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mercoledì 1 ottobre 2014

L’empatia nella relazione interpersonale.


Parliamone...
L’empatia (lett. “sentire dentro l'essere con l’altro”) non è una tecnica, anche se si  vale di tecniche, ma un atteggiamento diversamente vissuto da ognuno di noi, perché diversa è in ognuno la storia, la cultura, l’intelligenza, la sensibilità.

... empatia è capacità di ascolto...
Capacità ed abitudine ad ascoltare ne sono il segno. Ascoltare significa far tacere i propri pregiudizi (sia negativi sia positivi) per  esporci al rischio di lasciarci invadere dall’altro; significa silenzio in noi stessi  per incontrare l’altro,  per fare posto alla  sua parola, al suo volto, al suo sguardo, alla sua voce, al suo corpo, ai suoi gesti. 


... empatia è lasciarsi invadere 
dall'altro...
Ascoltare è difficile: lo sappiamo tutti bene! Non è forse pressoché esperienza normale non ascoltare più il nostro interlocutore quando le sue idee ci sembrano sbagliate o ci urtano, provocando una ricerca di argomenti che ci distrae da ciò che egli sta continuando a dire?

... arte difficile ....
E poi non capita spesso a noi, fiduciosi nella perspicacia delle nostre  abilità interpretative, di credere di capire il pensiero del nostro interlocutore prima che abbia finito di esprimerlo? E, avendo creduto di capire, non prepariamo forse la nostra risposta mentre  finisce di parlare, quando addirittura non gli togliamo la parola ed in ogni modo  non lo ascoltiamo? Difficile è l'ascolto e non si improvvisa...

...empatia è comprensione ...
La comprensione e l’attenzione sono il secondo segno.
Comprensione come com-prendere, prendere insieme; attenzione nel significato profondo di “tendere a”, un avvicinarsi che diventa com-petenza, tendere a raggiungere insieme qualcosa che ora non c’è, capire il pensiero dell’altro stando attenti a tutta la persona e, al di là delle parole, cogliere il suo orizzonte di riferimento "come se" fosse il proprio.
... empatia è entrare nel mondo dell'altro ...
Carl Rogers (il teorico del metodo non direttivo, autore a me molto caro, sul cui metodo ho imbastito tanti anni fa la mia tesi di specializzazione in psicologia e soprattutto poi la mia prassi di docente e di  preside) scriveva:  “Ogni persona non può parlare francamente per difendere le proprie idee che dopo aver riesposto le idee ed i sentimenti della persona che ha parlato prima di lei, esattamente e con piena soddisfazione di quest’ultima […]. Vedreste che cosa ciò significherebbe.
... empatia è assumere 
la prospettiva dell'altro ...
Significherebbe semplicemente che prima di esprimere il vostro punto di vista, sarebbe necessario assimilare il quadro di riferimento dell’altra persona, comprendere i suoi pensieri ed i suoi sentimenti sino al punto di riassumerli in vece sua. Ciò sembra facile e semplice, non è vero? Ma se farete questo tentativo, scoprirete che è una delle cose più difficili che abbiate mai tentato di fare. Tuttavia quando sarete stati capaci di vedere il punto di vista dell’altro i vostri ulteriori commenti dovranno essere rivisti radicalmente”. 

...e saperla esprimere 
con piena soddisfazione dell'altro...
E così diventa possibile vivere ed esprimere reciproca com-passione, "come se" fossi l'altro (in una sorta di “calore freddo” diceva Rogers), senza mai rinunciare alla propria alterità,  senza mai cadere nella patologia del perdersi e nell'immedesimarsi nell'altro. 

... empatia è immedesimarsi 
senza perdere la propria identità ...
C’è però una condizione “sine qua non” che precede ogni altro segno: la congruenza, la coerenza con se stessi, l’attenzione a ciò che succede dentro di noi per  identificare i nostri punti deboli, vulnerabili, i nostri spazi protetti, le nostre maschere, i nostri errori. Congruenza è desiderio di  una verità sempre maggiore, senza rinchiudersi in un tranquillo possesso di argomenti  o problemi che  crediamo di conoscere, disposti a mutare le proprie opinioni o convinzioni, anche se a noi non piace, specie di fronte agli altri. Ogni giorno non mi stanco di  ripetere a me stesso che non saprò comunicare autenticamente con gli altri se non saprò comunicare con me stesso in un apprendistato continuo dell’accettazione di me, nella mia solitudine e differenza.  Il coraggio di essere se stessi è contagioso: di fronte ad una persona percepita come autentica, anche gli altri sono sollecitati ad essere autentici e congruenti. 

... l'empatia richiede autenticità ...
In conclusione: l’empatia non è un plus, una benigna concessione di un buonismo facilone. E’ invece  ciò che contraddistingue  ogni autentica relazione interpersonale, sociale e politica. Soprattutto  è ciò che differenzia il professionista dal mestierante, il politico dal politicante. Pensate al diverso modo di essere e “fare” il politico, il sindaco, il consigliere, il preside, il docente, l’educatore, l’assistente sociale, il medico, l’infermiere ed ogni professione che impone e presuppone relazioni interpersonali.

...l'empatia è presupposto 
di ogni comunicazione ...
Perché non approfondire il rapporto tra empatia e ruolo politico e sociale? 


...Empatia: parliamone...

Per chi fosse interessato proponiamo questo video sui fondamenti neurologici dell'empatia, secondo la breve spiegazione del neurobiologo Pietro Calissano.

Si consiglia di mettere in pausa la musica del blog prima di avviare il video.


 


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