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martedì 7 ottobre 2014

Il Mediterraneo e lo straniero. L'apartheid nascosto.


Il Mediterraneo  ....
... Mare nostrum ... 
così lo denominavano i Romani ...
... oggi ...
Senza preparazione né psicologica né logistica  abbiamo subito e subiamo l’invasione  di decine di migliaia di uomini, donne e  bambini dall’Africa, dall’Asia, dall’Est…, che mi ricordano le decine e decine di migliaia di Italiani disperati ed affamati – anche allora tante donne e bambini -  che nei decenni a cavallo tra 800 e 900  solcarono  l’oceano verso le Americhe.
Sconcerto, com-passione, paura, rancore, sordità, diffidenza, indifferenza, volontà di accoglienza …: le varie tonalità emotive che tutti proviamo nei riguardi dei migranti.
Per alcuni di noi  senso di impotenza e desiderio estremo di far qualcosa; per altri voglia di ributtarli in mare, voglia di barriere, muri, apartheid.

... il Mediterraneo:
mappa dei flussi migratori...
... il Mediterraneo è oggi la frontiera 
più mortale del mondo ... 
(dal sito Facebook Io Accolgo)
E’ di questi giorni la notizia che il Viminale, cedendo alle insistenze della Ue e chiudendo le schermaglie legate al trattato di Dublino, ha diramato l’ordine  per cui tutti  i migranti ed i profughi che arrivano in Italia debbono essere identificati con foto ed impronte  digitali.
Nel contempo i media ci informano che  anche in Italia aumentano i  luoghi invivibili (luoghi di violenza, spaccio, scippi …): quartieri, rioni, periferie, autobus di linea, stazioni, ghetti di camper e roulotte …
Anch’io avrei  paura, non per me, ma per mia moglie, i miei familiari, parenti, amici, nemici, tutti e i figli di tutti …
... il Mediterraneo...
greco, romano, islamico...
fonte di civiltà e di paure ...
... il Mediterraneo oggi, fonte di paure ...
Come non sentirsi svuotati  ed  amareggiati di fronte al cinico temporeggiare della UE ed alle parole vuote ed imbecilli di  tanti cattivi politici e di tante “brave” persone? Perché  non provano a  scandalizzarsi piuttosto dell’illegalità di chi non paga le tasse e i contributi lavorativi, di chi affitta le stanze a prezzi vergognosi,  dello sfruttamento dei  nuovi schiavi, dei nuovi ghetti, dei nuovi luoghi di miseria, dei  lavori infami, delle donne (di altre nazionalità ma anche tante italiane) costrette  a vendere il loro corpo per comprare un’impossibile libertà?

... i dati sui minori ... 
(dalla pagina Facebook Io Accolgo)
... il Mediterraneo oggi...
Ora mi   tocca anche subire l’invasione - questa sì insopportabile -  di prezzolati mercanti di parole, di individui – maschi e femmine – intenti a produrre solo  visceralità, perché le parole non sono mai innocue: i migranti tacciati come  clandestini e non irregolari,  stranieri e non cittadini di altri paesi…  Sappiamo bene quanto sia pericoloso evocare immagini e fantasmi emotivi che progressivamente creano mostri e malandrinamente trasformano il migrante in uno straniero che è qualcosa di più che diverso: è colui dal quale  ci  si deve guardare e difendere, colui che può diventare il nemico, colui che non è  detto sia pienamente umano, che può diventare subumano ed in ultimo antiumano. Stereotipi e generalizzazioni ci bombardano con l’immagine dell’immigrato-delinquente per il solo fatto di essere irregolare e così si ignora e si riflette troppo poco sull’immigrato-vittima, di cui noi siamo giocoforza testimoni silenti e di cui ognuno di noi porta la sua parte di responsabilità anche attraverso il silenzio  o il voltar faccia  del levita nella parabola del buon samaritano. Alla fine di questo metabolismo  diventa del tutto conseguente espellere  chi è altro da noi e introdurre un diritto separato per gli immigrati ed i profughi.

... dalla pagina Facebook Io Accolgo ....
.... dalla pagina Facebook Io Accolgo ...
Il problema è che non può esserci legalità senza giustizia vera, uguaglianza per tutti,  e viceversa. Non si tratta di essere buoni,  ma giusti: parlare di legalità  è fuori luogo se non si capisce che il rispetto dei diritti della persona è esso stesso espressione di legalità e non il suo contrario. Nell’aria sento puzza di apartheid, perché c’è apartheid quando c’è diritto separato. Non sarebbe ora di metterci tutti bene in testa che l’immigrazione è ormai un fenomeno strutturale che crescerà sempre di più?  L’obiettivo deve essere governare il fenomeno non fare gli struzzi. Chi sostiene  che con  l’espulsione immediata dei profughi (ma dove?)  e un rigido blocco delle frontiere (ma come?) è possibile risolvere il problema degli immigrati o è in malafede o è un cretino.  La politica non può ridursi a scambio e baratto  spudorato; la politica è progetto, capacità di governare i conflitti, volontà di ricomporre interessi diversi, mediazione ma non compromesso.

... il Mediterraneo della storia ...
... il Mediterraneo dell'arte ...
... il Mediterraneo dei commerci ...
... è oggi il Mediterraneo 
che chiede giustizia ...
L’accoglienza seria – quella vera, autentica -  non ignora le difficoltà di comunicare e di integrarsi, l’ignoranza di coloro che approdano sui nostri lidi, la loro cultura spesso eterogenea, la loro reale diversità che può anche provocare disorientamento. L’accoglienza non è neppure assistenza paternalistica, ma si radica nella reciprocità di diritti e di doveri  e  si coniuga con la virtù della fortezza: fermezza nel richiedere ed esigere la conoscenza ed il rispetto della  società che accoglie, della  sua cultura, delle sue leggi; fermezza nel  favorire  la presenza regolare di chi dimostra volontà di un reale inserimento e nell’applicare la legge contro chi delinque.

... il Mediterraneo che ha visto 
le incursioni dei Saraceni...
... il Mediterraneo delle crociate ...
... il Mediterraneo richiede oggi, da parte nostra,
uno sforzo di civiltà ...
A ben vedere i veri stranieri sono i razzisti, quelli che vogliono un mondo monocolore e becero, un mondo di stranieri l’un l’altro, mondo senza cuore, mondo di nuove ed antiche povertà spirituali, spirale di violenza.
La questione degli immigrati è la questione della nostra identità: se non si capisce l’altro si nega se stessi. L’accettazione dell’immigrato è il paradigma dell’accettazione  dell’altro che è in noi.

... il Mediterraneo ...
... incrocio delle diverse identità ...

Infine un  luogo comune da sfatare: si aiutano gli stranieri e non si fa nulla per gli italiani. Non è vero. Valga per tutti l'esempio di Biella, città e provincia che conosco bene perché colà ho vissuto ed operato come preside e come cittadino attivo per quasi 20 anni. A Biella, come ad Albenga ed in tantissime città, “la Caritas è in prima linea nell'accoglienza ai richiedenti asilo, ma è in prima linea da sempre per tutte le emergenze che riguardano la povertà e il disagio. Se la crisi economica di questi anni ha colpito duro le famiglie, la Caritas ha messo in piedi iniziative come gli empori della solidarietà, in cui si distribuisce cibo che riempie dispense e frigoriferi che altrimenti resterebbero vuoti. «Le sofferenze, la fame, le malattie non fanno distinzioni di pelle, religione e razza»” (dalla pagina Facebook Io Accolgo. Le ultime parole virgolettate sono di don Giovanni Perini, direttore della Caritas diocesana di Biella).

Un ringraziamento ai curatori della pagina Facebook Io Accolgo, da cui sono tratte molte immagini di questo post e, in particolare, all'amico Riccardo Bresciani.


Il video, tratto dal canale YouTube di Amnesty International, immerge, anche emotivamente, nella drammatica vicenda umana degli immigrati.
Per chi desidera prenderne visione consigliamo di mettere in pausa la musica del blog prima di avviare il video.



 

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7 commenti:

  1. Mi è sempre piaciuto pensare all'Italia come al cuore di un corpo che contiene, il Mediterraneo. E il cuore pulsa di emozioni ad ogni incontro diverso. Da sempre siamo stati il paese dell'accoglienza e oggi stiamo diventando intolleranti, forse perché tanta informazione deviata, educa la società civile all'aparthaid. Si parla male dei rom, degli africani, e di tutti quelli che non sono "italiani", e dunque di razza. Proprio noi italiani, che non siamo mai stati di una sola razza. Nessun italiano è davvero uguale all'altro. E persino la nostra lingua comune, l'italiano, abbiamo cominciato a parlarla tutti insieme solo con l'invenzione della televisione. Una volta era difficile viaggiare e capirsi. Bastava uscire dalla propria zona per sentire lingue, dialetti diversi! La lingua comune degli italiani fino a poco tempo fa erano i gesti, quei gesti che ci hanno resi famosi in tutto il mondo! E con i gesti i nostri nonni ACCOGLIEVANO. Perché accogliere per la nostra penisola è verbo storico, quasi scritto nel nostro DNA! E non perché siamo o siamo stati più stupidi di tanti altri! Al contrario! La nostra capacità di accoglienza ci ha sempre reso più intelligenti e forti, sicuramente più creativi. Perché è lo scambio che alimenta la creatività. Chiudersi serve solo ad arenarsi all'interno di barriere senza più occhi che scoprano e orecchie che ascoltino storie nuove! Senza più desiderio per esplorare! Chiudersi serve solo ad alimentare paura e ignoranza. E Dio solo sa quanto queste due parole amino andare a braccetto!....Mi direte, ma noi non vogliamo spendere per loro! No, è vero, ma noi prendiamo tanto a loro. Si pensi che il 90% del coltan, necessario alla tecnologia viene dal Congo! E che le nostre industrie europee e americane corrompono per averlo a poco prezzo! E a loro non resta che azzannarsi a vicenda o scappare... Noi? Prendiamo da loro acqua, petrolio, elettricità, grano, diamanti, oro, argento e chi più ne ha più ne metta e in cambio gli vendiamo armi e gettiamo la nostra spazzatura nei loro territori...e a loro non resta che scappare o morire di fame, sotto le armi, bruciati vivi (nei pozzi di petrolio) o per cancro o ADS, ma anche di tante altre malattie rare! Una volta padre Zanotelli chiese da una donna di Nairobi il perché si prostituisse, se sapeva che questo le avrebbe causato la morte per ADS, Lei rispose serena che quando non hai scelta tra la fame e l'ADS...e quando hai dei bambini da sfamare...non ci pensi due volte! Anzi non ci pensi proprio!...Grazie ancora professore per il bell'articolo!

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    1. Gent.le Anna, sottoscrivo pienamente quanto Ella scrive con profonda passione. L’accoglienza è certo una tradizione tutta italiana, un habitus, un compito che ogni persona deve o dovrebbe rinnovare, in una sorta di continua rinascita generazionale. Non è un atto di debolezza, ma un atto di forza, una decisione etica ed in quanto tale non solo intellettuale (ah l’intellettualismo etico!) ma pratica, non solo individuale ma comunitaria e collettiva. Se ognuno di noi, tutti gli Italiani levassero la loro voce … Ed i primi a darne l’esempio dovrebbero essere coloro che governano e dirigono le nostre comunità, che hanno il potere di decidere in termini politici, economici, logistici. Non sono solo l’indifferenza, l’inettitudine, la corruzione dilagante i peccati (gravi, intollerabili) che mi indignano, ma è in particolare la vergognosa mancanza di discernimento e di lungimiranza, non solo a livello italiano ma europeo e mondiale, di chi doveva e deve prevedere – e vi erano e vi sono mille voci e segnali da ascoltare - le tragiche massicce migrazioni di ieri, di oggi e di domani, ben consapevole di scontrarsi contro interessi, intrighi, resistenze, infami reazioni di anonime bande di mercanti di morte.

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  2. Secondo me la polizia e le forze dell'ordine hanno troppo poco spazio di manovra per rispettare la legge, faccio un esempio raccontando un fatto a cui ho assistito: in stazione centrale a Milano, un poliziotto ha chiesto a uno straniero che stava sdraiato per terra con in mano una birra, di andare via; questo come risposta ha iniziato a insultare aggressivamente l'agente prima di andarsene in modo molto maleducato.
    Una volta tornata la calma ho chiesto all'agente un'informazione su dove fosse la biglietteria e dopo avermi risposto gli ho chiesto come mai non avesse fatto niente: insomma oltraggio a pubblico ufficiale vorrà dire ancora qualcosa in questo paese! Un poliziotto è pur sempre un rappresentante dello stato! Mi ha detto che rischia procedimenti penali e altri provvedimenti....
    Per non parlare di un mio conoscente che è un vigile urbano: ha iniziato un corso di Judo a sue spese perché anche se dotato di pistola è come se non l'avesse: se in caso di pericolo( naturalmente quando è in servizio), metti caso che fermi un delinquente e questo lo aggredisca: se armato di coltello o anche solo di pugni non può difendersi in quanto usare la pistola sarebbe un atto di eccesso di autodifesa...
    Come possiamo imporre la legge e l'ordine in questo Stato quando la polizia è costretta a comportarsi "da mozzarella" al posto del pugno di ferro?
    Se i delinquenti (di qualsiasi nazionalità) avessero almeno timore della polizia ( perché essendo delinquenti certo non ne hanno rispetto) ci penserebbero due volte prima di comportarsi come se comandassero loro.
    Per concludere: in Italia abbiamo già molti criminali nostrani( mafie e non) a cui badare e persone che emigrano in un altro stato, senza avere prima della partenza un lavoro nel nuovo stato, in qualche modo dovranno pur campare, no?
    Ricordando i nostri antenati espatriati in America, non erano certo tutti dei santi davanti alla legge (anzi importarono nel nuovo mondo la mafia) ma lì la polizia e gli enti per l'immigrazione svolgevano il loro compito, negli interessi del loro paese.

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    1. Caro sig. Alessandro, La ringrazio per il Suo intervento, forse di segno diverso, che arricchisce però la riflessione e ci rende consapevoli che l’accoglienza non può essere un’apertura ingenua e sprovveduta delle porte e amen. L’accoglienza comporta un serio problema innanzitutto di prevenzione (una questione almeno europea, se non mondiale) e poi di gestione di ogni sua fase. Siamo stati sorpresi e sopraffatti da queste massicce migrazioni che, pare, aumenteranno ancora. Ci sono delle responsabilità enormi da parte dei politici che avrebbero dovuto prevedere e prevenire … E ci sono gravi mancanze logistiche ed organizzative in questo nostro bel paese attanagliato dalla crisi. Quella di non sostenere - soprattutto in termini psicologici e giuridici - le persone (sono persone che come tutti debbono sentirsi sicure e rassicurate) che svolgono compiti e funzioni di ordine, vigilanza e sicurezza (e ognuno di noi può riscontrarlo in mille modi) è imperdonabile. Grazie per il suo intervento.

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  3. Franco Tindiglia13 ottobre 2014 13:17

    "Mediterraneo" La tomba di esseri umani senza nome.La tomba della "Speranza", per coloro che sono naufragati contro lo scoglio dell'indifferenza e del cinismo. Viaggi della disperazione di chi, per sottrarsi a morte certa, ha cercato ricetto sulle nostre coste. Corpi che giacciono sui fondali di questo "disgraziato mare" straziati dai pesci. Famiglie intere inghiottite dall'abisso e dalla stupidità umani. Quanto sangue innocente e lacrime dovranno essere ancora versati prima che il "Mondo civile" si accorga di loro? Natanti di ricupero, stracolmi di gente: vecchi, donne e bambini, schiacciati dai loro simili, per consentire agli scafisti di caricare più migranti. Morti calpestati ancor prima di giungere a destino.Cuori colmi di speranza, straziati dal menefreghismo e dalla crudeltà. Cos'altro occorre perché il "Mondo civile" intervenga ponendo fine a questa ecatombe? Perché questa avversione? Siamo un Paese multietnico e, come il nostro altri Stati Europei. Inaccettabile come certi "individui", anziché cercare affinità con queste persone, cerchino invece le "diversità". Puro e imbecille razzismo. "Non lo subirono forse i nostri padri e nonni quando partirono con pochi stracci, a cercare "fortuna" verso le Americhe? Diversità per conquistare disumani consensi e connotare queste migrazioni, come aggressioni al nostro Paese. "La stupidità umana non ha limiti" Gian Maria, con le sue obiettive riflessioni, ha messo il dito nella piaga.Flagello in cui si annida il putridume degli interessi, della crudeltà, degli pseudo motivi religiosi che sarebbero fra i principali motivi di queste epurazioni. "Comunità europea" Cos'è, dov'è, in cosa consiste? " Dire eufemismo è poco" Ha ragione G.M., i confini ci sono tuttora e, invalicabili. Confini dai quali i migranti vengono respinti, quali fossero bestie, costretti poi per sopravvivere ad essere sfruttati. Ridotti alla fame, all'anonimato, privi di dignità. L'umiliazione più aberrante. La vergogna di non accettare gli altri, è non voler riconoscere se stessi. "dice bene Gian Maria"

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    1. Caro Franco, come corollario delle tue riflessioni, oggi ho condiviso sul mio diario di facebook un video “cogito ergo sum” (durata 2 minuti) di Mohamad BA tramite “Io accolgo”: con voce pacata e ferma rileva e rivela le nostre contraddizioni, viste dalla parte del migrante. Come poni in evidenza chiara, è l’indifferenza, cuore dell’individualismo, la nostra malattia mortale.

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  4. Grazie a te, saggio come solo un personalista autentico sa essere!

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