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venerdì 23 maggio 2014

La lumaca di Luis Sepúlveda.


«..la lumaca ... non riuscì a conciliare il sonno
perché nel guscio era assediata da troppe domande ...»
 
Il simbolo della lumaca ... è quello della spirale ...
Piccola recensione.
Invito a leggere.


Ci sono racconti, come Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza di Luis Sepúlveda, uscito nel novembre 2013 in libreria, che possono essere letti a diversi livelli. Hanno un’immediatezza che li rende comprensibili ad un bambino, ma nascondono, sotto il guscio della semplice trama, significati profondi, riservati agli adulti.
Perciò si può dire che la fiaba della lumaca di Sepúlveda appartenga al genere sapienziale: può considerarsi una sorta di parabola laica, portatrice di valori universali che suggeriscono un modo nuovo di vivere e di condividere.
A queste notazioni si aggiungano la sveltezza e la piacevolezza della lettura, resa agile da uno stile che Italo Calvino avrebbe lodato come “leggero”, perché sottratto alla pesantezza e perché capace di togliere peso.

... specchio di armonia ...
... e di complessità...


Il racconto 
(solo l'inizio …   
per non perdere il gusto 
della lettura diretta).

«In un prato vicino a casa tua o a casa mia viveva una colonia di lumache sicurissime di trovarsi nel posto migliore del mondo. Nessuna di loro si era mai spinta fino al limitare del prato …».

Il prato è simbolo delle proprie sicurezze, di ciò che conosciamo e a cui siamo abituati … 

In un prato vicino a casa tua ...
(... la spirale dell'abitudine...)

«Fra loro si chiamavano semplicemente “lumaca” e questo a volte creava qualche confusione, risolta con grande flemma. Succedeva, per esempio, che una del gruppo volesse parlare con un’altra, allora sussurrava: “Lumaca, voglio dirti una cosa”, e questo bastava perché tutte le altre girassero la testa».

Le lumache non hanno nome: è l’anonimato che regna nel gruppo, finché si rimane nella massa, omologati.

... nel prato viveva 
un gruppo di lumache 
senza nome ...
(Gustav Klimt, L'albero della vita)
«Le lumache sapevano di essere lente e silenziose, molto lente e molto silenziose, e sapevano anche che quella lentezza e quel silenzio le rendevano vulnerabili… Per evitare che la lentezza e il silenzio le impaurissero preferivano non parlarne, e accettavano di essere come erano con lenta e silenziosa rassegnazione».

Le lumache preferiscono non parlare della propria condizione: conducono la vita rassegnata di chi non si pone più domande.

... erano lumache chiuse 
nel silenzio ...
(...la spirale della rassegnazione...)
«Fra loro però c’era una lumaca che, pur accettando una vita lenta, molto lenta, e tutta sussurri, voleva conoscere i motivi della lentezza».

Tra esse c'è una lumaca che non si adegua, non si rassegna, non si omologa: è il segno della resistenza.

... una sola lumaca, tra loro, voleva sapere ...
(Vincent Van Gogh, Il vento)
«La lumaca che voleva conoscere i motivi della lentezza non aveva un nome, come del resto non lo avevano le altre lumache, e questo la preoccupava molto. Le sembrava ingiusto non avere un nome …».

Uscire dalla omologazione, dal gregge, significa avere un nome, conquistarsi un’identità.

... voleva trovare luce e risposta 
alle proprie domande ...
(... la spirale, simbolo di introspezione...)
«Senza mai smettere di mangiare, le altre lumache videro allontanarsi la lumaca che voleva conoscere i motivi della lentezza e anche avere un nome, lentamente, molto lentamente, fino a sparire dietro le erbe più alte del prato».
... voleva uscire dal labirinto 
dell'abitudine... 
(Maurits Cornelis Escher, Vortici).
[La lumaca incontrerà la tartaruga Memoria, riceverà il nome di Ribelle, capirà che la lentezza era stata la condizione dell’incontro, della comprensione del proprio compito, della risposta alle proprie domande, della salvezza delle sorelle formiche, dei fratelli bruchi... e delle lumache, e ancora del raggiungimento della propria identità].

Conquistare la propria identità significa intraprendere un viaggio.

... e il racconto continua ...

[Al termine del suo itinerario la lumaca che si era conquistata un nome dirà: ho imparato che il Paese che cerchiamo, quello che con forza desideriamo, risiede dentro di noi].



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