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Visualizzazione post con etichetta Simone Weil. Mostra tutti i post
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giovedì 10 ottobre 2024

“Sono ancora vivo”. L'arte viene da Gaza.

Post di Rossana Rolando
Disegni di Maisara Baroud (qui il sito Instagram)

Maisara Baroud, 10 ottobre 2024
“I’m still alive” (sono ancora vivo) è il titolo eloquente del progetto culturale e umano di Maisara Baroud (nato nel 1976 a Gaza), professore universitario ed artista palestinese che ha perduto tutto (casa, studio, cose) e continua a rappresentare quotidianamente il dolore consumato sotto le bombe, nella striscia di Gaza, per far sapere ad amici, a parenti e a tutti coloro che ne seguono le vicende sui social, di essere ancora vivo. Ogni giorno un disegno, ogni giorno l’affermazione – nonostante tutto – della vita: I’m still alive.
Quell’ancora (still) indica la resistenza di chi sopravvive, rimane lì, non fugge, condivide il destino brutale del suo popolo e non smette di coltivare il lumicino della vita. E’ l’arte che resiste nell’onnipresenza angosciosa della morte. 

domenica 11 febbraio 2024

Un messaggio da Albert Camus.

 Post di Rosario Grillo.

Albert Camus, 1957
«La generazione di cui parlo sa bene che questa crisi […] è solamente l’aumento del terrore conseguente a una tale perversione dei valori, che un uomo o una forza storica non sono più stati giudicati in funzione della loro dignità, ma in funzione del loro successo».
 
Albert Camus non ha avuto la sorte di essere un autore cult: troppo spinosa la sua provocazione e molto esigente la sua proposta. Di certo non è un autore di riferimento per la “maggioranza silenziosa” che sostiene il presente “pasto politico”. Va ricordato, con ciò, il clamore della rottura con la “quadrata” dirigenza comunista, nazionale ed internazionale. Così come la rumorosa presa di distanza da Sartre e da certo engagement di comodo.
Di rilievo è perciò la sua evocazione dentro un programma culturale, in ora di punta d’ascolto, ad opera del moderato Paolo Mieli. Interlocutore nella trasmissione Passato e presente era lo storico sociale delle idee, David Bidussa, che si è speso per ricostruire il ritratto fedele e la cornice storica del filosofo algerino. (1)
Varia, anche se con una costante di fondo, la sua produzione; certamente incisivi romanzi, come La peste e L’uomo in rivolta; significativa la testimonianza del suo vivere e del suo impegno dentro Combat. (2) (3)

sabato 10 giugno 2023

Scuola senz'anima.

Post di Gian Maria Zavattaro
Immagini delle illustrazioni di Victoria Semykina (qui il sito).
 
Illustrazione di Victoria Semykina
La scuola è un laboratorio che anticipa ciò che dovrebbe essere nel futuro la collettività. (Papa Francesco). (1)
La scuola dovrebbe avere sempre come suo fine che i giovani ne escano con personalità armoniosa, non ridotti a specialisti. Lo sviluppo dell’attitudine generale a pensare e giudicare indipendentemente dovrebbe sempre essere al primo posto, e non l’acquisizione di conoscenze specializzate” (Albert Einstein).
 
In questo “tempo di privazione” c’è il rischio che ogni scuola si stia avviando a tradire la propria vocazione, la propria “anima”. M. Augé direbbe che da “luogo” di relazione-educazione rischia di trasformarsi in “non-luogo”: punto e basta. Come ogni evento ed istituzione umana la scuola vive nel tempo della società hic et nunc con i suoi valori e contraddizioni, ne è il riflesso, ma va oltre perché tempo-luogo educativo proiettato verso il futuro. È “presente” nel suo tempo nella triplice modalità di presente del presente, presente del passato, presente del futuro (“esse nosse velle”). “Siede fra il passato e il futuro e deve averli presenti entrambi (2): sconfina, sfugge ad ogni esclusiva appropriazione, abita sia il pensiero convergente (contenuti e regole funzionali ai bisogni-interessi della società) sia il pensiero divergente (creativo critico innovativo). È il suo ruolo “profetico” (3), spesso tradito, emblema dell’etica della responsabilità nei riguardi anche delle future generazioni: appartiene al suo tempo ma non si perde in esso, riconosce la memoria e la storia nella pre-visione di un futuro più umano.

domenica 12 settembre 2021

Perfetta attenzione.

Post di Rossana Rolando
Immagini dei dipinti di Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, pittore e compositore lituano (1875-1911).

Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, Creazione del mondo I
💥 Senso comune. La tematica dell’attenzione ha risvolti pedagogici e psicologici. Essa riguarda comunemente l’ambito dell’apprendimento. Si parla, infatti, di disturbi dell’attenzione, di errori di disattenzione… A scuola si invita a “stare attenti”, si tiene conto della curva di attenzione e si riflette sull’importanza di educare alla concentrazione.
 
💥 Attenzione e presente. Ma il discorso ha una portata ben più vasta, filosofica, esistenziale ed etica.
Potremmo enuclearlo anzitutto così: l’attenzione è un modo di vivere il tempo, l’istante. 
 
Lo dice meravigliosamente Borges in Nostalgia del presente:
In quel preciso momento l’uomo si disse:
che cosa non darei per la gioia
di stare al tuo fianco in Islanda
sotto il gran giorno immobile
e condividere l’adesso
come si condivide la musica
o il sapore di un frutto.
In quel preciso momento
L’uomo stava accanto a lei in Islanda. (1)
 
Ecco, l’attenzione è la conquista di quel “preciso momento”.

martedì 17 agosto 2021

Costituente della Terra.

Post di Rosario Grillo.
 
Terra, NASA
“La forza bruta non è sovrana quaggiù. È per natura cieca e indeterminata. Ciò che è sovrano qui è la determinazione, il limite” (S.Weil, La prima radice).
 
PREMESSA.
Come illuminazione, facendo parte del gruppo che sta lavorando, sotto la guida di Raniero La Valle, a una COSTITUZIONE DELLA TERRA, mi è venuta l’idea di associare lo studio di Alain Supiot alle note feconde della filosofia di Simone Weil, riferendole al momento attuale e alla necessità impellente di curare la “crisi dell’uomo, della società e della natura” rispondendo alla sollecitazione di Papa Francesco e al bisogno di uscire dalla pandemia.

sabato 29 maggio 2021

Simone Weil in Italia.

Post di Rosario Grillo 
 
Viaggio in Italia
Non siate ingrati verso le cose belle. Godete di esse, sentendo che durante ogni secondo in cui godete di loro, io sono con voi... Dovunque c'è una cosa bella, ditevi che ci sono anch'io. [129]»
 
Un’esperienza avvincente! Così descrivo la lettura di un’opera costruita raccogliendo le lettere di Simone Weil all’epoca dei due viaggi in Italia. (1)
Non è un libro predisposto dalla stessa Simone. Eppure, si può dire che il montaggio non risulta artefatto ed anzi esso è di molto aiuto nell’avvicinamento alla figura della filosofa francese.
Ripeto: avvincente. Perché rende la suggestione di “meraviglia coinvolgente” che dalla lettura, secondo me, discende. Le scelte, i commenti, le interpolazioni dei curatori intervengono sempre nel rispetto massimo della figura di Simone Weil, assecondando l’obiettivo della comprensione totale del suo pensiero.
Rientrano questi viaggi nel cliché del “gran tour”? La risposta è un fermo no. Motivato dalle seguenti ragioni: a- la forte incidenza del momento storico; b- il distacco della Weil dagli atteggiamenti “di maniera” (il curatore dice: colorati di romanticismo), inquadrabili in una cornice di “estetismo”; c- l’accorta, anche se indiretta conduzione della Weil che ne fanno tappa del suo itinerario spirituale.

mercoledì 22 aprile 2020

Oltre il 2020.

Post di Rosario Grillo.
Immagini di Andrea Ucini (qui il sito)

Modi per vincere il tuo Covid 19 
(The Waschington Post)
“Contro il tramonto dell’Occidente non sta la civiltà risorta, ma l’Utopia, che muta e interrogativa è racchiusa nell’immagine della civiltà che tramonta” (Th. W. Adorno). 





Il tutto diparte dal momento “articolare” che il mondo, investito dal coronavirus, sta vivendo.
C’è, in questo momento, dolore, certamente; e c’è volontà - inibita o repressa nel tempo ordinario - di andare in aiuto dell’altro.
Nel tempo della paura e dell’angoscia non emergono solo le tensioni fraterne e solidali.
Ivo Lizzola scrive “Nell’emergenza sembrano cavarsela meglio gli indifferenti, ci dicono gli antropologi e gli psicologi delle crisi. La stessa Zambrano in L’agonia dell’Europa, annota che “ogni disastro consente alla gente di manifestarsi nella sua cruda realtà: è strumento di rivelazione”. Rivela anche la forza del risentimento, della separazione dall’altro. Eppure da lì si svela anche come l’uomo (e lei parla proprio dell’uomo europeo) sia una creatura a cui non basta nascere una sola volta: può, anzi “ha bisogno di essere riconcepito” la speranza è “il suo fondo ultimo”, la nuova nascita.”
Andrea Ucini, Porte chiuse cuori aperti 
(Express)
«Dobbiamo ancora pensare, sentire l’esperienza che la vita sta disegnando dentro di noi, tra noi, del nostro tempo. Fare attenzione, dobbiamo fare attenzione: “l’educazione all’attenzione è la cosa più importante” scriveva Simone Weil; e ancora “che cos’è la cultura? Educazione all’attenzione. Anzitutto attenzione allo sventurato.
Ci sono esperienze che possono essere risvegli. Esperienze limite, immaginali e di scelta, di intuizione conoscitiva e di conversione, e durano un passaggio. Per aprire un nuovo inizio quel passaggio deve diventare una soglia, che introduca a un nuovo viaggio, sorretti dalla speranza in una “ulteriorità”, in un nuovo inizio”» (Intervista a Ivo Lizzola, dal blog AlzogliOcchiversoilCielo).

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sabato 27 ottobre 2018

Il monito di Simone Weil. Qual è il tuo tormento?

Post di Gian Maria Zavattaro
Immagini delle illustrazioni di Anna Masini (in arte Ninamasina), per gentile autorizzazione (http://www.ninamasina.it/).

“Gli studi scolastici sono come il campo che racchiude una perla”
(S. Weil, Riflessioni sull’utilità degli studi scolastici al fine
dell’amore di Dio, 
in  Attesa di Dio, Rusconi, Mi,1991, p.84).

Ninamasina, Simone Weil
S. Weil è figura cara a questo blog, come dimostrano appassionati post firmati in particolare da Rosario. Ebbene è in corso in Italia una viva polemica, anche con dure manifestazioni di protesta, da  parte di studenti e docenti, circa l’incuria (un eufemismo?) che l’attuale governo parrebbe riservare agli “studi scolastici”, tutto proteso com’è su altri fronti (proclamazione della fine della povertà in Italia mentre si cacciano gli “sventurati” di turno - oggi i migranti e domani chi? - e si snaturano gli equilibri dei bilanci, si distribuiscono panes et circenses - ovvero condoni vari - nella ricerca vorace di consensi e di controllo dei media, denunciando miriadi di complotti e via).
Mi è parso perciò valesse la pena rilanciare un piccolo post, pubblicato al tempo dei primi vagiti di questo blog, esattamente il 16.9.2013. Si tratta di una pagina che ha conservato a mio parere tutta la sua fragranza: S. Weil con lucido ardore precisa il valore dello studio - qualsiasi studio, dalla  versione latina al problema di geometria “anche se sbagliati” - ed il suo significato sociale  umano religioso, che non è mai solo affare individuale, perché a ben vedere studio vuol dire cultura, cioè, oltre che possesso della parola, appartenenza alla comunità e responsabilità verso gli altri (1).

martedì 17 luglio 2018

Pagine di diario. Pensare il presente con Simone Weil.

Post di Rosario Gillo.
Crisi e sguardo lungo.
Pensare il presente 
con Simone Weil
Di frequente gli eventi si succedono in modo strano. Qualcuno direbbe preordinato. Nelle ultime settimane l’Europa è stata teatro di manifestazioni inconsulte, in buona parte legate al precipitare della questione dei migranti.
Si scava più a fondo e si trova la crescita abnorme della psicologia dell’ansia e della paura, diffusa a piene mani dalla ideologia corrente del SOVRANISMO e del nuovo nazionalismo.
Nello stesso tempo, gli esperti garantiscono: non c’è emergenza!
Nella alternanza: ora passano assurdi umori e con essi si ratificano patti di dismissione dell’accordo di Schengen, di chiusura dei porti, di guerra alle ONG, di incentivazione del tornaconto dei singoli paesi.
O si interrompe il cammino della comunità europea o si certifica che si dà libero sfogo alle peculiarità nazionali.
Comunque, di sicuro, è messo al bando il principio dell’umanità. (Mi ricordo male o sul continente europeo, migrando dall’Africa, cominciò l’avventura dell’uomo?!)
O per difetto di coerenza o per fatto di Resistenza, si intrecciano eventi che evidenziano solidarietà, appelli all’uguaglianza. (Calzante la liturgia di domenica 30/06!)
Mi confortano, d’altra parte, personali letture che affrontano il tema e danno aiuto ad illuminarlo. Da circa un mese mi sono concentrato sulle opere di Simone Weil che ho affiancato ad opere di delucidazione e commento: AA.VV.- pensare il presente con Simone Weil , ed. Effatà, 2017.
In S.W. (1909/1943)¹ si può trovare: passione resistenza riflessione teorica, vita pratica, analisi della questione sociale e indagine a tutto campo sul diritto.

mercoledì 27 giugno 2018

Una versione del "sacro". Simone Weil.

Post di Rosario Grillo
Immagini delle illustrazioni di Pia Valentinis, in Guia Risari, Il taccuino di Simone Weil (qui il sito).

Pia Valentinis, 
Simone Weil
Difficile trovare la misura giusta per parlare di Simone Weil!
Si viene addirittura tentati di dire che lei stessa preparò  le occasioni per rendere ostica l’impresa.
Simone Weil scrisse molto, ma scartò per principio la sistematicità.
Soprattutto è vietato scindere il suo pensiero dalla vita vissuta.
Solo questa “trama“ contiene la chiave ermeneutica della sua opera, che infatti ha un titolo che spicca su tutti: i “Quaderni”, dimostrazione effettuale del pensiero-azione.
Penetrando nel suo stile, nel suo carattere, balza in primo piano l’istanza della autenticità, quasi sconfinante in una ipertrofia dell’io.
Proprio lei che osteggiò il primato del soggetto e si spese per l’affermazione dell’impersonale.
Colta questa piega, se ne evince la risicata consonanza con lo spirito del nostro presente, così tentato dall’individualismo.
Presente in tutti i cimenti significativi (e simbolici) della sua epoca, alla fine consunta dalla sua stessa sete di verità.

domenica 8 novembre 2015

La figura di Simone Weil.


Simone Weil, 
La persona 
e il sacro.
Non potendo delineare in poche righe la complessa personalità di Simone Weil (1909-1943), mi limito ad indicare due direttrici:  (1) fu sempre dalla parte degli oppressi e degli “sventurati”; (2) la sua ricerca religiosa, intensa, mistica e profonda, l’avvicinò alla fede cattolica.
(1) In prima fila nelle lotte sindacali e politiche, sperimenta il duro lavoro nelle fabbriche e nei campi, partecipa alla guerra civile spagnola, intuisce la gravità del nazismo che intende combattere senza risparmiarsi e si lascia infine morire d’inedia per partecipare alle sofferenze degli ebrei.
Simone Weil, 
La questione 
operaia
Insegna filosofia tra il 1931-38 nei licei femminili di varie città francesi, disorientando alunne e cittadini per le sue iniziative. Dello stipendio spende per sé solo l’equivalente del sussidio ai disoccupati, per condividerne le ristrettezze di vita. In varie pubblicazioni denuncia anche lo stalinismo come forma di oppressione non dissimile dal fascismo. Ospita per qualche tempo a Parigi l’esule Trockij, con il quale si scontra verbalmente, lasciandolo interdetto: “appartiene forse all’esercito della salvezza”.

lunedì 1 settembre 2014

La massoneria ad Albenga.


La Costituzione italiana (articolo 18) prevede 
il diritto di associarsi liberamente 
e proibisce le associazioni segrete 
che perseguano scopi politici.
Non amo per principio le sterili discussioni e le inutili polemiche che mi porterebbero  lontano da ciò che è l’intento  (o la velleità) di questo post: la richiesta della massima trasparenza e della sincerità nei comportamenti pubblici di tutti e per tutti, a partire da chi ricopre cariche elettive o svolge pubbliche funzioni.

La massoneria è un'associazione 
legalmente riconosciuta dallo Stato italiano...
L’occasione è nata  dalla discussione con alcuni fidati amici sulla massoneria ad Albenga. Da qui ho  deciso di partire. In realtà si poteva  allargare la riflessione ad altre associazioni, tanto laiche quanto confessionali, ma la scelta della massoneria era parsa a tutti paradigmatica. 

... non è, infatti, un'associazione segreta ... 
in quanto non risulta segreta la sua esistenza...
(sito ufficiale del Grande Oriente d'Italia)
Il problema sorto nella discussione era se avesse senso e fosse opportuno richiedere ad ogni pubblico funzionario od amministratore una dichiarazione siffatta: “Non avendo nulla da perdere e nulla da guadagnare, nulla da nascondere e nulla da mascherare, dichiaro pubblicamente la mia adesione alla obbedienza XXX e richiedo che tutti coloro che ricoprono pubblici incarichi ad Albenga  facciano altrettanto, dichiarando pubblicamente la loro appartenenza”.

...anche se segreti sono i simboli, i rituali, i contenuti ... 
(occhio di Dio, uno dei simboli della massoneria)
Non siamo arrivati a conclusioni  condivise: per alcuni tale dichiarazione poteva rappresentare una operazione al tempo stesso dignitosa e sincera; per altri invece appariva inutile ed inopportuna. Ma unanime e condiviso era il punto-obiettivo: la volontà elementare di sincerità come condizione imprescindibile per un pubblico impiego.


La massoneria è nata nel  primo '700 a Londra... 
(taverna dove fu fondata la prima loggia nel 1717)
Qualche anno fa il Presidente dell’Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali (allora era Stefano  Rodotà) dichiarava: “Chi si candida a rappresentare i cittadini deve rinunciare a una parte del proprio privato. La sua sfera di riservatezza deve essere ridotta perché è  legittimo che la collettività conosca a fondo i suoi rappresentanti”. Ovviamente  faceva  salvi gli imprescindibili diritti alla privacy, in particolare  i dati sensibili e  le abitudini  sessuali.

.. ben presto diffusasi in Italia...
(scena di massoneria su una stampa del 1878).
Estraneo ed avverso ad ogni  caccia alle streghe, fieramente sostengo  la liceità e legittimità di ogni libera aggregazione. La libertà di pensiero, di parola e di associazione è un bene che ognuno deve  ogni giorno poter esercitare, con l’unico vincolo del rispetto delle leggi e, come ci ricordano la GAUDIUM ET SPES e la DIGNITATIS HUMANAE, della coscienza che è il nucleo più segreto e sacrario dell’uomo. E’ nella fedeltà alla propria coscienza che gli  uomini e le donne ingaune, insieme, ciascuno con la sua propria identità e diversità, possono e debbono costruire la città, ricercare la verità, risolvere i problemi che urgono. 

Regole costitutive della prima 
loggia massonica del 1723.
Poiché “è la verità a renderci liberi”, la compatibilità tra qualsiasi affiliazione od associazione e la cittadinanza democratica è nella chiarezza della trasparenza e questo deve cominciare con quelle appartenenze che o per l’immaginario collettivo o per la loro parziale segretezza o per il loro discusso passato hanno tutta la convenienza, nel dovere della limpidezza, a liberarsi da stereotipi forse oggi ingiusti ed ingiustificati.


Della Massoneria fece parte Garibaldi, 
eroe del Risorgimento...
Rimangono comunque  legittimi due interrogativi:
- è compatibile con trasparenza legalità cittadinanza il segreto di una fratellanza e giurata “obbedienza”, tale da far sì che alcun affiliati diventino strumenti di qualcosa che non conoscono?
- perché c’è un generale silenzio ad Albenga su questo tema? Come decifrarlo? Silenzio come complicità o indifferenza o convinzione che ben altri sono i problemi da affrontare e da risolvere?
...ma, di essa, fecero parte molte altre 
personalità politiche  dell'Italia unita  ...
(Giuseppe Zanardelli, presidente della Camera 
e poi del Consiglio tra fine '800 e inizi '900)
Ogni opinione è possibile e per l’appunto opinabile, la mia compresa. Solo non ritengo opinabili la richiesta elementare di verità e di sincerità, la pretesa da parte dei cittadini che ognuno di noi giochi a carte scoperte, nel doveroso rispetto delle personali scelte, qualunque esse siano. Solo se ognuno di coloro che esercitano una pubblica funzione, piccola o grande che sia, accetta di farsi conoscere a fondo dai cittadini (con le ovvie riserve prima ricordate), la democrazia anche ad Albenga può fare  passi in avanti.
... nonché letterati...
(Giosuè Carducci).
C’è infine una decisiva ragione di fondo, sicuramente soggettiva, sicuramente ideologica, ma altrettanto sicuramente trasversale che non conosce barriere di destra  o di sinistra, data dal confronto, o meglio lo scontro, tra  due modi di essere, due dimensioni esistenziali: tra chi ha bisogno della tranquillizzante sicurezza protettiva (culturale psicologica economica) della “obbedienza” e chi non rinuncia al “senso tragico” della  vita.
La massoneria divenne anche 
un soggetto politico eversivo  negli anni '80 del 1900
(Licio Gelli, capo della P2, loggia collegata 
al grande Oriente d'Italia)
Personalmente non posso non prendere atto dei molti meriti storici della massoneria, ma ne conosco i limiti e le contraddizioni,  rientranti in quella storia della dialettica negativa della ragione illuministica ben illustrata da Adorno ed Horkheimer: la ragione nata per liberare che volge in alienazione. Non mi lascio neppure determinare dalla mia personale incompatibilità di credente con la massoneria.
Primo documento di condanna della massoneria 
da parte della chiesa cattolica 
(Lettera apostolica di Clemente XII risalente al 1738).
La ragione di fondo è che per me  non c’è posto per altre “obbedienze”. L’unica obbedienza che riconosco è quella kantiana alla nostra coscienza ed alle leggi scritte, nell’uso pubblico e privato della ragione, sicuramente sollecitata anche dal mio passato lavoro di educatore. Non è forse l’educazione sollecitazione all’esercizio personale della libertà?
“Il massone”, personaggio di Corrado Guzzanti. 
Tra gli obiettivi del “massone” di Guzzanti 
vi è quello di manipolare le menti
attraverso il controllo dell'informazione...
La fedeltà all’universale, al bonum commune, la primazia  della libertà di coscienza, l’obbedienza unicamente  alle leggi scritte e non scritte, non ad altro, non sono certo favorite né esaltate dal chiuso degli steccati, dalle barriere protettive, dalle evanescenti cortine di penombra di talune organizzazioni, massoneria compresa.
Inchiesta sulla massoneria ligure 
risalente agli inizi degli anni '90 del '900.
E non  equivochiamo sul “senso tragico” della vita: è dubbio, ricerca, meraviglia,  grandi tensioni ideali,  speranza che conosce  la malattia mortale della disperazione, rischio dell’errore e dello scacco,  senso del peccato. E’  l’ottimismo tragico di Mounier, i dubbi di Dostoievskij, il dramma dell’Antigone di Sofocle “nata per partecipare all’amore non all’odio” (come ricorda S. Weil), che esige il massimo di sincerità nella massima libertà, che non conosce il piattume degli uomini sicuri, tranquilli e soddisfatti, contenti delle loro protezioni e raccomandazioni, sulle quali costruiscono le loro carriere, E’ l’istanza di Platone di far spuntare le ali contro la forza di gravità.

Simboli della massoneria.
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