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Visualizzazione post con etichetta empatia. Mostra tutti i post
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martedì 28 novembre 2023

Imparare i sentimenti. No alle scorciatoie.

Post di Rossana Rolando
Immagini delle sculture lignee di Alessandra Aita (qui il sito).
 
Alessandra Aita
In questi giorni si parla nuovamente dell’introduzione a scuola di un ennesimo insegnamento distinto dalle discipline curricolari, legato all’educazione dei sentimenti e delle emozioni. Il progetto sperimentale del ministro Valditara - sull’onda del turbamento collettivo che ha coinvolto l’opinione pubblica, in seguito all’uccisione della giovane Giulia Cecchettin - riprende, in forma diversa, una proposta di legge già avanzata anni fa.
 
La cultura e i sentimenti. Ancora una volta, si pensa di affrontare un enorme tema – come quello dell’educazione all’affettività – con qualche ora in più, in questo caso pomeridiana e libera, affidata a docenti volenterosi e psicologi.
Da anni si espropria e si svuota la scuola del suo specifico ruolo - che è quello di educare attraverso la cultura - per introdurre materie trasversali che rischiano di rispondere solo alla strategia politica di chi cerca di ottenere consenso, facendo leva sulla diffusa ansia sociale, attraverso l’offerta di soluzioni facili e semplificate rispetto a problemi difficili e complessi.

domenica 8 novembre 2020

Lo sguardo al tempo del covid.

Post di Gian Maria Zavattaro.

Antoon van Dyck (1599-1641), Autoritratto (1613), dettaglio

Nel tempo delle mascherine obbligatorie e delle metriche distanze pare tramontato il faccia a faccia (vis à vis, face to face) che era sancito dalle strette di mano oggi poste al bando. Che cosa rimane della irruenza non verbale dello sguardo, adesso che è estrapolato dal volto ed esiliato dal tatto? Le mascherine non nascondono gli occhi ma celano i tratti individuali identificativi del viso (mento labbra bocca gote colorito naso), contesto che immediatamente connota lo sguardo e lo rende decifrabile.

Ma è ancora possibile nella situazione attuale decifrare ed essere decifrati?

venerdì 1 novembre 2019

Empatia, chi sei?!

Post di Gian Maria Zavattaro 
Immagini delle illustrazioni di Marco Somà  (qui il sito).

Marco Somà
Mi sembra un segnale positivo il fatto che, per quanto lentamente, si stia diffondendo in non poche persone la sensazione, anzi la convinzione, che troppi termini alla moda, luoghi comuni e frasi fatte nascondano in realtà il vuoto, inondando la rete di una spirale mimetica divenuta contagiosa malattia endemica.  Questi vocaboli fanno molto chic, suonano bene, appunto a vuoto, e anche se non si capisce che cosa vogliano dire proprio per questo sono utilissimi diffusori del pensiero unico (il cui imperativo è: “non pensare!”), tradimento della Parola e delle parole. Non è solo confusione linguistica di monologhi tra ciechi e sordi: è paradossale sintomo di incomunicabilità  e proprio in mezzo al ridondante frastuono della società delle comunicazioni.
Guardandomi bene dalla nebbia che avvolge l’indecente vergognoso quotidiano spettacolo dei vaniloqui politici (grazie al cielo, con qualche eccezione che ci apre alla speranza), mi limito a citare alcuni (chiamiamoli così) “effetti acustici” come emozione, sentimento, empatia ridotti a incongruenti suoni articolati, bellamente intercambiabili.

mercoledì 5 agosto 2015

Un pensiero mattutino, con Carl Rogers e l'immagine del pesce. Riassumere i pensieri di un altro.


“ogni persona non può parlare francamente per difendere le proprie idee che dopo aver riesposto le idee ed i sentimenti della persona che ha parlato prima di lei, esattamente e con piena soddisfazione di quest’ultima… Vedreste che cosa ciò significherebbe. Significherebbe semplicemente che prima di esprimere il vostro punto di vista, sarebbe necessario assimilare il quadro di riferimento dell’altra persona, comprendere i suoi pensieri ed i suoi sentimenti sino al punto di riassumerli in vece sua. Ciò sembra facile e semplice, non è vero? Ma se farete questo tentativo, scoprirete che è una delle cose più difficili che abbiate mai tentato di fare. Tuttavia quando sarete stati capaci di vedere il punto di vista dell’altro i vostri ulteriori commenti dovranno essere rivisti radicalmente” (CARL ROGERS).
Caro Carl, temo  che Lei abbia ragione...
Ognuno ha il suo mondo 
(come questo pesce 
che vive nella sua ampolla).

sabato 25 ottobre 2014

L'empatia in politica... in ogni città.


L'empatia comunica in profondità...
... con il coraggio delle proprie idee ...
L’empatia è comunicazione in profondità,  animata dal coraggio delle proprie idee personali e nello stesso tempo dal rispetto dell’altro, delle sue idee e della sua libertà,  nell’impegno esaltante e difficile di progredire insieme verso la verità.

... nel rispetto delle idee altrui ...
... per progredire insieme verso la verità.
Per chi svolge un ruolo pubblico, sociale o politico non è facile vivere un atteggiamento empatico, che non si accontenta di una qualsiasi comunicazione con gli altri centrata su di sé (come un bel show in piazza), ma esige una relazione strutturata secondo un modello democratico che garantisca la reale partecipazione di tutti alla vita sociale secondo il ruolo e le capacità di ciascuno, assicuri a tutti la possibilità di sentirsi in qualche misura co-artefici delle scelte che si impongono nella vita sociale ed organizzata, li faccia sentire soggetti e non oggetti.
Per chi svolge un ruolo pubblico ...
... non è facile far sentire partecipi ...
L’atteggiamento empatico nelle persone che svolgono impegni politici o sociali riscopre la vita con gli altri, ma insieme rifiuta decisamente lo stato d’infanzia dei cittadini e il paternalismo di chi  pretende guidarli per il loro  bene senza farli crescere come cittadini attivi; evita lo stile autoritario come quello anonimo e  soprattutto non si approfitta mai  del suo ruolo e del suo potere.

...  per chi esercita un potere ...
... con i rischi negativi che il potere comporta ...
Quello che vorrei da subito vedere è Albenga  vivere e respirare come comunità e non come aggregato sociale. Vorrei vedere valorizzato e non solo usato l’associazionismo, realtà così varia e decisiva ad Albenga, strumento non secondario per un allargamento effettivo della decisionalità, collocata all’interno di una comune produzione di valori. 

... non è facile valorizzare ogni voce ...
...far sentire tutti parte di una comunità ...
Vorrei che coloro che hanno responsabilità politiche ed amministrative sentissero  il dovere di non mortificare la nostra cittadinanza attiva, ma insieme il bisogno  di far percepire a noi cittadini la complessità dei problemi culturali, sociali, economici della città che sono chiamati a gestire. Vorrei  che la città  fosse il luogo del convivio delle differenze ovvero delle identità di ciascuno, in cui tutti – tutti, anche gli ultimi arrivati - possiedono la parola e percepiscono di appartenere alla comunità cittadina, in cui ciascuno pone in discussione la sua presenza e la sua partecipazione e concorre a creare nuovi valori etico-sociali: Albenga “una”, nelle sue diversità, in testa il Sindaco  con la giusta qualifica di  primo cittadino.

... non è facile trasmettere idee e sentimenti ...
... e ricevere di ritorno idee e sentimenti ...
Se comunicare è capacità posseduta di trasmettere idee e sentimenti ad altri nonché capacità di ricevere di ritorno idee e sentimenti, allora ad ognuno di noi spetta il compito di  promuovere questa interazione di parola ed ascolto: è parlando di qualche cosa che si parla a qualcuno, è ascoltando qualche cosa che si ascolta qualcuno.

....ad ognuno di noi spetta il compito ...
... di provare a comunicare...
Chi desidera intervenire può andare qui sotto su "commenta come", nel menù a tendina selezionare "nome/URL", inserire solo nome e cognome e cliccare su continua. Quindi può scrivere il proprio contributo sul quale rimarrà il suo nome ed eventualmente, se lo ritiene opportuno, può lasciare la sua mail.



mercoledì 1 ottobre 2014

L’empatia nella relazione interpersonale.


Parliamone...
L’empatia (lett. “sentire dentro l'essere con l’altro”) non è una tecnica, anche se si  vale di tecniche, ma un atteggiamento diversamente vissuto da ognuno di noi, perché diversa è in ognuno la storia, la cultura, l’intelligenza, la sensibilità.

... empatia è capacità di ascolto...
Capacità ed abitudine ad ascoltare ne sono il segno. Ascoltare significa far tacere i propri pregiudizi (sia negativi sia positivi) per  esporci al rischio di lasciarci invadere dall’altro; significa silenzio in noi stessi  per incontrare l’altro,  per fare posto alla  sua parola, al suo volto, al suo sguardo, alla sua voce, al suo corpo, ai suoi gesti.