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domenica 8 febbraio 2015

Eutopia e scuola.


Eutopia della scuola... 
un mondo surreale?
(Jonathan Wolstenholme)
I Docenti ultraquarantenni ricorderanno certamente le speranze (e diciamo pure le delusioni) legate al  “Progetto giovani” ai tempi del grande Corradini. Allora Docenti e Studenti parlavano di EUTOPIA, della scuola come  bel luogo dove produrre cultura umanizzante e liberante. Era una sfida, una scommessa. Si richiedeva ed insieme si ricercava  una scuola come luogo in cui   “stare bene con se stessi, con gli altri, con le istituzioni in un mondo che stia meglio”.
La scuola ... 
come bel luogo.
Oggi non so  se eutopia sia  parola ancora ricercata o in uso presso i nostri studenti. So però che, di fronte alla crisi profonda che sta attraversando il nostro Paese (crisi non solo economica, ma anche di identità e di speranza), non possiamo non sollecitare la scuola  ad interrogarsi, a fare la sua parte, a riscoprire la sua essenziale vocazione utopica, condizione per il suo cammino culturale e per la sua esistenza creativa. 

La scuola ... 
nella sua esistenza creativa.
La forza della scuola, di ogni scuola, è nella sua "extraterritorialità", nel suo essere libera e non succube di alcun potere politico o ideologico, nella sua volontà di denunciare il mal-essere di adulti e  giovani fuori e dentro la scuola, soprattutto nella sua capacità di sperare, di annunciare un  futuro possibile di modi alternativi di vivere e di ben-essere.

La scuola ... 
nel suo annuncio di mondi alternativi.
Una bella sfida che costringe a riflettere sugli attuali compiti e responsabilità (letteralmente capacità di rispondere) dei Docenti, a gettare la maschera, a superare la ferita narcisistica di chi ritiene di non doversi mai mettere in discussione. Ieri come oggi gli studenti rimproverano noi adulti che troppo spesso lo spazio scolastico che assicuriamo loro è semplicemente noioso, matrigno, quaresimale, non significativo né gratificante.


La scuola... 
quando è capace di aprire nuove porte.
Nessuno vuole una scuola più facile, anzi oggi è necessario che sia ancor più severa. Ma la scuola che produce veramente cultura è quella che non snatura la vita, che non crea un mondo artificiale basato su conoscenze ed usi che non hanno corso al di fuori di essa, che sa centrarsi su ogni singolo alunno, incontrandolo faccia a faccia, accogliendo e non subendo le diversità di ciascuno. L'utopia può forse rischiare di portarci lontano o di perderci in fantasie impossibili, ma è anche ciò che ci riporta a noi stessi ed è la profezia dell'uomo futuro. 



La scuola... 
profezia dell'uomo futuro 
(Alessandra Placucci)
Ben venga perciò una scuola erratica, in cammino per essere altrimenti, come Abramo, verso l'ignoto della terra promessa.


Il recupero di fiducia nella cittadinanza 
passa anzitutto attraverso la scuola.
Il  recupero di fiducia nella cittadinanza da parte dei giovani passa, che piaccia o no, prima di tutto attraverso la scuola. L’augurio è che anche qui da noi, ad Albenga, questa speranza nell'eutopia non disperi.
Eutopia della scuola.

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