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mercoledì 12 febbraio 2014

Invito alla difesa del Liceo Classico.


L'incontro con i classici ...
Jean-Léon Gérôme, Dante ...
Ho letto in questi ultimi giorni su facebook un certo numero di acrimonie, anche di persone che dichiaravano di aver frequentato il Classico, contro l’inutilità di questo Liceo. Ognuno ha diritto alle sue opinabili opinioni, specie se suffragate da vissuti negativi, ma per quanto  mi riguarda, rimango orgoglioso di aver “fatto” il Classico;  e mia moglie pure. 

... per l'educazione della nostra mente ...
La recente cosiddetta riforma, se forse ha il merito di aver in qualche modo liberato il Liceo  dalle pastoie gentiliane, rischia di ridurlo a semplice anticamera di nobilissime ma limitate professioni (archeologo, bibliotecario, insegnante di lettere classiche) e di privarlo della  sua riconosciuta splendida identità: essere il trampolino di lancio per ogni qualificata professione ed ogni qualificante scelta di vita.

... in tutte le direzioni ...
Eppure il Classico  è sicuramente in grado di rivendicare ancora oggi la sua esclusiva eccellenza, non senza condizioni. Indubbiamente deve consentire l’acquisizione di nozioni adeguate ai tempi. Ogni giorno ci tocca  tenere nel dovuto conto il peso che via via assumono le nuove tecnologie informatiche, l’economia,  la matematica degli ultimi decenni …
...coniugando il sapere tecnico 
con le capacità critiche ...
Ma esse non possono sciogliere i nodi etico-sociali dei nostri problemi personali e sociali.
Qui sta la  forza del Liceo:  essere  tempo-luogo in cui, accanto all'acquisizione di nuovi saperi e competenze, si forgiano capacità critiche, si compone l’èsprit de gèometrie con l’èsprit de finesse, si impara a pensare.
... per non farci determinare 
da qualcun altro  nelle nostre azioni ... 
Si tratta di coniugare i due tradizionali paradigmi dell’educazione: l’uno, centrato sulla formazione della persona, l’altro sull’acquisizione delle competenze funzionali alla vita attiva e al proprio posizionamento nel mondo del lavoro. 
... per non essere diretti da altri 
nel modo di vedere la realtà ...
La  sfida e la scommessa   del Liceo Classico  è nell’educare gli alunni a non  far “dimenticare che si può  guardare il cielo”, che ci si può ancora stupire, meravigliare, gustare e rendersi responsabili  delle bellezze del mondo. La sfida e la scommessa del Liceo Classico  è nell’educare i suoi  allievi a pensare, rivendicando il valore della “theoria” (nell’accezione greca) e della “contemplatio” (nell’accezione latina), il cui senso profondo è  “osservare": non lo sguardo distratto e superficiale, ma al contrario una presenza "pienamente presente" alla realtà di oggi,  che sa andare al di là di ciò che appare e disvelare ciò che era celato e nascosto (a-letheia). 
... per osservare con capacità critiche ...
Raffaello Sanzio, La scuola di Atene 
(particolare), Eraclito.
Non è forse il modo migliore, accanto alle indispensabili competenze, di  educare l’alunno a cercare il proprio posto un domani nella complessa varietà delle professioni?
... imparando a vedere il mondo con i suoi colori ... 
uscendo dal semplice bianco e nero ...
P.S. In Italia numerosi Licei Classici stanno esplodendo a causa delle troppe iscrizioni; altri invece - molti! - stanno a mala pena sopravvivendo sul baratro della scomparsa. Forse anche per la difficoltà - da parte dei docenti, all'interno del contesto storico in cui viviamo - di comunicare il valore degli studi classici. Traspare la responsabilità del docente, nell'accogliere ed accettare qualunque alunno si presenti, nell'intessere relazioni autentiche, nell'adattare l’insegnamento  alle forze ed alle debolezze di ciascun alunno, nel rispettare la libertà della sua  crescita e farsi  anzi  funzione del suo  rendersi  indipendente.
 Charles Sprague Pearce, 
Momenti di raccoglimento ...

Le immagini non documentate nelle didascalie sono riprese da Wikimedia Commons alla voce pensiero.

Chi desidera intervenire può consultare il post del 22/10/13 oppure semplicemente andare qui sotto su "commenta come", nel menù a tendina selezionare "nome/URL", inserire solo nome e cognome e cliccare su continua. Quindi può scrivere il proprio contributo sul quale rimarrà il suo nome ed eventualmente, se lo ritiene opportuno, può lasciare la sua mail. 

9 commenti:

  1. Risposta ai vivaci e bei commenti di Paola Ferro e Alessandra Ferro su Facebook di oggi 12 febbraio:
    Il liceo scientifico ed il linguistico, tutti nati non a caso dalla costola del classico, non hanno bisogno di difese in questi tempi e non sono da meno, con le loro specificità, del Classico. Anzi. tutte le scuole superiori, in particolare quelle tecniche e professionali, hanno pari dignità, con le loro diverse sensibilità. Difendere oggi il Liceo Classico non significa porre stupide gerarchie, ma proteggere un possibile bene collettivo che potrebbe andare perduto, se non siamo in grado di comprenderlo e valorizzarlo.

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  2. Caro Preside, ricorderà certamente qualche nostra appassionata discussione a proposito della tematica in oggetto, condivido con lei il fatto che non ha senso "porre stupide gerarchie, ma proteggere un possibile bene collettivo"... mi permetto solo di aggiungere come non sia in discussione la validità storica degli studi classici, tutti noi abbiamo infiniti esempi che lo attestano, la problematicità attuale è legata a cosa sia veramente oggi il Liceo Classico. Posto che tutti gli indirizzi liceali (e tutte le scuole) dovrebbero aiutare a "pensare" e a "crescere" nella più completa accezione dei termini, dato per scontato che la sfida è spesso sempre più impegnativa, quanto riesce a farlo l'indirizzo classico?
    Io penso che la riforma non lo abbia aiutato avendo trasformato delle interessanti sperimentazioni, pur con dei difetti, in un percorso troppo settoriale, troppo di parte che rischia di non poter dare dei buoni frutti e/o se vuole dei buoni diplomati. Qui vorrei essere capito perchè i buoni diplomati escono e usciranno anche dal Liceo Classico... di ragazzi in gamba ce ne sono tanti, mi permetta una citazione del grande Feynman: "di rado l'insegnamento è veramente efficace, tranne in quei casi felici in cui è quasi superfluo", non è questo il punto! Mi si dirà che il classico tradizionale era così e che funzionava assai bene. Vero! Ma quella era una scuola superselettiva, morta e sepolta nella sua nobiltà e nella sua concezione. Oggi si chiede al Liceo, a qualunque Liceo, un diplomato che possieda le famose "competenze", spendibili in qualunque contesto, dal semplice cittadino consapevole al futuro professionista laureato. E allora, a mio parere, la criticità sta proprio nel come si insegnano (e si imparano) il latino, il greco, la filosofia, la matematica, le scienze... Il Liceo Classico potrà avere un futuro, anche radioso, se saprà rinnovare non ciò che vi si insegna, ma il come si insegna il greco o il latino o qualunque altra materia, dando un senso, una "modernità" a questi insegnamenti che siano profondamente metodologici, seguano una rigorosa razionalità... oserei dire.... assumano un'aurea di scientificità!!!!!
    Ma forse questo sarebbe auspicabile in qualunque indirizzo liceale e non solo......

    E' sempre un piacere leggerla.
    Con affetto, Mauro Basso.

    ps: complimenti per la splendida mimosa del vostro giardino

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  3. Caro Prof. Mauro, su facebook la mia provocazione ha suscitato non solo interesse, ma anche un certo salottiero dibattito – alla facebook appunto!– e consenso da parte dei commentatori, non a caso tutti o quasi provenienti da studi classici. Perciò apprezzo particolarmente il suo intervento su questo blog, coerente con il Mauro che ho sempre conosciuto, che mi permette una risposta non salottiera. Devo innanzitutto dire che, memore ed anche un po’ nostalgico delle nostre discussioni, speravo in cuor mio in una sua reazione, che fondamentalmente (anche se non totalmente) condivido. Non è solo questione di rispetto affettuoso che nutro per la Sua persona e professionalità, ma per le argomentazioni che Ella riporta. La riforma del classico, se di riforma si può parlare, è stata, a mio soggettivo avviso, “malaugurata”: l’aggettivo, considerato inopportuno, all’ultimo momento l’ho cancellato dal post. Concordo ovviamente con Lei che criticità e competenze sono o dovrebbero essere appannaggio di tutti gli ordinamenti di tutte le scuole e che riguardano non tanto e non solo i contenuti ma il come che comprende pure la relazione docente-alunno. Detto ciò ed a questa condizione, rimane però del Classico – a mio opinabile avviso - la sua specificità, la sua “quidditas” unica ed irripetibile (ogni ordinamento ha la sua e, ripeto, senza confronti gerarchici!) che va o dovrebbe andare , dopo averla compresa ed assunta, oltre la “rigorosa razionalità e scientificità” per aprirsi al pascaliano èsprit de finesse che conosce ragioni che la ragione logica non è in grado di cogliere, che consente di ”osservare” se stessi, gli altri e l’enigma del mondo come “foresta di segni”, sempre ulteriormente dicibile e più profonda di quanto abbia pensato la ragiona logica. Non c’è un’unica razionalità e scientificità. La scienza è ”un mare aperto”: tradurre una versione è paragonabile al rigore di una dimostrazione e i matematici non hanno meno problemi a farsi capire rispetto al latino e al greco. Naturalmente la “quidditas” del Classico non è l’unica sorgente formativa per chi la ricerca ed Ella stessa ne è dimostrazione vivente, quando ogni giorno si riconosce nello stupore di un incontro e nella meraviglia di un volto, quando ogni giorno vive la gratuità ed il dono di relazioni autentiche. Rimane però la strada maestra per chi la vuole percorrere. Un caro affettuosissimo saluto.
    P.S. So bene che rigore metodologico, razionalità , scientificità meriterebbero ben altre discussioni …

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  4. Caro Preside,
    ho apprezzato tantissimo questo suo post, per il modo limpido e al contempo diretto del suo scrivere. Non avrei molto da aggiungere alle sue parole.
    Durante il mio iter liceale ebbi molte a recriminare su tale percorso. Questo non perché non apprezzassi il classico, ma semplicemente perché non studiavo molto e facevo solo il minimo indispensabile (sua moglie ne sa qualcosa...). Finendo il liceo ed immergendomi nella realtà universitaria, ho però scoperto quell'immenso universo che mi era stato lasciato come eredità da quei cinque anni che avevo reputato inutili. Non ho ovviamente esperienze di altri indirizzi, ma credo che il liceo classico mi abbia aiutato molto nella formazione della mentalità che ho oggi, nel modo di pensare e di rapportarmi con gli altri. Il percorso universitario che ho scelto non è certamente facile, ma sono più che convinto che senza il classico sarebbe stato pressoché impossibile, perché oltre a modellare il mio essere, mi ha anche permesso di dare vita ad un sistema di studio efficace. A mio avviso, non è il cosa si insegna, ma il come, che fa del classico una grande scuola, degna di essere apprezzata e valorizzata al meglio.

    Un abbraccio affettuoso a lei e alla Professoressa
    Nicola Hatzigeorgiu

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  5. Rossana Rolando con Gian Maria Zavattaro14 febbraio 2014 11:20

    Caro sig. Nicola, come non apprezzare la generosa freschezza del suo commento che sa evitare i toni professorali (tentazione - ahimè! – che ben conosco) e mettere a fuoco un aspetto da me sorvolato, ma essenziale per lo studente universitario, vale a dire l’acquisizione di un metodo di studio critico, sistematico ed efficace? La saluto caramente e lascio la penna a mia moglie …
    Caro Nicola, una vera gioia il tuo commento. Anche perché credo tu abbia espresso un’esperienza che molti di noi hanno vissuto: quella di rendersi conto dopo, in uno sguardo retrospettivo, della ricchezza del proprio percorso scolastico, non tanto o non solo in termini di contenuti: molte cose studiate si dimenticano … molte altre si sa con un certo rammarico di non averle abbastanza apprezzate quando era tempo … Quel che si rivaluta è piuttosto la forma mentis che quel dato percorso – nel nostro caso il Liceo Classico - ci ha lasciato: nell’approccio allo studio, nel gusto della ricerca e della profondità, forse anche in uno stile, in un modo di guardare e di abitare il mondo. Un abbraccio affettuoso anche da parte nostra.

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    1. Ringrazio entrambi per questo bellissimo commento che ho apprezzato veramente tanto! Sto seguendo già da tempo il vostro blog e non ho ancora trovato un post che non riflettesse appieno la vostra completa preparazione (che sinceramente invidio) e il manifesto tentativo di ridare colore ad un mondo che molto spesso si lascia vivere.
      Questo vostro blog è senza dubbio fonte di grande ispirazione, tanto che ha riacceso in me la voglia di riprendere in mano il mio, su cui ho scritto l'ultimo post nel natale del 2010!

      Nicola Hatzigeorgiu

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    2. Rossana Rolando con Gian Maria Zavattaro15 febbraio 2014 17:37

      Grazie a te, di cuore.

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  6. Non posso che confermare ciò che hai espresso riguardo al liceo classico. Da alunna fresca fresca di diploma devo ringraziare Il Liceo, perchè grazie a lui non solo porto in me un bagaglio culturale dal peso immenso, ma fornisce a me, e a tutti gli alunni, la capacità di ragionare, la logica, che se vogliamo è alla base del vivere odierno. Devo ringraziare il Liceo perchè grazie alla sua capacità di trasmattere tutto ciò, oggi mi permette di frequentare e di gustare materie scientifiche come la biochimica!
    Grazie zio per aver ricordato cos'è il Liceo Classico! :)
    Un abbraccio grosso a te e a zia Rossana!

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  7. Cara Marianna, buon sangue non mente … Che il “bagaglio culturale dal peso immenso” ti sia sempre compagno fedele e lievemente ti accompagni per tutta la tua vita. Così è successo a Rossana e a me. Un caro abbraccio.

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