se si accetta l’idea che bisogna lavorarlo a dovere, abbassandosi a terra…), ma di condividere in rete con le persone virtualmente prossime le piccole e grandi gioie della vita,  di ravvivare la speranza e l’impegno concreto di migliorare anzitutto noi stessi ed in qualche modo anche la città in cui viviamo, di  denunciare ciò che non va ed annunciare possibili nuovi modi di essere e  di interagire, basati sulla magnanimità, sull’accoglienza di tutti, sull’attenzione ai problemi che coinvolgono ognuno di noi (sociali, economici, politici, culturali, religiosi), sul rispetto di tutte le regole, sull’incontro tra generazioni.

Settembre.
Ci abbiamo provato senza nulla concedere al disprezzo od all’insulto, senza cedimenti ed infingimenti, senza deferenze o reverenze, come si conviene alle persone libere.

Ottobre.
Pubblicando i nostri post ogni giorno od ogni due giorni, abbiamo voluto rispondere agli avvenimenti del momento che ci scuotevano ed a ciò che il cuore e la mente ci suggerivano: dubbi, attese, utopie, gioie e lacrime che inondano il mondo ed il nostro territorio, ben sapendo che quanto avviene in loco è la ricapitolazione del macrocosmo.


Novembre.
Gli esiti? Non sappiamo. Buone le visualizzazioni: secondo Google alla data odierna il profilo ne conta più di 330.000; secondo noi, più modestamente e realisticamente, considerando il conteggio automatico del blog che compare in ogni post in alto a destra, intorno a 25.000.

Dicembre.
Ma i “veri”  esiti sono ben altra cosa: difficile, se non impossibile, quantificare il modo di ognuno di noi  di essere partecipi alla vita sociale e di esercitare il proprio dovere-diritto di cittadinanza attiva!

Gennaio.
Ci hanno gratificato non poco i numerosi commenti, anche se ormai da un po’ di tempo,  pur presenti su facebook, stentano a comparire  sul blog. Probabilmente il nostro invito a collaborare tramite la scrittura di post - invito cui hanno aderito con bellissimi interventi Elena e Martina -  ha fatto pensare ad una richiesta di impegno avvertita come eccessiva e non sostenibile. Non era questa la nostra intenzione e quindi ritiriamo la proposta, a meno che non ci sia da parte di qualcuno esplicita richiesta di  utilizzo del blog per un proprio intervento.


Febbraio.
Non ci dispiacerebbe tuttavia che coloro  che seguono i nostri interventi ci facessero sapere, proprio attraverso i commenti sul blog, l’interesse per quello che stiamo facendo,  in piena libertà e senza ulteriori coinvolgimenti. Non disdegneremo di certo il sorriso di un volto amico o anche il commento critico ed amaro, se è il caso, di chi non è per nulla d'accordo con noi. Non si tratta né di  ricerca di consenso né di scambi simmetrici di reciproca cortesia. La logica che ci pervade è quella della gratuità che nulla pretende in cambio ma che  pure deve  accompagnarsi al coraggio di continuare ed alla convinzione che la prosecuzione di questo nostro impegno può rappresentare un servizio utile alla riflessione comune.


Aprile.
Noi dunque andremo avanti -  non all’infinito ma finché ci sembrerà di potere e dovere parlare -  senza presunzioni di sorta, consci dei nostri  limiti temporali e culturali.


Maggio.
E’ il nostro modo di accogliere l’invito ed il monito del Qohelet:
“Tutto ha la sua stagione, ogni evento il suo tempo sotto il cielo; 
il tempo di nascere e il tempo di morire, 
il tempo di piantare e il tempo di sradicare, 
il tempo di uccidere e il tempo di medicare, 
il tempo di demolire e il tempo di costruire, 
il tempo di piangere e il tempo di ridere, 
il tempo di gemere e il tempo di ballare, 
il tempo di gettare le pietre e il tempo di raccoglierle, 
il tempo di abbracciarsi e il tempo di allontanarsi, 
il tempo di cercare e il tempo di perdere, 
il tempo di conservare e il tempo di buttar via, 
il tempo di strappare e il tempo di parlare, 
il tempo di amare e il tempo di odiare, 
il tempo di guerra e il tempo di pace” 
(Qo,3,1-8).

Ciclo dei mesi.

Tutte le immagini riproducono affreschi relativi al ciclo dei mesi di maestro Venceslao, risalenti alla fine del XIV secolo, collocati nel Castello del Buonconsiglio di Trento, all'interno della torre dell'Aquila (manca solo il mese di marzo, distrutto da un incendio). 


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mercoledì 28 maggio 2014

Giorgio La Pira, sindaco e cittadino del mondo.


Giorgio La Pira sullo sfondo di Firenze.
Notizia di questi ultimi giorni  è la causa di beatificazione di Giorgio La Pira, amplificata anche da recenti incoraggianti esternazioni di papa Francesco. Oggi a Firenze si terrà un  importante convegno, già svoltosi ieri a Roma, relativo alla presentazione dell'audiolibro su Giorgio La Pira. 

Il  convegno odierno su La Pira,
Firenze, 28 maggio 2014

Notizie come tante altre, che si perdono nel cumulo ridondante delle comunicazioni. Ma il fatto decisivo - terminate le elezioni europee ed amministrative - che ci ha convinto a proporre un post su G. La Pira, (fu parlamentare alla Costituente, poi deputato, ma soprattutto fu Sindaco di Firenze dal 1951 al 1957 e dal 1961 al 1964), è la sua vita  spesa integralmente per gli altri: le sue convinzioni circa la pace universale (quella di Isaia II,1, del mutamento delle armi in aratri), l’unità del mondo, il disarmo mondiale, la terra “una sola casa” per una sola famiglia dei popoli; soprattutto la sua attenzione rivolta a l’ “attesa della povera gente” e la sua azione in “difesa della povera gente”, come recitano due suoi saggi apparsi su “Cronache sociali” nel 1950 e l’anno dopo pubblicati dalla Libreria Editrice Fiorentina. Temi attualissimi per il nostro neo sindaco ed i neoparlamentari europei. 

Giorgio La Pira, parlamentare 
all'Assemblea Costituente.
La Pira con Aldo Moro e Giuseppe Dossetti 
all'Assemblea Costituente.

Giorgio La Pira e Giuseppe Dossetti.
Non tutto di La Pira può e deve essere condiviso: indubbiamente molte sue pagine sono datate, anche quelle preconciliari di contenuto squisitamente religioso. Ma per noi rimane ammirevole ed esemplare la sua testimonianza di cattolico convertito  a Cristo fino all’ultimo respiro.

L'amicizia con Paolo VI.
E rimangono non solo esemplari ma per certi versi eroici - in un periodo contrassegnato duramente dalla guerra fredda, dalle guerre in Corea e in Vietnam, dalla paura collettiva di una terza guerra mondiale e di una apocalittica catastrofe nucleare - la sua attenzione per i giovani, il suo impegno per le persone ed i popoli diseredati, la sua ricerca indefessa della pace universale, la sua volontà di fare di Firenze ( e noi lo vorremmo tanto per Albenga!...) una città a misura di tutti e di ciascuno, una città-faro per l’Europa ed il Mediterraneo, punto di incrocio e di incontro di tutti i popoli... 

Convegno studentesco internazionale del 1962. 
Qui La Pira è ripreso mentre parla 
una ragazza nigeriana.
Due sono le prospettive che animano La Pira Sindaco e cittadino del mondo: la prospettiva del lontano e del vicino, l’attenzione alle cose grandi e l’amore per le piccole cose quotidiane mai banali, in un intreccio continuo tra sguardo rivolto verso il mondo e sguardo concentrato sulla città.

Il libro di La Pira da cui sono tratte 
le riflessioni di questo post.
In un pianeta lacerato e diviso, oscillante  tra speranza e fiducia da una parte e rassegnazione e disincanto dall’altra, riproporre alcune sue riflessioni come Sindaco e cittadino del mondo, tratte da un suo libro forse non a tutti noto (Lettere alle claustrali, Vita e Pensiero, Mi, 1978) può essere momento di riflessione per ognuno di noi e – chissà – di ispirazione per i nuovi amministratori della nostra città.

Convegno studentesco internazionale del 1962.
Utopie? Per G. La Pira assolutamente no; per me e mia moglie, a distanza di 36 anni, un respiro di speranza. Speranza per la futura Europa ed anche per Albenga. L’augurio è che i parlamentari europei e, qui da noi, il nostro sindaco - ognuno con la sua libera e creativa passione - non siano da meno nel rispondere alle necessità dei  nostri tempi.


Lo sguardo rivolto al mondo …


L’umanità chiede  pane, lavoro, elevazione sociale.
Nel 1953 alla domanda “Cosa chiedono oggi questi uomini?” rispondeva semplicemente: il “pane” di ogni giorno, tutto il “pane” necessario per alimentare in ogni senso l’umanità; il lavoro,  un bilancio familiare umano, che consenta una nutrizione sufficiente, una abitazione pulita, un vestiario adeguato; una elevazione sociale, politica e culturale proporzionata, in qualche modo, alla dignità umana. Nella piena e lacerante consapevolezza che  due terzi  della popolazione mondiale erano privi di ciò che è essenziale alla vita più elementare dell’uomo (cfr. cit. pp. 32-33).

L'impegno per la pace 
durante il periodo della guerra fredda.
Convegno di amicizia e  pace di tutti i sindaci delle capitali del mondo.
Nel 1955, in piena guerra fredda, ha luogo a Firenze il Convegno dei sindaci delle capitali di tutto il mondo. Sono presenti  ben 37 capitali:  da Washington a Mosca, da Parigi, Londra e  Bonn  a Varsavia, Praga, Budapest, Bucarest, Praga,  Karaki, Nuova Delhi, Pekino, Tirana, Bagdad, Vientiane, Colombo, Riad, Saigon, Tokyo… “Sono spezzate tutte le cortine per un convegno di amicizia, di speranza e di pace!” (pp. 98-102)

Riunione dei sindaci 
delle capitali del mondo.

Lo sguardo rivolto alla città ed ai giovani…

Idee fondamentali per una politica della città…
Alle elezioni del 1961 Egli definisce le linee di “Una politica congeniale a Firenze”. La prima preoccupazione è data dalle famiglie senza casa. “Bisogna, dunque, costruire le case, le case, che sono il domicilio sacro della persona e della famiglia! Ma come costruirle? In maniera disordinata, senza un principio animatore? No”. Occorre una politica sociale  “che salvaguardi ed accresca la bellezza di Firenze, che cementi l’intima unità del suo popolo (eliminando la disoccupazione e la miseria, elevando ed estendendo il sistema assistenziale, costruendo le scuole, curando lo sport, lo spettacolo e così via”. Soprattutto occorre far prendere più propria coscienza al popolo fiorentino della vocazione e missione di Firenze, e procedere arditamente nell’opera di irradiazione  di pace.  Ecco allora  il terzo Colloquio Mediterraneo, il nuovo Convegno dei Sindaci delle città capitali del Mediterraneo e dell’Africa nera,  il “gemellaggio” fra Firenze (vertice della civiltà cristiana) e Fez (vertice della civiltà araba-islamica), la creazione del centro di incontri e di studio fra i giovani "più pensosi e responsabili dei paesi mediterranei, il VI Convegno per la pace"... (pp. 240-265, passim)

Giorgio La Pira si rivolge ai giovani.
I giovani  per la pace, il disarmo, la libertà di ogni popolo.
Nel 1964  promuove un  convegno internazionale giovanile sul disarmo e sulla pace. A conclusione invita tutti i partecipanti a firmare un documento  da lui redatto:  una sorta di patto che le generazioni nuove di tutti i popoli  della terra idealmente presenti a Firenze stringono tra  loro per camminare  insieme, da fratelli, verso le frontiere nuove del mondo. Eccolo: “Le generazioni nuove di tutti i popoli della terra convenute a Firenze alzano dalla terrazza di Palazzo Vecchio il loro sguardo pieno di speranza verso le nuove frontiere storiche del mondo - le frontiere della pace, dell’unità, della libertà, della elevazione spirituale e civile di tutte le genti -  e si impegnano di attraversarle insieme e di costruire insieme la nuova, universale, pacificata e fraterna casa degli uomini.” (pp. 465-466)
Dai, Albenga, provaci anche tu! 

(Giorgio La Pira, Lettere alle claustrali, Vita e Pensiero, Milano,1978).

Giorgio La Pira.
Per chi fosse interessato si rimanda ai seguenti link: 
giorgiolapira.org
www.lapiraperlascuola.org
www.fondazionelapira.org

 
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domenica 25 maggio 2014

Elezioni, vignette, amari sorrisi.



Mi presento .... sono Thomas Nast ... 
molti di voi mi conosceranno ...
.... sono  il progenitore del fumetto americano ... 
il disegnatore di personaggi famosi come lo zio Sam ...
... o come Babbo Natale ...
... ho sostenuto il partito repubblicano ... 
nei tempi in cui era antischiavista...

... sono vissuto tra il 1840 e il 1902
e da quando, giovanissimo, 
ho iniziato a disegnare,
mi sono sempre battuto con la penna...

... mi hanno chiesto di scrivere due parole 
per chi vincerà le elezioni qui ad Albenga ...
... vi dico quello che ho sempre combattuto 
e denunciato con le mie vignette ...  
quello a cui un uomo politico deve saper dire no ...  
... no all'opportunismo di chi trae
il proprio vantaggio da ogni situazione, 
a scapito del bene comune ... 
... no all'interesse personale sovrapposto 
a quello pubblico ...
...no al dispendio dei soldi pubblici ...
... no all'intreccio tra politica 
e corruzione ... 
(Sapete chi era costui? Era Boss Tweed, funzionario ai lavori pubblici di New York e regista di un’organizzazione denominata Tammany Hall, collegata con il Partito democratico degli Stati Uniti, in grado di controllare la politica della città ricorrendo alla corruzione).

... no alla violenza, all'aggressione ... 
al divorarsi l'un l'altro ...

... no agli scheletri dentro gli armadi ...
... no all'ingiustizia dei due pesi 
e delle due misure ...

... no alla demonizzazione dello straniero ...
...semplicemente per rassicurare la gente ... 
per farla pagare a qualcuno ... 
(Guardate qui ... questo è sempre Boss Tweed,
il corrotto di prima, travestito da poliziotto ...).
... indiano ... cinese ... chiunque sia .... 
(Ve lo devo dire? Mi sono battuto
per gli indiani e i cinesi d'America).
... no alla segregazione ... 
(Sapete? Ho denunciato con la mia penna 
le malefatte del Ku Klux Klan).
... sì all'eguaglianza e alla libertà di tutti ...

... ecco il mio messaggio per voi ... 
ora me ne posso andare ...

... chiedo scusa a tutti per le mie vignette ... 
spero che nessuno si sia sentito offeso ...

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