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| Mrs Oby Ezeilo, 19 maggio 2023 |
"Persona e Comunità" è un blog di riflessione culturale, filosofica, religiosa, pedagogica, estetica. Tutti gli articoli sono scritti da: Gian Maria Zavattaro, Rossana Rolando, Rosario Grillo.
martedì 10 ottobre 2023
La bellezza dell'Africa.
domenica 18 luglio 2021
Chi è straniero?
| Oliviero Masseroli, La vita in dettaglio, Bangladesh |
sabato 19 giugno 2021
Vie dell'accoglienza.
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| Gabriel Pacheco, Galleggiare per non affogare |
Lascio gli aspetti geopolitici a chi ha le competenze professionali per svolgerli. Mi limito a qualche interrogativo: qual è la politica di inclusione-integrazione nella mia regione, in Italia ed in Europa? Quali i rapporti tra Comuni Sprar Cas questure e prefetture Caritas ed altre istituzioni pubbliche, religiose, laiche, private ubicate in tutte le province?
Ma il primo interrogativo, decisivo, è: Che significa accoglienza? Parola usata ed abusata con cui troppi si riempiono la bocca.
È assistenzialismo sentimentale, frutto di spinta emotiva più o meno duratura o fatto culturale? Atto di debolezza o di forza? Optional paternalistico o dovere che liberamente si sceglie e si adempie? Gesto isolato o dimensione stabile? Generico appello buonista o forte richiamo al primato etico della responsabilità? È imperativo della singola persona oppure sociale-istituzionale o unità di entrambi?
Un significato univoco. Se a definire il grado di civiltà di una società è la sua valenza inclusiva, la capacità di dare tutela a persone e gruppi più deboli, la parola accoglienza deve assumere un significato univoco. Scriveva De Rita che accoglienza “non è solo prestarsi per qualcuno in difficoltà senza lasciarsi sopraffare nel lavoro dalla dimensione burocratica e amministrativa; innanzitutto è una mentalità, un atteggiamento di fondo, una disposizione anteriore all’agire, ospitalità dell’altro nel proprio orizzonte personale e professionale, solidarietà. Non si improvvisa; si costruisce poco alla volta nelle circostanze in cui ci si trova; è cultura, essenzialmente educazione”.
giovedì 7 febbraio 2019
L'urlo dell'oppresso. Lettera immaginaria.
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| Sebastião Salgado, Africa |
venerdì 3 agosto 2018
Al bivio tra civiltà e barbarie.
(Deuteronomio 27:19).
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| Fuad Aziz |
martedì 17 luglio 2018
Pagine di diario. Pensare il presente con Simone Weil.
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| Pensare il presente con Simone Weil |
Si scava più a fondo e si trova la crescita abnorme della psicologia dell’ansia e della paura, diffusa a piene mani dalla ideologia corrente del SOVRANISMO e del nuovo nazionalismo.
Nello stesso tempo, gli esperti garantiscono: non c’è emergenza!
Nella alternanza: ora passano assurdi umori e con essi si ratificano patti di dismissione dell’accordo di Schengen, di chiusura dei porti, di guerra alle ONG, di incentivazione del tornaconto dei singoli paesi.
O si interrompe il cammino della comunità europea o si certifica che si dà libero sfogo alle peculiarità nazionali.
Comunque, di sicuro, è messo al bando il principio dell’umanità. (Mi ricordo male o sul continente europeo, migrando dall’Africa, cominciò l’avventura dell’uomo?!)
O per difetto di coerenza o per fatto di Resistenza, si intrecciano eventi che evidenziano solidarietà, appelli all’uguaglianza. (Calzante la liturgia di domenica 30/06!)
Mi confortano, d’altra parte, personali letture che affrontano il tema e danno aiuto ad illuminarlo. Da circa un mese mi sono concentrato sulle opere di Simone Weil che ho affiancato ad opere di delucidazione e commento: AA.VV.- pensare il presente con Simone Weil , ed. Effatà, 2017.
In S.W. (1909/1943)¹ si può trovare: passione resistenza riflessione teorica, vita pratica, analisi della questione sociale e indagine a tutto campo sul diritto.
sabato 14 luglio 2018
Africa, che fare?
Immagini dei dipinti di George Lilanga (1934-2005) con i suoi Shetani o spiriti del profondo (dalla collezione di Cesare Pippi, per gentile autorizzazione, qui il sito).
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| George Lilanga |
Vorrei pertanto riproporre brevemente alcune riflessioni sul suo “Punti fermi sull’Africa”, già presentate su questo blog tre anni fa, ma divenute nuovamente di urgente attualità, a seguito dei respingimenti italiani ed europei dei fuggitivi nel mar Mediterraneo. Ogni giorno l’Africa è sistematicamente violentata da infinite guerre regionali, da carestie e siccità in gran parte frutto di una cinica globalizzazione che si esprime nella violenza perpetrata sull'ambiente da multinazionali di ogni colore politico le quali, complice la corruttela di tanti governanti, si accaparrano terre, sfruttano e spogliano intere nazioni delle loro ricchezze naturali, generano una quotidiana sopraffazione che si tramuta in fuga disperata soprattutto per donne e bambini, che non hanno più nulla da perdere. Le nostre coscienze sono senza scampo interpellate. La storia, implacabile, non farà sconti alla nostra generazione.
domenica 1 luglio 2018
Ricordati che eri straniero. Qualunquismo e uomo qualunque.
Immagini di Pia Valentinis (qui il sito).
Sentinella, quanto resta della notte?
La sentinella risponde: viene il mattino, e poi anche la notte;
se volete domandare, domandate, convertitevi, venite” (Isaia 21, 1-12). (1)
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| Pia Valentinis, Mano |
Essere una persona qualunque è una bella cosa: nella sua irripetibile identità ognuno di noi è cittadino uguale agli altri in fatto di diritti-doveri e in quanto possiede la parola ed appartiene alla comunità nazionale ed umana (4). Come ogni persona qualunque non ho bisogno di distinguermi con il “lei non sa chi sono io”: so benissimo chi sono, persona che non “conta”, che si sente a casa propria con tutti, in specie con gli ultimi i penultimi i terz’ultimi i quart’ultimi e i quint’ultimi… e con coloro che sono con e per gli ultimi.
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| Pia Valentinis, Storie di paura |
venerdì 19 gennaio 2018
Lingua e integrazione culturale.
Immagini di calligrammi (poesie disegnate) del poeta francese Guillaume Apollinaire (1880-1918).
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| Apollinaire, Calligramma, Poema del 9 febbraio 1915 |
sabato 14 ottobre 2017
Non chiudete quella porta.
🎨 Immagine di un dipinto di Antonio Casali.
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| Antonio Casali, "Non chiudete quella porta", particolare |
giovedì 3 agosto 2017
Migrazioni e lungimiranza.
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| Stefano Bosis, Schengen 2000/51 (serie Migranti) |
💥 E' bene premettere che il migrare dei nostri progenitori fa parte del patrimonio genetico e culturale di ognuno di noi.
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| Stefano Bosis, Appena arrivati (serie Migranti) |
lunedì 24 luglio 2017
Libertà di muoversi e di migrare.
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| Libertà di migrare |
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| Stefano Bosis, Il primo migrante |
Siamo migranti da sempre pur con modalità diverse, dapprima con spostamenti forzati, poi sempre più per scelte più o meno pianificate. Non ha alcun senso interpretare i flussi migratori contemporanei come se fossero evento eccezionale, emergenza del momento. L'evoluzione insegna il contrario: il fenomeno migratorio umano è strutturale e costitutivo della nostra identità di specie. Migrare è sempre stato fattore evolutivo cruciale, fondamentale strategia di adattamento praticata soprattutto negli ultimi 2 milioni di anni con l'espansione dell'homo sapiens dall'Africa in tutti i continenti. “Gli esseri umani sono evoluti anche grazie alle migrazioni: questa è una delle ragioni per cui occorre garantire la libertà di migrare, soprattutto nel momento in cui i cambiamenti climatici, oltre che le emergenze politiche sociali ed economiche, provocano flussi forzati. Il che significa pure, ovviamente, che va tutelato il diritto di restare nel proprio paese” (1). Come ieri, anche oggi vige il permanente intreccio tra migrazioni e contesto ambientale, climatico, politico, economico. Soprattutto l'impronta antropica globale è oggi allarmante. “Nel 2030 la certezza di essere rifugiati climatici o la probabilità di diventare tali riguarderà almeno 250 milioni di donne ed uomini, nello scenario migliore. Ciò conferma come sia indilazionabile riconoscere lo status di climate refugees, con politiche appropriate di prevenzione e assistenza, mitigazione e adattamento” (2).
domenica 23 luglio 2017
Stefano Bosis, Dipingere i migranti.
Immagini di Stefano Bosis (qui il sito).
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| Stefano Bosis, Viaggio a Lampedusa |
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| Stefano Bosis, Il portatore di sogni |
lunedì 17 luglio 2017
Il filo racconta il mare nostro.
Nei miei ricordi degli anni di insegnamento è presente l’'interesse per il Mediterraneo mostrato da esponenti della scuola di Lundt (Svezia ) con la quale esisteva uno scambio culturale.
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| Gustave Courbet, Il mare a Palavas |
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| Gustave Courbet, Baia con scogliera |
domenica 23 aprile 2017
Lo straniero.
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| Umberto Curi, Straniero, 2010 |
Personalità estroversa la sua, e soprattutto propensa al lavoro di equipe (anche quando l'opera porta in cima la sua unica firma).
venerdì 29 luglio 2016
Lo sguardo limpido e lucido: insegnare è imparare.
Iconografia di Rossana Rolando
e un’altra da imparare in fretta…
| Arianna Papini, Riconoscersi (particolare) |
martedì 26 luglio 2016
Emigrazione e regolazione politica.
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| Hans Baluschek (1870-1935), I lavoratori |
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| Hans Baluschek (1870-1935), Gli emigranti, particolare |
lunedì 25 luglio 2016
L’uomo migrante ieri e oggi.
Iconografia di Rossana Rolando.
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| Hans Baluschek (1870-1935), Stazione ferroviaria |
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| Hans Baluschek (1870-1935), Gli emigranti |
sabato 11 giugno 2016
Gianmaria Testa, Da questa parte del mare.
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| Gianmaria Testa, Da questa parte del mare |
«Forse qualcuno domani dimenticherà
alla porta di casa il suo nome dimenticherà
(p. 21)



























