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sabato 23 giugno 2018

L'arte di correre. Murakami.

L'arte di correre nel suo significato letterale di attività fisica e, ancor più, nel senso figurato di una metafora della vita.
Post di Rossana Rolando
Immagini delle illustrazioni di Pia Valentinis (qui il sito).

Pia Valentinis, 
Cavallo e cielo
“…le cose che meritano di essere fatte, vanno fatte con tutto il nostro ardore, anche a rischio di esagerare” (Murakami, L'arte di correre, Einaudi, 2007, Torino, p. 84).

🌟 Confesso di non aver mai letto nulla di Murakami e di aver acquistato il suo libro “L’arte di correre” attratta semplicemente dal titolo, dal momento che la corsa è stata una scoperta della mia vita adulta e una passione che ancora perdura. Per me, correre lungo il mare, nelle prime ore del mattino, in ogni stagione, ma specialmente in quella mite e odorosa della primavera, è un modo impagabile per dare inizio ad una nuova giornata.

🌟 Il testo è rimasto abbandonato un po’ di tempo tra i ripiani della libreria (è uscito nel 2007) e solo recentemente mi è ricapitato tra le mani ed ho iniziato a leggere.
Si può dire che esso appartenga al genere delle “memorie” autobiografiche (come afferma l’autore stesso, p. 143), seppure con un’angolatura particolare che pone l’arte di correre in parallelo con il mestiere di scrivere. Emerge, intenzionalmente, una personalità “modesta”, i cui successi sportivi e letterari risultano il frutto laborioso della perseveranza, piuttosto che il facile esito di inusitate doti fisiche (per la corsa) o la naturale conseguenza di un’eccezionale genialità creativa (per la scrittura). 
Pia Valentinis, 
Strada
Proprio lo stile dimesso produce l’effetto voluto, quello di avvicinare lo scrittore al lettore, strappandolo alla presunta stra-ordinarietà di un’icona lontana e rendendolo prossimo al comune modo di vivere e sentire.
Certo il talento è necessario – annota Murakami - ma non è tutto. Nella medietà dei casi (entro la quale egli stesso si colloca) il talento richiede di essere sempre riconquistato e approfondito. Costanza, dedizione, allenamento, esercizio, fatica, lavoro, ascesi diventano così i contrassegni della sua attività e le cifre di una precisa interpretazione della propria esistenza.

“Correre ogni giorno per me è fonte di vita…” (op. cit., p. 64)

🌟 I motivi per correre. Nel racconto di Murakami la corsa non è solo un’attività che assorbe un preciso tempo (ad esempio in alcuni periodi circa 10 km, un’ora al giorno, per un totale di 60 km alla settimana) e trova coronamento in numerose maratone (da New York ad Atene, da Boston al Lago Saroma…), ma è anche un’esperienza riflessa, sulla quale si esercita il pensiero.
Pia Valentinis, 
Betulle dal basso
Perché si corre? I motivi emergono lungo le pagine del libro e molti sono comuni a tutti coloro che corrono:
⋆per sentirsi meglio con il proprio corpo (alleggerirsi, perdere peso)
⋆per vincere le dipendenze, trovando nella corsa un valido aiuto (ad esempio, come racconta Murakami, smettere di fumare)
⋆per svuotare la mente
⋆per armonizzare corpo e ritmo (nell’ascolto della musica mentre si corre)
⋆per scaricare tensioni
⋆per conservare uno spazio di solitudine
⋆per godere della natura (correre in percorsi belli, in parchi, in boschi, lungo fiumi, vicino al mare)
…. 

“Gli esseri umani trovano naturale perseverare nelle cose che amano, e in quelle che non amano no, sono fatti così” (op. cit., p. 40).

Pia Valentinis, 
Ponti e strade
🌟 La filosofia della corsa. Murakami tuttavia non intende invitare a correre sempre e comunque. Molti possono essere i motivi per non farlo, di ordine fisico e/o mentale.
Quello che vuole comunicare - ben al di là della lettera -  è lo spirito della corsa. Correre significa seguire e coltivare la propria inclinazione naturale (il talento). Nessuno può mettere tanto impegno in ciò che non gli è congeniale. Ciascuno deve invece cercare di capire che cosa lo attrae per poi dedicarvisi corpo e anima. Così egli è diventato maratoneta, così si è scoperto scrittore. La capacità di faticare per le cose che si amano può portare lontano. Questa è l’arte di correre.
Nella mia deformazione filosofica vi ho scorto - adattandolo - il fondamento dell’etica stoica (e mutatis mutandis spinoziana), che individua la felicità nell’adesione libera alla propria natura e vi ho ritrovato – in un diverso linguaggio – la sostanza del monito di Lacan (ripreso da Massimo Recalcati) che comanda di essere all’altezza del proprio desiderio, rispondendo ad esso con tutte le forze.
Pia Valentinis, 
Tuffo
Se ne ricava anche un principio basilare in ambito educativo, di cui la scuola tiene conto troppo poco, quello che prescrive di far leva sulle inclinazioni e sugli interessi. Si impara veramente - si corre - solo là dove si ritrova una forte spinta interiore a farlo.

“Se mai ci sarà un epitaffio sulla mia tomba, e se posso sceglierlo io, vorrei che venissero scolpite queste parole:
Murakami Haruki
Scrittore (e maratoneta)
1949- 20**
Se non altro, fino alla fine non ho camminato [leggi: ho sempre corso]” (op. cit., p. 142).

16 commenti:

  1. buongiorno Rossana, grazie di scrivere, è un'arte. confesso di non aver letto L'arte di correre. la mia corsa con Haruki Murakami è partita da Kafka sulla spiaggia e proseguita con gli altri suoi romanzi perché, se cominci con uno, non puoi più smettere di correre. buona corsa a te.

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    1. Il tuo sorridente commento aggiunge un importante contributo per chi volesse avvicinare questo autore. E' un invito alla lettura di Murakami. Grazie! Buona domenica.

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  2. buongiorno Rossana, grazie di scrivere, è un'arte. confesso di non aver letto L'arte di correre. la mia corsa con Haruki Murakami è partita da Kafka sulla spiaggia e proseguita con gli altri suoi romanzi perché, se cominci con uno, non puoi più smettere di correre. buona corsa a te.

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    1. Grazie anche per il commento su facebook!

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    2. sono contenta di poterlo fare. buona domenica a presto

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  3. Est modus in rebus, così dicevano i latini. Come vedi, mi sintonizzo subito al filone stoico, poi spinoziano... Ci serve per far proprio un costume! La moda, in quanto tale, resta lontana.
    Io posso ricordarmi della mia passione adolescenziale ed era spensieratezza. Poi ho abbandonato del tutto e, altrimenti, il mio ritmo è andato facendosi piuttosto lento.
    In ultimo, voglio soffermarmi sui disegni che completano il testo. Lo arricchiscono e consigliano la cifra dell’illimitato, che si confà al correre. Grazie!🎈🎈🎈

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    1. I disegni di Pia Valentinis sono davvero molto espressivi e testimoniano anche un impegno sul piano culturale (per esempio la serie degli autori tra cui Simone Weil che inserirò nel tuo prossimo post). Molto suggestiva "la cifra dell'illimitato" applicata alla corsa.

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  4. La “corsa” di Murakami descritta da Rossana mi pare il migliore antidoto alla ormai generalizzata condizione umana delle “vite di corsa”: tutti siamo presi e persi in un perpetuo e trafelato presente, tutto è affidato all’esperienza “liquida” del momento, inafferrabile, sfuggente al pensiero pensante. Si può correre altrimenti, si può essere altrimenti. Dunque la “corsa” sopra descritta può essere paradigma del tras-correre delle nostre vite: vissuto con passione e dedizione; fatto di regole scritte (cittadinanza!) e non scritte (la coscienza!); intessuto di continue scoperte e riscoperte del sé e del noi (la propria ed altrui autonomia, identità, libertà da e per); costruito tramite i silenzi della solitudine, il ristoro delle pause ed attese, i momenti degli incontri, lo stupore della bellezza… Correre la vita “non è caminare”, è proprio dare il meglio di se stessi per sé e per gli altri e soprattutto è il continuo imparare ad educarsi.

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  5. Nella Crosiglia23 giugno 2018 11:14

    Da leggere.

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  6. Teresa Massaccesi26 giugno 2018 15:21

    Correre...!. Quante interpretazioni...! ....volontà di apprendere....fare...capire.......e per sottolineare i nostri interessi e progetti..
    Correre ...è " il filo " della nostra vita....

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    1. Grazie del gradito commento che coglie il senso metaforico della corsa come risposta piena alle proprie potenzialità positive. Buona giornata!

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  7. Cara Rossana, grazie di queste riflessioni, nelle quali mi identifico pienamente. Tra l'altro, le camminate (anche se non di corsa) e la scrittura sono due passioni del mio essere. Nel vostro blog trovo "brodo caldo per l'anima". Grazie. Saluti cordiali.

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    1. Sono proprio contenta di questa ulteriore convergenza (la passione per il camminare). In effetti il libro costruisce un parallelismo interessante e comunque originale tra le due attività (correre e scrivere). Grazie a te per l'amicizia.

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  8. Dimenticavo: ottima l'accoppiamento con i quadri di Pia Valentinis (ma dove le scovi queste bellezze?!)

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    1. Come hai capito l'aspetto iconografico mi attrae molto e mi rallegra individuare e presentare nuove proposte artistiche di pregio (sempre con il consenso degli autori). Un abbraccio.

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