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Visualizzazione post con etichetta ecumenismo. Mostra tutti i post
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giovedì 22 novembre 2018

Libertà di coscienza e cammino dell'ecumenismo.

Post di Rosario Grillo.

Carel Allard, Il candeliere, 
incisione raffigurante i principali riformatori (tra essi Lutero, 
Ecolampadio, Melantone, Zwingli, Calvino, Knox, 
Wyclif, Hus, Girolamo da Praga)
seconda metà del XVII secolo
A tanti sembrerà paradossale la linfa che scorre tra la libertà spirituale e la libertà civile (1).
Eppure la libertà che si articola nel nucleo dei diritti civili, solennemente enunciati nella prima parte della Costituzione, sancisce la maturità dello Stato uscito dal buio della dittatura e dalla prova bellica, con la coda dell’occupazione tedesca.
Una libertà, completa del suo corredo di diritti civili, politici e sociali. Matura, quindi. Declinata convenientemente nella scelta repubblicana (2).
Bisogna esplicitare con convinzione che la libertà esce dall’embrione della pura formalità giuridica (3), se si nutre di una linfa spirituale che passa attraverso l’ethos di un popolo (4).
Gli storici più seri delle origini del liberalismo lo hanno riconosciuto. Tra essi spicca il nome di G. De Ruggiero (5). Sulla sua scia si mosse A. Omodeo, con il suo celebre Giovanni Calvino e la riforma di Ginevra.
In essa si distinguevano il rilievo e l’incidenza che la Riforma protestante - in particolare il calvinismo - aveva avuto nella nascita della libertà della coscienza.

mercoledì 20 dicembre 2017

Francesco, povertà e dialogo ecumenico.

Post di Rosario Grillo
Immagini del ciclo di affreschi del pittore toscano Benozzo Gozzoli (1420-1497), presso la Chiesa di San Francesco, Montefalco, Umbria (qui il link di presentazione).

Benozzo Gozzoli, 
La rinuncia agli averi
Sono stato impressionato dalla lettura di un inserto giornalistico di Silvia Ronchey (Repubblica 30/11/17). Il titolo Buddha, Dante e il segreto di Francesco.
Si sofferma sul passaggio da Oriente ad Occidente del buddhismo, fino a coinvolgere San Francesco.
Il nucleo: il lievito spirituale della povertà. 
Il Francesco del titolo può anche essere l’attuale pontefice, che ha assunto questo nome, confermandolo con la pastorale.
Il presente viaggio in Oriente ne è una conferma.
Pastorale in favore dei poveri e dei più umili, che va intessendo rapporti di dialogo ecumenico, in questo caso con il buddhismo.
Insisto per far notare che il dialogo ecumenico, con Bergoglio, ha preso uno slancio particolare, visto che non si rivendica nessun primato ma vera parità, avvalendosi della dottrina del Dio unico.