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sabato 19 novembre 2016

Chagall, le fonti dell'ispirazione.

Ricostruzione dell'origine di alcuni luoghi tematici ricorrenti nella poetica di Marc Chagall attraverso la biografia dello stesso pittore, dal titolo "La mia vita".
Post e fotografie delle opere di Chagall
di Rossana Rolando.

PER L'ANALISI E IL COMMENTO DE  "LA VIE" CLICCARE QUI
Forte di Bard 
(Aosta)
Si è appena conclusa la mostra su Marc Chagall presso il Forte di Bard (di cui consigliamo la frequentazione per la bellezza del luogo e le magnifiche iniziative culturali, qui la pagina facebook). Il pezzo forte - a cui dedicheremo un prossimo post - era certamente La vie (La vita, 1964), il più grande olio di Chagall mai esposto prima in Italia. Numerosi altri quadri (265 opere) arricchivano la rassegna con i motivi che tutti associamo all’arte di Chagall (il sole, la mucca, gli amanti, il gallo, il violino…) fino alla splendida sequenza delle 105 tavole predisposte per illustrare la Bibbia.
Il gallo sopra Parigi 
(1958)
Di fronte ai quadri del pittore russo l'emozione estetica è assicurata: soggetti poetici intessuti di sogno e di incanto, meraviglia di colori, sentimento che afferra e travolge. L'arte - più che mai con Chagall - ha il potere dell'intuizione immediata (Hegel). Il pensiero riflesso subentra dopo. E così, ripensando a quelle visioni provenienti da un altrove sconosciuto, ci si può chiedere da dove Chagall abbia tratto la sua ispirazione; quali siano le fonti del suo immaginario; quale l'originalità del suo linguaggio pittorico.
C’è un percorso in cui questi interrogativi trovano una qualche possibile risposta: è il libro La mia vita scritto da Chagall tra il 1921 e il 1922 quando si trovava in Russia – ancora per poco – nel tempo della Rivoluzione (tradotto poi in francese dalla moglie Bella nel 1931 e disponibile oggi in traduzione italiana nell’edizione Se).
Per ricostruire l'origine di alcuni luoghi tematici ricorrenti nella poetica di Chagall associo alcune immagini fotografate in mostra a determinati passi della biografia di Chagall, secondo un ordine che il testo suggerisce. Sopra ogni immagine: il tema; sotto: il titolo del dipinto; a lato: una notazione tratta dal libro con una brevissima introduzione.
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La madre.
Mia madre 
(1968)
Chagall rivolge questi delicati pensieri alla madre che non c’è più. “Ecco l’anima mia […]. 
Vorrei dire che il mio talento s’era nascosto in lei, da qualche parte, che tutto mi veniva trasmesso attraverso di lei […]. 
Sono passati tanti anni da quando è morta! 
Dove sei ora, piccola madre? In cielo, sulla terra? Io sono qui, lontano. […] Dimmi, piccola madre: nell'altro mondo, in paradiso, nelle nuvole, là dove sei, ti consola il mio amore?  
Potrò con le mie parole filare per te un po’ di tenera, carezzevole dolcezza? (pp. 18-20)

La mucca.
Nel mio villaggio 
(1943)

Alla mucca, appena macellata, quasi simbolo cristologico caricato di tutta la sofferenza umana e cosmica, sono rivolte queste parole: “E tu, vacchetta, nuda e crocifissa nei cieli, tu sogni. Il coltello splendente t’ha fatto librare nell’aria” (p. 22).





Sul tetto.
Villaggio Blu 
(1968)


Confessa Chagall di attingere dai propri parenti e dalla propria infanzia molti soggetti dei suoi dipinti: “Era accaduto che, dato il bel tempo, il nonno s’era arrampicato sul tetto e, seduto sulle tegole, sgranocchiava carote. Niente male come quadro.
Poco importa se i lettori, con gioia e sollievo, scoprono in queste innocenti avventure dei miei parenti l’enigma dei miei quadri” (p. 23).
Il violino.
Il sole giallo 
(1958)
L'elemento musicale attraversa tutta la fanciullezza e si ritrova in diversi punti della biografia: i canti nella sinagoga durante i giorni di festa, la voce di Chagall come soprano che sovrasta tutte le altre, le lezioni di violino impartite da un vicino di casa... E poi soprattutto lo zio Neuch che tutti i sabati... indossava un tallit, uno qualsiasi, e leggeva la Bibbia ad alta voce.
Suonava il violino come un calzolaio.
Il nonno lo ascoltava e sognava [...]. 
Poco importa come suona! Io sorrido, mi esercito sul suo violino, salto nella sue tasche, sul suo naso. 
Lui ronza come una mosca. 
Solo la mia testa vola dolcemente nella stanza. 
Soffitto trasparente.
Nuvole e stelle azzurre vi penetrano con l'odore dei campi, della strada, delle strade” (p. 27).

Vitebsk.
Studio di composizione per 
"Alla Russia, agli asini e agli altri" 
(1911-12)
Il borgo in cui Chagall nasce (Vitebsk, oggi in Bielorussia) è fonte inesauribile di immagini, voce che proviene dall’infanzia, sorgente di visioni in cui convivono i vivi e i morti: “Notte. Freddo d’inverno. La casa dorme.
D’improvviso, dal lato della strada, la silhouette della defunta nonna Čana chiude con fracasso la persiana […].
I bastoni e i tetti, le palizzate, gli steccati e tutto ciò che c’era dietro, m’incantavano.
E quel che c’era lo potete vedere nel mio quadro Sopra la città” (p. 37).


Bella.
Fanciulla con fiori 
(1928)
Il ricordo del primo incontro con Bella ha tutta l’intensità che riconosciamo nei dipinti: “… la visita di questa fanciulla sconosciuta e la sua voce musicale, si direbbe dell’altro mondo, mi sconvolgono [...].
Il suo silenzio è il mio. I suoi occhi, i miei. E’ come se mi conoscesse da sempre, come se sapesse tutto della mia infanzia, del mio presente, del mio avvenire; come se vegliasse su di me, mi capisse perfettamente, sebbene la veda per la prima volta.
Sentii che era lei la mia donna. […]
Sono entrato in una casa nuova e non ne sono più uscito” (p. 81).

Parigi.
Notre-Dame 
e la Tour Eiffel 
(1960)

Nel 1910, dopo un periodo trascorso a Pietrogrado, Chagall arriva a Parigi:
“Penetrai nel cuore della pittura francese del 1910.
Mi ci sono aggrappato.
Nessuna accademia avrebbe potuto darmi tutto ciò che ho scoperto mordendo le mostre di Parigi, le sue vetrine, i suoi musei (p.107).
[…] Parigi, tu sei la mia seconda Vitebsk! (p. 119).





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E così si potrebbe continuare: nelle tele di Chagall la microstoria e la macrostoria si intrecciano, gli avvenimenti universali appaiono “da dietro la tela”: la Grande Guerra (pp. 120 e 127); i pogrom antisemiti (p. 136); il ritorno in Russia e la Rivoluzione di Lenin (p. 139 e seg.).

L'angelo.
Verso un'altra luce 
(1985)
Vorrei terminare con il racconto di un sogno che Chagall evoca per un preciso dipinto,  ma che può aver ispirato anche altri momenti pittorici:
Improvvisamente il soffitto s’apre e una creatura alata scende tra bagliori e tuoni, riempie la stanza di un turbine di nuvole.
Un palpito di ali che battono.
Io penso: è un angelo! Ma non riesco ad aprire gli occhi, c’è troppo chiarore, troppa luce.
Dopo aver frugato dappertutto, si alza di nuovo in volo, ed esce dall’apertura nel soffitto, portandosi dietro tutta la luce e l’aria azzurra.
Cala di nuovo il buio. Mi sveglio.
Il mio quadro L’Apparizione evoca quel sogno” (pp. 89-90).

17 commenti:


  1. Chagall, un pittore poetico. Nella sua arte è palpabile la sensibilità "dilatata", dilatata fino ai confini de l'universo. Dentro un animo di eterno fanciullo (Eraclito) nasconde il travaglio della diaspora ebraica e ci incanta.

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    Risposte
    1. Rossana Rolando19 novembre 2016 09:16

      Grazie Rosario. Pensavo di impostare l’interpretazione del grande olio “La vie” – in un prossimo post - proprio a partire dalla sensibilità “dilatata” di Chagall e dalla sua capacità di penetrare nelle corde intime dell’universo. Buona giornata, Rossana.

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  2. Brava Rossana. Bell'articolo!! Lo condivido su twitter e google+

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    Risposte
    1. Rossana Rolando19 novembre 2016 10:36

      Grazie di cuore Stefano! Il tuo apprezzamento è molto gradito. Buona giornata!

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  3. Teresa Massaccesi19 novembre 2016 17:16

    Basta essere tifosi dell' arte per capire i sentimenti dell' artista Chagall...la cui dote e abilita' di illustrare i suoi soggetti è semplicemente un dono di madre natura ricca di colori....
    Anche la pittura di Chagall è capace di sprigionare i valori umani
    Se Bella scriveva come viveva...come amava gli amici...le cose comuni....i paesaggi ....i fiori....anche la pittura di Chagall ha le sue parole ... la sua vita spirituale e morale ....
    Allora guardando le sue opere sentiamici invitati a un dialogo umano e ringraziamo Dio del dono fatto a Chagall....e a sua moglie Bella.....

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    Risposte
    1. Rossana Rolando20 novembre 2016 10:36

      Grazie Teresa! Buona giornata con questo "Paesaggio blu":
      [img]C:\Users\Utente\Pictures\chagall e torino\primo chagall[/img]

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    2. Rossana Rolando20 novembre 2016 11:19

      Eccolo: [img]https://sites.google.com/site/personaecomunita/home/archivio/paesaggio%20blu.jpg?attredirects=0&d=1[/img]

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  4. Anche noi abbiamo visitato con piacere la mostra di Chagall al Forte di Bard, che segue quella di Milano del settembre 2014-febbraio 2015 che ha presentato una vasta sintesi dell'intera opera dell'artista lungo la sua lunga vita - 98 anni dal 1887 al 1985.
    Si tratta di un artista dalla personalità veramente forte, un gigante della pittura. Entrato in contatto con i tanti movimenti artistici del '900 acquisendone elementi, senza mai uniformarsi ad alcuno e giungendo ad esprimere una sua personale modalità raffigurativa che lo rende inconfondibile.
    Chagall vedeva il suo operare con l'arte come un compito da svolgere per l'umanità. "Io non vivo alla giornata, ma mi attraversano i venti dell'eternità, i problemi del tempo mi passano attraverso. Ogni giorno afferro il pennello, la penna"
    Le sue opere non hanno niente di casuale, sono complesse come è complessa ogni esistenza, l'umanità.
    Altro tema fondamentale nelle sue opere è la coppia, risorsa che ha sostenuto la sua lunga e tormentata vita, raffigurata con leggerezza a volte surreale, ma allo stesso tempo fisica e concreta, un messaggio questa volta semplice, immediato, alla portata di tutti.
    Così, come un bambino, riesce ad esprimere con figure e colori il suo animo strabordante di vivaci emozioni.
    "Non vorrei essere uguale a tutti gli altri; voglio vedere un mondo nuovo".
    Patrizia e Giuseppe

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    1. Rossana Rolando20 novembre 2016 11:31

      Grazie carissimi Patrizia e Giuseppe per questo commento così ricco e bello. Mi ricordavo della vostra passione per Chagall. Proprio come dite voi: anche dalla lettura de “La mia vita” emerge questa indipendenza rispetto al panorama della pittura a lui contemporanea, conosciuta nel periodo di permanenza a Parigi. Molto toccanti anche le citazioni che avete riportato. Grazie e un forte abbraccio, Rossana con Gian Maria.

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  5. Attendo. Buon lavoro e buon week end
    Rosario

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    1. Rossana Rolando e Gian Maria Zavattaro20 novembre 2016 11:33

      Anche a te caro Rosario, buona domenica.

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  6. Gentile Rossana: è un post bellissimo! Amo particolarmente Chagall. Grazie.

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    1. Rossana Rolando21 novembre 2016 13:01

      Grazie di cuore per il caloroso commento. Un caro saluto e buona settimana!

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  7. Amo Chagall, mi sono profondamente commossa, leggendo i suoi pensieri,ricolmi di sentimento, che rivolge alla sua cara e adorata mamma.....

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    1. Le parole rivolte alla madre sono davvero toccanti. Grazie e buona serata.

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  8. Giovanna Capuzzi21 novembre 2016 16:22

    Io sono stata a Palazzo Reale a Milano a vederla. Fantastico. Naturalmente ho comprato il libro che ha scritto, "La mia vita".
    Per questo ho condiviso molto volentieri il post di +gian maria zavattaro .

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    1. Grazie per l'apprezzamento e la condivisione. Buona serata.

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