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lunedì 1 settembre 2014

La massoneria ad Albenga.


La Costituzione italiana (articolo 18) prevede 
il diritto di associarsi liberamente 
e proibisce le associazioni segrete 
che perseguano scopi politici.
Non amo per principio le sterili discussioni e le inutili polemiche che mi porterebbero  lontano da ciò che è l’intento  (o la velleità) di questo post: la richiesta della massima trasparenza e della sincerità nei comportamenti pubblici di tutti e per tutti, a partire da chi ricopre cariche elettive o svolge pubbliche funzioni.

La massoneria è un'associazione 
legalmente riconosciuta dallo Stato italiano...
L’occasione è nata  dalla discussione con alcuni fidati amici sulla massoneria ad Albenga. Da qui ho  deciso di partire. In realtà si poteva  allargare la riflessione ad altre associazioni, tanto laiche quanto confessionali, ma la scelta della massoneria era parsa a tutti paradigmatica. 

... non è, infatti, un'associazione segreta ... 
in quanto non risulta segreta la sua esistenza...
(sito ufficiale del Grande Oriente d'Italia)
Il problema sorto nella discussione era se avesse senso e fosse opportuno richiedere ad ogni pubblico funzionario od amministratore una dichiarazione siffatta: “Non avendo nulla da perdere e nulla da guadagnare, nulla da nascondere e nulla da mascherare, dichiaro pubblicamente la mia adesione alla obbedienza XXX e richiedo che tutti coloro che ricoprono pubblici incarichi ad Albenga  facciano altrettanto, dichiarando pubblicamente la loro appartenenza.

...anche se segreti sono i simboli, i rituali, i contenuti ... 
(occhio di Dio, uno dei simboli della massoneria)
Non siamo arrivati a conclusioni  condivise: per alcuni tale dichiarazione poteva rappresentare una operazione al tempo stesso dignitosa e sincera; per altri invece appariva inutile ed inopportuna. Ma unanime e condiviso era il punto-obiettivo: la volontà elementare di sincerità come condizione imprescindibile per un pubblico impiego.


La massoneria è nata nel  primo '700 a Londra... 
(taverna dove fu fondata la prima loggia nel 1717)
Qualche anno fa il Presidente dell’Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali (allora era Stefano  Rodotà) dichiarava: “Chi si candida a rappresentare i cittadini deve rinunciare a una parte del proprio privato. La sua sfera di riservatezza deve essere ridotta perché è  legittimo che la collettività conosca a fondo i suoi rappresentanti. Ovviamente  faceva  salvi gli imprescindibili diritti alla privacy, in particolare  i dati sensibili e  le abitudini  sessuali.

.. ben presto diffusasi in Italia...
(scena di massoneria su una stampa del 1878).
Estraneo ed avverso ad ogni  caccia alle streghe, fieramente sostengo  la liceità e legittimità di ogni libera aggregazione. La libertà di pensiero, di parola e di associazione è un bene che ognuno deve  ogni giorno poter esercitare, con l’unico vincolo del rispetto delle leggi e, come ci ricordano la GAUDIUM ET SPES e la DIGNITATIS HUMANAE, della coscienza che è il nucleo più segreto e sacrario dell’uomo. E’ nella fedeltà alla propria coscienza che gli  uomini e le donne ingaune, insieme, ciascuno con la sua propria identità e diversità, possono e debbono costruire la città, ricercare la verità, risolvere i problemi che urgono. 

Regole costitutive della prima 
loggia massonica del 1723.
Poiché “è la verità a renderci liberi”, la compatibilità tra qualsiasi affiliazione od associazione e la cittadinanza democratica è nella chiarezza della trasparenza e questo deve cominciare con quelle appartenenze che o per l’immaginario collettivo o per la loro parziale segretezza o per il loro discusso passato hanno tutta la convenienza, nel dovere della limpidezza, a liberarsi da stereotipi forse oggi ingiusti ed ingiustificati.


Della Massoneria fece parte Garibaldi, 
eroe del Risorgimento...
Rimangono comunque  legittimi due interrogativi:
- è compatibile con trasparenza legalità cittadinanza il segreto di una fratellanza e giurata “obbedienza”, tale da far sì che alcun affiliati diventino strumenti di qualcosa che non conoscono?
- perché c’è un generale silenzio ad Albenga su questo tema? Come decifrarlo? Silenzio come complicità o indifferenza o convinzione che ben altri sono i problemi da affrontare e da risolvere?
...ma, di essa, fecero parte molte altre 
personalità politiche  dell'Italia unita  ...
(Giuseppe Zanardelli, presidente della Camera 
e poi del Consiglio tra fine '800 e inizi '900)
Ogni opinione è possibile e per l’appunto opinabile, la mia compresa. Solo non ritengo opinabili la richiesta elementare di verità e di sincerità, la pretesa da parte dei cittadini che ognuno di noi giochi a carte scoperte, nel doveroso rispetto delle personali scelte, qualunque esse siano. Solo se ognuno di coloro che esercitano una pubblica funzione, piccola o grande che sia, accetta di farsi conoscere a fondo dai cittadini (con le ovvie riserve prima ricordate), la democrazia anche ad Albenga può fare  passi in avanti.
... nonché letterati...
(Giosuè Carducci).
C’è infine una decisiva ragione di fondo, sicuramente soggettiva, sicuramente ideologica, ma altrettanto sicuramente trasversale che non conosce barriere di destra  o di sinistra, data dal confronto, o meglio lo scontro, tra  due modi di essere, due dimensioni esistenziali: tra chi ha bisogno della tranquillizzante sicurezza protettiva (culturale psicologica economica) della “obbedienza” e chi non rinuncia al “senso tragico” della  vita.
La massoneria divenne anche 
un soggetto politico eversivo  negli anni '80 del 1900
(Licio Gelli, capo della P2, loggia collegata 
al grande Oriente d'Italia)
Personalmente non posso non prendere atto dei molti meriti storici della massoneria, ma ne conosco i limiti e le contraddizioni,  rientranti in quella storia della dialettica negativa della ragione illuministica ben illustrata da Adorno ed Horkheimer: la ragione nata per liberare che volge in alienazione. Non mi lascio neppure determinare dalla mia personale incompatibilità di credente con la massoneria.
Primo documento di condanna della massoneria 
da parte della chiesa cattolica 
(Lettera apostolica di Clemente XII risalente al 1738).
La ragione di fondo è che per me  non c’è posto per altre “obbedienze”. L’unica obbedienza che riconosco è quella kantiana alla nostra coscienza ed alle leggi scritte, nell’uso pubblico e privato della ragione, sicuramente sollecitata anche dal mio passato lavoro di educatore. Non è forse l’educazione sollecitazione all’esercizio personale della libertà?
“Il massone”, personaggio di Corrado Guzzanti. 
Tra gli obiettivi del “massone” di Guzzanti 
vi è quello di manipolare le menti
attraverso il controllo dell'informazione...
La fedeltà all’universale, al bonum commune, la primazia  della libertà di coscienza, l’obbedienza unicamente  alle leggi scritte e non scritte, non ad altro, non sono certo favorite né esaltate dal chiuso degli steccati, dalle barriere protettive, dalle evanescenti cortine di penombra di talune organizzazioni, massoneria compresa.
Inchiesta sulla massoneria ligure 
risalente agli inizi degli anni '90 del '900.
E non  equivochiamo sul “senso tragico” della vita: è dubbio, ricerca, meraviglia,  grandi tensioni ideali,  speranza che conosce  la malattia mortale della disperazione, rischio dell’errore e dello scacco,  senso del peccato. E’  l’ottimismo tragico di Mounier, i dubbi di Dostoievskij, il dramma dell’Antigone di Sofocle “nata per partecipare all’amore non all’odio” (come ricorda S. Weil), che esige il massimo di sincerità nella massima libertà, che non conosce il piattume degli uomini sicuri, tranquilli e soddisfatti, contenti delle loro protezioni e raccomandazioni, sulle quali costruiscono le loro carriere, E’ l’istanza di Platone di far spuntare le ali contro la forza di gravità.

Simboli della massoneria.
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