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sabato 8 febbraio 2014

Ad Albenga un sindaco "loco"? Perché no?


La rappresentazione del buon governo, 
circondato dalle virtù... 
Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del buon governo

Al tempo dei primi vagiti di  questo blog si era parlato di Mockus, sindaco di Bogotà. La sfida di Mockus è stata "avanzare verso una città costruita collettivamente, accogliente e giusta, amabile con i bambini e i vecchi, dove apprendiamo a vivere con la nostra coscienza". Anche Albenga avrebbe  bisogno di un sindaco fuori misura, “loco” appunto,  come MOCKUS a Bogotà, una città che l’Oms ha dichiarato "città modello", dove  in pochi anni sono crollati gli omicidi, si sono costruiti 120 chilometri di piste ciclabili, decine di ettari di parchi, scuole, assistenza sanitaria, eventi collettivi di grande solidarietà, sviluppo culturale. Ogni mese il sindaco andava nelle piazze, spiegava  i risultati, raccontava  gli errori e si scusava ….


La Siena trecentesca simbolo della città ideale. 
 Ambrogio Lorenzetti,
Effetti del buon governo (particolare).
Le attività economiche di contadini e commercianti.  
Ambrogio Lorenzetti,
Effetti del buon governo (particolare). 

Come ci è arrivato? Qualche esempio di splendida anomalia: ha messo agli incroci mimi che invitavano gentilmente gli automobilisti a mettersi le cinture e a fermarsi al rosso in una città dove i semafori erano solo elemento decorativo; ha dato ai cittadini la paletta dei vigili urbani, con la quale reciprocamente segnalarsi le infrazioni stradali; una volta al mese si celebravano la "giornata dell’uomo" (le donne stavano a casa con i loro uomini) e la "giornata della donna" (gli uomini stavano a casa con le loro donne), ecc..…

 


La danza allude alla concordia tra i cittadini 
e ad una convivenza gentile e pacifica. 
Ambrogio Lorenzetti, 
Effetti del buon governo (particolare).


Mockus  non è né di destra  né di sinistra. È un intellettuale, matematico e filosofo, soprattutto un uomo pieno di humour: "Io credo che se la gente conosce le regole e viene sensibilizzata attraverso l’arte, l’humor e la creatività, è più facile che accolga i cambiamenti".

Ambrogio Lorenzetti,  
Effetti del buon governo in campagna (particolare).

Non è ancora stata resa ufficiale e  pubblica la rosa di coloro che aspirano a candidarsi come sindaco di Albenga. Immagino il fervore più o meno carbonaro di quanti stanno preparando liste, proclami e programmi. Né desidero certo che il nuovo sindaco si metta a scimmiottare Mockus. Che il sindaco  o sindachessa di Albenga sia se stesso/a con i suoi limiti ed i suoi carismi! 
Ma  sicuramente  sarebbe bello se, come primo/a cittadino/a, spronasse tutti gli ingauni  a costruire una città sulla gentilezza, l’humour, la creatività.

Non è sicuramente questo il sindaco ideale ...
Ambrogio Lorenzetti,  
Allegoria del cattivo governo (particolare). Il tiranno.
Forse questo? 
Ambrogio Lorenzetti,  
Allegoria del buon governo (particolare).
 La Temperanza.

... O questo? In mezzo a tutti .... 
Ambrogio Lorenzetti,
Allegoria del buon governo (particolare). 

Beh, se nel disincanto universale un sindaco siffatto sfidasse ognuno di noi  - ogni cittadino con la sua irripetibile identità - a divenire moderatamente “loco” per riscoprire insieme convivialità e speranza, per ospitarci reciprocamente ed aiutarci a vivere meglio con lietezza e fantasia, beh, lo voterei volentieri in questa ed anche nella prossima tornata elettorale, sicuro della coerenza del suo programma con il suo modo di essere…                   

Ambrogio Lorenzetti, 
Allegoria del buon governo (particoalre)
Simbolo della pace.


6 commenti:

  1. Matteo Rolando8 febbraio 2014 15:35

    Si dice: "ognuno raccoglie ciò che semina". In una città difficile come Bogotà questo cambiamento potrebbe essere considerato un miracolo. A noi basterebbe prorpio poco, non siamo, fortunatamente, a quei livelli. Basterebbero sincerità e trasparenza, misti ad onestà, voglia di fare e rispetto per la cosa pubblica. Perchè quando nella tua città tutto funziona ne guadagnano tutti in felicità e libertà, ed è uno stimolo di emulazione per le altre persone nonchè per le altre città. Quello che seve a noi è un circolo virtuoso capace di contagiare tutti!! Speriamo che Albenga ne sia capace...

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  2. Caro Matteo, spero proprio che possa diffondersi il contagio che auspichi. E’ confortante leggere le cose che scrivi. Mi convinco sempre più del fatto che noi adulti abbiamo molto da imparare da voi giovani, non importa se di destra o di sinistra o dei diversi 4 punti cardinali. Mi auguro che la tua voce sia quella dei tuoi amici, dei tuoi coetanei, di tutti i giovani di Albenga. Ognuno di voi, ognuno di noi, può pensare la città come vuole, dissentire anche profondamente dalle proposte degli altri, ma “la sincerità, la trasparenza, l’onestà, il rispetto per la cosa pubblica” dovrebbero essere comune aspirazione e pratica di tutti.

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  3. Risposta al commento di Rosa Bellantoni del 9/2/2014 su Facebook:
    Mi pare, Rosy, che la strada che tu indichi sia giustamente praticabile; non arrendersi al piattume di un realismo stantio, che sa solo di morte spirituale. Il realismo lucido sa coniugare la giusta armonia tra la radicalità di valori alti ("non è mai troppo per Albenga") con il pragmatismo delle soluzioni possibili, senza rinunciare a sognare. Resistere non è forse continuare a sognare di potere vedere realizzata l'utopia di una città conviviale, orientata a nuovi modi di essere e di rapportarsi? Non è forse avere fiducia nell'imprevedibile capacità reattiva di tante persone ingaune? Non si è soli in questa speranza di un cielo e di una terra nuova anche ad Albenga. Credo anch'io che un sindaco "un po' sognatore ed anche pragmatico... sarebbe già molto".

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  4. Risposta al commento di Patrizia Valdiserra del 9/2/2014 su Facebook:
    Le Sue parole, cara Dottorressa, mi confermano che non solo è "bello pensarlo... bello sperare", ma che in tanti - tanti! - siamo convinti che ci si possa ancora spendere "ad oltranza" in "una benevola follia" per "un'esistenza migliore". Grazie a Lei.

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  5. Raramente i Filosofi stanno al potere. Quando ci riescono la società trae grandi vantaggi, ma spesso non se ne accorge. Pensiamo alla fine che ha fatto Seneca insieme ad Agrippina Minore e ad Afranio Burro! I Filosofi finiscono male anche quando si limitano a discutere di politica senza occuparsene direttamente: Socrate ne è il più grande esempio. Il pensiero che rifiuta il dogma è pericoloso, scomodo in una società oligarchica. Quale oligarchia? Un tempo, quella dei "migliori", oggi quella della tv spazzatura, della moda opprimente, dello sport senza etica. Come ho già detto in passato, parlando di Democrito, l'umorismo è un potente strumento conoscitivo. Ed è pure efficace. È il coraggio di dire le cose serie in modo mascherato. Sarebbe una buona medicina per la società. Forse non un antibiotico che estirpa il male alla radice, ma sicuramente almeno una cura omeopatica! Tanto per Albenga quanto per un po' tutto il nostro Paese.

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    1. Ha ragione, sig. Luca: il pensiero divergente è terribilmente indigesto ad ogni forma di potere costituito e soprattutto al “disordine stabilito”, come direbbe Mounier. Ogni denuncia è sempre insieme critica e potenzialmente creativa, implica anche un annuncio (di per sé non necessariamente condivisibile) di essere e fare altrimenti. La forza dello humour è sicuramente un rimedio efficace. Ma non dimentichiamo che l’intellettuale Mockus era non solo filosofo ma anche matematico. Guardo indietro nel tempo ed un po’ mi rassereno, scorgendo in volo pindarico filosofi-matematici come Talete, Pitagora, Platone … Cartesio, Pascal, Galileo, Newton, Wittgenstein, Einstein … e qui mi fermo per incompletezza: persone, spesso incomprese, che hanno sofferto ma che hanno contribuito a trasformare il mondo. Per il filosofo-matematico forse il futuro è meno penoso che per il solo filosofo, coscienza critica del potere: è il mio augurio per Lei, Quanto a me, piccolo uomo disperso nel turbinio del mondo, mi piace, piuttosto che il silenzio, la voce che grida nel deserto.

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