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Visualizzazione post con etichetta Carl Rogers. Mostra tutti i post
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domenica 1 maggio 2022

Insegnamento-apprendimento "significativo".

Post di Gian Maria Zavattaro
Immagini delle illustrazioni di Andrea Ucini (qui il sito instagram).

“Insegnare non è riempire un vaso, ma accendere un fuoco” (Montaigne).
 
Andrea Ucini, Museo del fuoco
In base alla mia esperienza di docente e soprattutto di preside, si può essere d’accordo, almeno a parole, sull’affermazione che l’apprendimento scolastico per divenire “significativo” non deve mortificare né angosciare, pur esigendo fatica e rigore.
I due anni trascorsi di covid hanno prodotto un'abnorme situazione di emergenza (1) - contraddistinta per  quanto riguarda la scuola  da  reiterate improvvisate misure non sempre coerenti e da discutibili palliativi (banchi a rotelle, mascherine inutilizzate o inutilizzabili…) - che  ha colto tutti impreparati e impietosamente ha evidenziato luci e ombre circa “il problema dell’insegnamento - apprendimento”. (2)  La “dad” non è stata “luogo” di  tutti e di ciascuno, anzi spesso si è trasformata in “non-luogo” (3) per nulla gratificante, in cui si sono prodotti servizi scarsamente efficaci e funzionali, contestabili offerte di valore aggiunto, effimere relazioni educative e conseguenti apprendimenti ben poco “significativi”.
Non parlerò delle tecniche e tecnologie oggi di moda per indurre apprendimento che si presume significativo: le lascio agli addetti ai lavori ed a quanti si assumono la responsabilità di introdurle, diffonderle e ritenerle significative.

martedì 29 settembre 2015

C. Rogers, la comunicazione educativa e la libertà nell'apprendimento. Con G. Vallifuoco.

Dopo gli articoli correlati:

CARL ROGERS E IL METODO NON DIRETTIVO.
proponiamo:

Carl Rogers, la comunicazione educativa e la libertà nell’apprendimento.

Insegnare è 
comunicare
(Gennaro 
Vallifuoco,
Acqua)


Congruente è chi è coerente con se stesso, chi sa ascoltarsi, chi è lucidamente partecipe di tutto ciò che in lui avviene, chi è lo stesso sia interiormente sia esteriormente, perché  ciò che sente è ciò che esprime. La congruenza  è decisiva soprattutto nella comunicazione educativa, nel rapporto tra docente e studente. Rogers (Freedom to learn, trad. it. Libertà nell’apprendimento, Giunti-Barbera,1973) specifica che il vero docente non è colui che semplicemente trasmette, impone e dirige centrato su di sé, ma persona che, sapendo comunicare totalmente con se stessa, è in grado di comunicare con gli altri. Decentrato da se stesso e centrato sullo studente e sulla classe, si mette in gioco, rifiuta uno stato di oggettività che gli permetterebbe di considerarsi come al di fuori dell’interazione.

martedì 8 settembre 2015

Carl Rogers e il metodo non direttivo.

Carl Rogers
40 anni fa discutevo la mia tesi di specializzazione didattica in psicologia su Carl Rogers (1902–1987). Lo ritenevo e continuo a ritenerlo  un autore  che non è mai stato di moda, ma proprio questo suo essere  demodé o, meglio, “amodé” ha illuminato con la sua psicologia umanistica la vita professionale ed anche personale e relazionale di tante persone. Per quanto mi riguarda l’atteggiamento non direttivo applicato sia nei rapporti interpersonali sia nell’azione educativa mi ha aiutato non poco nel mio servizio prima di docente e poi di preside.


Provo a dire perché,....

mercoledì 5 agosto 2015

Un pensiero mattutino, con Carl Rogers e l'immagine del pesce. Riassumere i pensieri di un altro.


“ogni persona non può parlare francamente per difendere le proprie idee che dopo aver riesposto le idee ed i sentimenti della persona che ha parlato prima di lei, esattamente e con piena soddisfazione di quest’ultima… Vedreste che cosa ciò significherebbe. Significherebbe semplicemente che prima di esprimere il vostro punto di vista, sarebbe necessario assimilare il quadro di riferimento dell’altra persona, comprendere i suoi pensieri ed i suoi sentimenti sino al punto di riassumerli in vece sua. Ciò sembra facile e semplice, non è vero? Ma se farete questo tentativo, scoprirete che è una delle cose più difficili che abbiate mai tentato di fare. Tuttavia quando sarete stati capaci di vedere il punto di vista dell’altro i vostri ulteriori commenti dovranno essere rivisti radicalmente” (CARL ROGERS).
Caro Carl, temo  che Lei abbia ragione...
Ognuno ha il suo mondo 
(come questo pesce 
che vive nella sua ampolla).

mercoledì 1 ottobre 2014

L’empatia nella relazione interpersonale.


Parliamone...
L’empatia (lett. “sentire dentro l'essere con l’altro”) non è una tecnica, anche se si  vale di tecniche, ma un atteggiamento diversamente vissuto da ognuno di noi, perché diversa è in ognuno la storia, la cultura, l’intelligenza, la sensibilità.

... empatia è capacità di ascolto...
Capacità ed abitudine ad ascoltare ne sono il segno. Ascoltare significa far tacere i propri pregiudizi (sia negativi sia positivi) per  esporci al rischio di lasciarci invadere dall’altro; significa silenzio in noi stessi  per incontrare l’altro,  per fare posto alla  sua parola, al suo volto, al suo sguardo, alla sua voce, al suo corpo, ai suoi gesti.