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martedì 24 marzo 2015

Colpa ed espiazione.

Il tema dell'espiazione come liberazione ... 
(Misha Gordin)
... nasce dalla consapevolezza 
delle proprie catene... 
(Misha Gordin)
Oggi il tema dell’espiazione è inattuale e da alcuni considerato addirittura innaturale o incomprensibile, dal momento che è venuta meno la distinzione–separazione tra bene/male, giusto/ingiusto, ed  in termini religiosi si è perduto il senso del peccato. Ancor più si è ben lontani dalla consapevolezza socratica del rispetto della legge, anche quando essa pare iniqua, perché è meglio subire che commettere ingiustizia.

Riscoprire la potenza del negativo ... 
(Misha Gordin)
Eppure riscoprire la potenza del negativo è il presupposto per il riscatto, per ritrovare il volto dell’uomo.
Ecco il senso della proposta di tre figure grandiose dostoevskijane. RASKOLNIKOV, DMITRIJ, IL VISITATORE MISTERIOSO sono grandi perché capaci di ammettere il proprio male, di riconoscere che anch’esso ha una possibile apertura al bene; grandi, perché capaci di vivere l’espiazione della pena come redenzione e nascita dell’uomo nuovo.

Raskolnikov e la figura del rimorso
(Misha Gordin)
RASKOLNIKOV   
e la progressiva coscienza del proprio male  (1)
Ha compiuto un  delitto ed  ha avuto  la punizione del carcere e della settennale deportazione in Siberia. Raskòlnikov non giunge subito al pentimento. Il delitto da lui commesso avrebbe dovuto rivelargli e confermagli che non era un uomo comune, “un pidocchio”, ma un superuomo, alla pari di  tanti uomini di potere, “benefattori dell’umanità”,  che avendo avuto successo non sono stati mai fermati e “perciò avevano ragione.  In prigione  si considera criminale solo in quanto non ha saputo sopportare il proprio delitto e si è indotto  ad autodenunciarsi. E’ pieno di tormenti e sofferenza, ma è  ancora ben lungi dal rimorso di coscienza.  Solo in ultimo emerge la consapevolezza del proprio fallimento, della propria bassezza e miseria. La dedizione di Sònja gli apre la via verso il  pentimento redentore “e nella sua coscienza doveva elaborarsi qualcosa di assolutamente diverso”.

Il visitatore misterioso 
e la figura della confessione 
(Misha Gordin)
IL VISITATORE MISTERIOSO 
e la pubblica confessione   (2)
Sposo e padre di famiglia, rispettato ed onorato  da tutti, ha commesso anni prima un  insospettabile omicidio, senza  alcun rimorso. Ma né una vita onorata né una costante beneficenza riescono a lenire un  tormento che lo invade progressivamente,  sempre più insopportabile. Dopo l’incontro con lo stariez Zòsima, decide di rivoltarsi contro se stesso  e di punirsi da sé, facendo  pubblica confessione del suo delitto. Nessuno gli crede, anzi lo considerano improvvisamente impazzito. Ma  la prova è stata così straziante che egli cade mortalmente malato.

Dmitrij e la figura della pena... 
(Misha Gordin)
DMITRIJ 
e l’espiazione per tutti   (3)
Pur non avendo commesso il parricidio, è ingiustamente punito dalla legge. Accetta volentieri l’immeritata pena come espiazione della colpa che egli sente d’aver commesso per aver desiderato la morte del padre, per lui colpa non minore che se avesse realmente commesso il parricidio. Se ne pente amaramente, vuole la sofferenza dell’espiazione, spiritualmente meritata anche se giuridicamente iniqua, perché sa che solo attraverso il dolore si redimerà dalla colpa e nascerà in lui l’uomo nuovo.

... per trovare una via di riscatto... 
(Misha Gordin)
(1) RASKOLNIKOV. “Sette anni, solo sette anni! Nei primi tempi della loro felicità vi erano alcuni momenti  in cui i due giovani erano disposti a considerare quei sette anni come sette giorni. Raskòlnihov però ignorava che la nuova vita non gli sarebbe stata donata per nulla, che bisognava acquistarla a caro prezzo, pagarla con una futura grande opera. Ma ora comincia una nuova storia, la storia del graduale rinnovamento di un uomo, la storia della sua graduale rigenerazione, del suo graduale passaggio da un mondo ad un altro, dei suoi progressi nella conoscenza di una nuova realtà, fino allora completamente ignorata”. 

(F. Dostoevskij, Delitto e castigo, ed Paoline, Catania, 1965, pp. 809 - 810).
 
... per liberarsi ... 
(Misha Gordin)
(2) IL VISITATORE MISTERIOSO. So che, quando avrò confessato, spunterà per me il paradiso, spunterà immediatamente. Da quattordici anni sono all’inferno. Voglio soffrire. Accetterò la sofferenza e comincerò a vivere. Con la menzogna puoi fare il giro del mondo, ma non torni indietro. […] Dio ha avuto pietà di me e mi chiama a sé.  So che muoio, ma per la prima volta conosco la gioia e la pace dopo tanti anni.  Appena ebbi compiuto quello che bisognava,  di colpo mi sono sentito nell’anima il paradiso. Ormai oso amare i miei bambini e baciarli”.
(
F. Dostoevskij, I Fratelli Karamàzov, ed. Garzanti, 1981, vol. 1°, pp. 321 – 333, memorie dello stàrets Zòsima, in “Il visitatore misterioso”).


... per uscire fuori... 
(Misha Gordin)
(3) DMITRIJ. Fratello, in questi ultimi due mesi  mi sono sentito dentro un uomo nuovo, un uomo nuovo è risuscitato in me! […] Perché tutti sono colpevoli per tutti… E io andrò per tutti loro, perché bisogna pure che qualcuno si sacrifichi per gli altri. Io non ho ucciso nostro padre,  ma bisogna che vada.  Accetto!  […]  Tu non puoi credere, Aljòša, quanto adesso io voglia vivere, quanta sete di esistere e di sentire sia radicata in me appunto tra queste mura scalcinate! […] Sono alla gogna, ma esisto anch’io, vedo il sole, e, se non lo vedo so che esiste. E sapere che c’è il sole è già tutta la vita. Aljòša, cherubino mio, le filosofie mi uccidono, che il diavolo le porti!”
(F. Dostoevskij, I Fratelli Karamàzov, ed. Garzanti, 1981, vol. 21°, pp. 622 - 623, libro undecimo, IV – “L’inno e il segreto”).

... per tutti ...  
(Misha Gordin)

Le immagini riproducono opere di Misha Gordin - maestro nel campo della fotografia concettuale - e sono tratte dalla pagina facebook dell'autore stesso. 

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