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mercoledì 17 giugno 2015

José "Pepe" Mujica: un Presidente loco?

José Pepe Mujica,  
in una vignetta che lo rappresenta con un'arma 
da cui spunta un fiore.

Pensieri  sul  libro-intervista di José Mujica (La felicità al potere, EIR, 2014).

Tratto da José Pepe Mujica, La felicità al potere, 
a cura di C. Guarnieri e M. Sgroi, 
EIR, Ariccia, 2014, p.10
E continua:
Perché fa scalpore che qualcuno lanci l’allarme contro il crescente discredito che, per mancanza di questo esempio, i politici e la politica stanno soffrendo in molti Paesi? In realtà credo che tutto questo susciti attenzione non tanto per il merito di chi propone questi temi, quanto per l’assenza di altre idee, di altre proposte e di altri esempi” (José Pepe Mujica, La felicità al potere, a cura di C. Guarnieri e M. Sgroi, EIR, Ariccia, 2014, p.10).

José Pepe Mujica 
davanti alla sua modestissima casa di Montevideo 
nel giugno 2013...
Chi è José “Pepe” Mujica Cordano.
Lo chiamavano “il presidente più povero”, ma lui non si sente povero, perché povero è chi vuole sempre di più. E’questione di libertà: non si può passare la vita come uno schiavo per sostenere uno stile di vita costoso e non avere più tempo  per se stessi.

... una figura dalla semplicità 
disarmante...
E’stato Presidente dell’Uruguay dal 1.3.2010 al 1.3.2015: per molti è un mito, per altri un “loco” (matto, strano, scomodo). Ha rifiutato i lussi della residenza ufficiale; tratteneva un decimo circa dello stipendio mensile, il resto andava a programmi di solidarietà. Come ex presidente riceve  260.259 pesos al mese (ca 8300 euro) e ne dona il 90% ad organizzazioni non governative impegnate  ogni giorno contro la povertà. Motivo? Se è la maggioranza che sceglie chi deve governare, bisogna vivere come la maggioranza, con poco, ed avere un bagaglio leggero per affrontare la vita. E’sposato con Lucìa Topolansky sua compagna di lotta; vive alla periferia di Montevideo in una vecchia fattoria senza acqua corrente; è vegetariano; guida un vecchio maggiolino; ha un cane. 

... alla guida di un vecchio maggiolino...
Ha un passato di combattente nei Tupamaros contro la dittatura e la corruzione in Uruguay. Come prigioniero politico ha trascorso in carcere 14 anni durissimi, passati per lo più in isolamento. Finito il mandato presidenziale, con la moglie ha visitato Spagna ed Italia “alla scoperta delle origini”: il padre era originario di un paese basco; la madre di un paese del’entroterra ligure.

... intervistato in Uruguay...
L’incontro con papa Francesco in Vaticano. 
Il 28.5.2015, lui ateo dichiarato, ha incontrato papa Francesco, con il quale a lungo ha discusso della pace internazionale, dei diritti umani, della giustizia: lontani nella fede e così vicini nella virtù della sobrietà, nella denuncia della “cultura dello scarto” e nella scelta degli ultimi e degli oppressi. Dice che Bergoglio è un papa singolare e che parlare con lui è come parlare ad un amico che sa aprire le porte dell’intimità. E' convinto che, se lo lasceranno fare, porterà un cambiamento essenziale nella Chiesa (cfr. op. cit. pp. 76-77).


... durante l'incontro con papa Francesco...
Presentazione de “La felicità al potere”. 
Successivamente ha presentato in un hotel di Roma il libro-intervista curato da Cristina Guarnieri e Massimo Sgroi. Erano presenti la Gabbanelli  e  Saviano, con cui ha discusso  vari temi, tra i quali  mi limito a citare l’immigrazione: se la vecchia Europa - dice – non la  pensa come una ricchezza, allora siamo persi. Siamo tutti immigrati, non dobbiamo avere paura di unirci con gli altri, purché  siano persone che si impegnano. Quello che sta succedendo nel Mediterraneo non è un problema dell’Africa, è un problema dell’umanità, di cui deve farsi carico il mondo.

La presentazione del libro...
Il libro-intervista:  fare politica. 
Per “Pepe” il peggiore  imbroglio e  la  più grande sofferenza del nostro tempo è fare politica perché si ama il denaro. La politica  esiste per servire le persone, è impegno perché  tutti possano vivere meglio, non solo avere  di più, ma soprattutto essere più felici. Fare politica vuol dire amare la pace: se nel passato si riteneva che ci fossero guerre giuste, come le guerre di liberazione nazionale o di indipendenza, oggi  sappiamo che, per quanto la causa possa essere giusta, le guerre puniscono sempre  inevitabilmente gli innocenti ed i più poveri. (cfr. p.82).

...il libro di José Pepe Mujica,  
La felicità al potere.
Il libro-intervista: i giovani.
E’ bello che i giovani vogliano fare politica, è meraviglioso vederli lottare per ciò che pensano e sentono, purché vivano  come pensano. Ai giovani dice di non farsi scippare la vita, di non conformarsi a vivere in ginocchio, di non lasciarsi trasformare in schiavi per correre dietro un mondo di sperperi, di non farsi prendere per il naso dal marketing della moda, perché la moda è essere liberi, è onorare le cose fondamentali dell’esistenza dell’uomo, come l’amore, l’amicizia, la solidarietà (cfr. p. 87, 188).

La dedica scritta da Cristina Guarnieri sul libro di José Pepe Mujica: Al sindaco Marino, perché renda più felice la città di Roma, la più bella del mondo! E legga questo libro!
Il libro-intervista: la felicità.
La felicità è il tesoro più importante che abbiamo. Non ci può essere felicità senza il tempo per viverla e per costruirla per sé e per gli altri. Il tempo non si compra e la vita, che  se ne fugge via, bisogna conquistarla, altrimenti te la rubano e diventa un prodotto ed una causa  di mercato  (cfr. p. 188).

La presentazione del libro.
Il libro-intervista: consumismo, disuguaglianza.
C’è un problema di carattere politico: la nostra civiltà è basata sull’usa  e getta, in una spirale, un circolo infernale, dal quale tutti dobbiamo decidere di uscire. E c’è un problema economico: 85 persone possiedono quasi la stessa ricchezza del 40% dell’umanità; più cresce la ricchezza più aumenta la disuguaglianza. Eliminare indigenza e povertà è una priorità: i soldi ci sarebbero, se pensiamo che nel mondo si spendono milioni di dollari al minuto in bilanci militari… (cfr. pp.189-190).

Roberto Saviano con il libro tra le mani.
Il libro-intervista: sognare e dedicarvi la vita intera.
Guai a cessare di sognare e sognare in grande, ma con i piedi  ben piantati  a terra, perché una cosa è il sogno giovanile, un’altra dedicare la vita intera a servire questo sogno (cfr. p.192). 
Non so fino a che punto possa essere un modello da imitare. Nessuno pretende che noi si viva in catapecchie, seguendo le orme  di S. Francesco d’Assisi o la scelta laica di “Pepe”. Che la politica non sia strumento di arricchimento ma servizio alle persone, passione superiore, esempio di vita sobria e vicina a quella della maggioranza”, questo sì, lo dobbiamo  volere e pretendere da tutti. 
Non so quanta risonanza sui media possa avere il libro-intervista. Il fare, dire ed essere di Mujica mal si concilia  con le azioni dei “grandi” della Terra ed il loro modo di intendere la globalizzazione e lo sviluppo. Ciò che dice è però ciò che da sempre mette  in pratica  e  testimonia ogni giorno della sua vita. Non so perché, il pensiero corre, al film “Il grande dittatore”, al discorso finale di Chaplin: “Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno lasciato nel bisogno. La nostra sapienza ci ha reso cinici e l’intelligenza duri e spietati. Abbiamo bisogno di umanità, abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Altrimenti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto…”.  
Sig. Presidente “Pepe”, il Suo modo di essere “loco”  mi avvince.

Si consiglia di mettere in pausa la musica del blog prima di avviare il video.



2 commenti:

  1. Franco Tindiglia28 giugno 2015 10:35

    Josè "Pepe" Mujica Cordano: una piacevole scoperta. "Non lo conoscevo."
    Un uomo semplice, che con disarmante naturalezza, mette a nudo i problemi che affliggono il Mondo. Una persona che ha scelto di condurre una vita più che modesta, rifuggendo dai clamori,( assai cari, a tanti dei nostri politici e governanti ) per godersi una vita semplice e, non essere succube, del fascino del denaro. Uomo del popolo e per il popolo, che col sorriso e la semplicità di un bimbo, indica come riappropriarci della ricchezza della "semplicità", dei valori di umanità e fratellanza che ci hanno impoveriti, rendendoci egoisti e schiavi del consumismo. Fratellanza, umanità, solidarietà e amore per il prossimo, sono la chiave per aprire la porta che conduce a un' esistenza serena, in pace con noi stessi e il nostro prossimo.

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  2. Caro Franco, anch'io ho scoperto solo lo scorso anno il Presidente "Pepe", quando era ancora in carica, grazie a facebook, che qualche volta serve veramente e ci fa conoscere realtà e persone che i media preferiscono emarginare o dimenticare e comunque non mostrare perché scomodi testimoni di un modo di essere pensare e vivere in contrasto con i valori, meglio disvalori, dominanti. Ciao . A presto.

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