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martedì 18 febbraio 2014

Europa, interrogativi. Il mito.







Quali candidati, per lo più sconosciuti od imposti dai partiti? 
Chi potrà raccogliere le nostre speranze e la nostra fiducia?










Come si può essere europei? Dov’è l’Europa nella babele delle differenze storiche e geografiche? Quale unità si vuole costruire e per quale votare?
Quella puramente geografica o  dei mercati o quella politica dei popoli e delle culture?

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Lasciamoci suggestionare dal mito di Europa ..

L'Europa in un mosaico 
del III secolo d.C.

Europa*, figlia di Fenice e di Perimede (secondo altri di Cassiopea  o Telefe o Agenore), si risveglia un giorno  da un sogno in cui due terre, che avevano assunto l’aspetto di donne, si disputavano la sua persona: una, la “terra d’Asia”, voleva tenerla presso di sé; l’altra, la“terra della sponda opposta”, voleva portarla via sul mare, per ordine di Zeus.
L'Europa di Tiziano 
(1480/85 - 1576).
Mentre era  intenta insieme alle sue compagne a cogliere fiori nei prati di  Tiro o di Sidone, lungo la marina  del Mediterraneo (oggi nel Libano), Zeus la scorge, si accende di lei, si muta in  torello, possente ma mansueto, emerge dalle onde e giocosamente stendendosi ai  piedi della fanciulla, la invita   a salirgli in groppa rivelandole la sua vera identità. 
L'Europa di Guido Reni 
(1575 -1642).
Europa sale, coraggiosissima e bellissima, il toro balza in piedi e tra lo spavento delle compagne si butta in mare, mentre Poseidone spiana le onde ed Afrodite, Tritoni e Nereidi  l’accompagnano in corteo. 
L'Europa di Antonio Carracci 
(1583? - 1618)
L’unione tra i due si consuma sull’isola di Creta,  presso una fonte o, per altri, forse entro una spelonca trasformata in talamo nuziale. Europa  diventa “madre  di nobili figli”: Minosse, Radamanto e Sarpedonte.
L'Europa di Rembrandt 
(1606 - 1669).
Prima di tornarsene all’Olimpo Zeus dona ad Europa Talo, l’uomo di bronzo,  un cane cui nessuna preda sfugge e un giavellotto che mai fallisce il bersaglio. Europa diviene poi moglie del re cretese Asetiro che adotta i figli di lei, con tutto ciò che segue...
L'Europa di Carlo Cignani 
(1628 - 1719).
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Europa è dunque una principessa giunta dall’Asia assieme a un dio: è una donna, una bella donna degna di amore; è un mito, un sogno, un’utopia …
L'Europa di Gustave Moreau 
(1826 - 1898).
Un’interpretazione un po’ arbitraria potrebbe rinvenire nel mito il preannuncio  della civiltà occidentale e non sfuggirebbe alla tentazione di un parallelo tra mito di allora e sogno-utopia  oggi di una  epocale cittadinanza europea.
Il mito, come sempre,  suggerisce ciò che il logos (il discorso razionale) da solo non è in grado di attestare,  perché va oltre la parola della scienza, della politica e dell’economia per diventare  parola della poesia: fantasia, immaginazione, creatività, insieme speranza di riconciliazione. Come giustamente sottolinea G. Reale, l’idea di Europa non solo si pensa, ma la si deve immaginare e sentire come fascino di un’avventura,  momento festivo dell’èsprit del finesse.  
L'Europa di Virginia Frances Steeret 
(1900 - 1931).
 * L’Europa è un’invenzione dei Greci. Il nome Europa,  figlia di Teti  ed Oceano, insieme con la sorella Asia,  compare la prima volta in Esiodo, il primo a tramandarcelo. Per alcuni  l’etimo  sembra composto da “eurus” (largo, esteso) e “ops” (occhio, sguardo): dall’ampio sguardo, dalle libere estensioni, dove lo sguardo può spaziare. Altri preferiscono privilegiare l’origine accadica che indica il tramonto e quindi le terre poste ad occidente di uno spettatore situato  tra  l’Ellade e le isole.



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1 commento:

  1. Risposta al commento di Elena Bruno su facebook (18 febbraio).

    Bello! E.Morin dichiarava che "L’Europa è una nozione vaga, che nasce dal caos; i suoi confini sono incerti, a geometria variabile,suscettibile di slittamenti, rotture, metamorfosi. Si tratta dunque di interrogare l’idea di Europa proprio in ciò che essa ha di incerto, di mosso, di contraddittorio, per tentare di estrarne la complessa identità” e su questa costruire l'unità politica. Ma la prospettiva politica europea comporta prima di tutto una nuova educazione alla cittadinanza, un nuovo modo di vivere la comunità, di percepire la nostra identità e la diversità dell’altro, di dialogare e riscoprire insieme valori condivisi in questo nostro mondo interculturale, interdipendente, globalizzato. E allora si snoda una circolo virtuoso: diventa necessaria l'unità politica sovranazionale promotrice di pace, diventa indispensabile ricercare nel concreto la giustizia sociale ed un'economia volta al benessere di tutti i cittadini. Soprattutto diventa imprescindibile chiarire insieme quale cultura si intende trasmettere alle future generazioni. Secondo Morin e Cacciari, se ricordo bene, ogni generazione dovrebbe ricominciare da capo: l’Europa è un cantiere, un progetto storico da costruire e ricostruire di volta in volta... L'utopia è la strada maestra. Essa può forse rischiare di portarci lontano o di perderci in fantasie impossibili, ma è anche ciò che ci riporta a noi stessi ed è la profezia dell'uomo futuro. Ben venga perciò questa ricerca erratica, non lasciata nelle mani dei soli politici ma da tutti condivisa, in cammino per essere altrimenti, come Abramo, verso l'ignoto della terra promessa. Grazie, gent.le Elena.

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